Conco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Conco
comune
Conco – Stemma Conco – Bandiera
Conco – Veduta
Panorama di Conco (a destra), la frazione lusianese di Vitarolo (al centro) e Lusiana (a sinistra). Sullo sfondo, il monte Summano e le Piccole Dolomiti.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Graziella Stefani (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 45°48′N 11°37′E / 45.8°N 11.616667°E45.8; 11.616667 (Conco)Coordinate: 45°48′N 11°37′E / 45.8°N 11.616667°E45.8; 11.616667 (Conco)
Altitudine 830 m s.l.m.
Superficie 26,85 km²
Abitanti 2 158[1] (31-12-2015)
Densità 80,37 ab./km²
Frazioni Fontanelle, Gomarolo, Rubbio, Tortima, Santa Caterina
Comuni confinanti Asiago, Lusiana, Bassano del Grappa, Campolongo sul Brenta, Marostica, Valstagna
Altre informazioni
Cod. postale 36062
Prefisso 0424
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024033
Cod. catastale C949
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti conchesi
Patrono san Marco e Madonna della neve
Giorno festivo 25 aprile e 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Conco
Conco
Conco – Mappa
Posizione del comune di Conco all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Conco (Kunken in cimbro) è un comune italiano di 2 158 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto.

Si trova sull'Altopiano dei Sette Comuni.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Tanto Dante Olivieri, quanto Giovanni Battista Pellegrini credono il toponimo derivato dal latino concha "conca, avvallamento"[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Altopiano dei Sette Comuni e Federazione dei Sette Comuni.

Recenti ricerche archeologiche hanno portato alla luce i resti di un insediamento preistorico in Val Lastaro, risalente a circa 11 000 anni fa[4].

Bisognerà tuttavia aspettare l'alto medioevo per avere delle testimonianze più precise: un documento nel 983 cita le località Bagnaria (attuale Bagnara) e Lastaria (attuale Lastaro). In questo stesso periodo il territorio cominciò ad essere colonizzato da popolazioni di origini germanica, i cosiddetti Cimbri, che conservarono a lungo lingua e tradizioni proprie[4].

Dal punto di vista politico, l'area prealpina che va dall'Astico al Brenta fu soggetta al vescovo di Padova a partire dalla donazione dell'imperatore Berengario I del 917. Successivamente fu legata al comune di Vicenza, agli Ezzelini e al comune di Padova sino al definitivo assoggettamento alla Repubblica di Venezia nel 1405. Nel frattempo, la popolazione dell'Altopiano si era organizzata nella Federazione dei Sette Comuni: Conco faceva riferimento al comune di Lusiana e fu inizialmente compresa nella contrada annessa di Roveredo Alto (assieme a Crosara, Vallonara e Valle San Floriano); dal 1° dicembre 1681 si separò da quest'ultima, andando a costituire a sua volta una contrada annessa[4].

Caduta la Serenissima, la Federazione venne sciolta e venne istituito l'odierno comune di Conco. Il territorio seguì le sorti del Veneto, passando da Napoleone agli Austriaci per approdare poi nel Regno d'Italia al termine della terza guerra d'indipendenza (1866)[4].

Prima Guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Conco, come tutti gli altri paesi dell'Altopiano, è stato direttamente interessato dagli eventi della Prima guerra mondiale. Lo scoppio della guerra, oltre a provocare ingenti danni materiali, costrinse la popolazione al profugato per diversi anni in alcune località italiane.
Tra gli episodi di maggior rilievo che interessarono il territorio comunale vi è l'incursione aerea austroungarica della notte del 24 ottobre 1918, avvenuta solo pochi giorni prima del termine delle ostilità: un aereo nemico centrò in pieno la polveriera sita nella Val del Gatto, vicino alla Contrà Trotti, presso Gomarolo: morirono circa cento soldati che presidiavano la struttura e sul luogo dove sorgeva la polveriera è stata oggi eretta una croce di pietra per ricordare tale avvenimento. A ricordo di tale fatto venne inoltre eretta nella frazione di Gomarolo la chiesa dedicata a Santa Barbara.
Durante la guerra a Conco vennero costruiti due cimiteri militari: uno sito nel capoluogo (intitolato al capitano Mario Colonna, medaglia d'argento) che conteneva le spoglie di 2.344 soldati (2.064 italiani e 280 francesi) e uno nella frazione di Fontanelle, accanto al cimitero civile, dov'erano tumulati 190 soldati italiani[5]. Dopo la costruzione del Sacrario Militare di Asiago tutti i corpi dei soldati sono stati lì trasferiti, i cimiteri smantellati e l'Ossario è diventato, insieme a quelli del Pasubio, del Monte Grappa e di Tonezza del Cimone, il simbolo della Provincia di Vicenza.

Seconda Guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Conco è tra le 44 città italiane decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale. Le prime formazioni partigiane sull'Altopiano di Asiago si insediarono infatti, alla fine del 1943, proprio attorno ai paesi di Fontanelle, Conco e Rubbio: gran parte dei reparti partigiani cadde però quasi subito in mano nazifascista, in particolare i militanti della zona di Fontanelle, che vennero portati all'interno del castello di Marostica e fucilati nell'Eccidio di Marostica. Un altro gruppo di questi partigiani venne invece assassinato il 30 dicembre 1943 nell'eccidio di Malga Silvagno per ordine di altri partigiani[6]. Durante la Resistenza numerosi soprusi vennero perpetrati alla popolazione; il centro di Conco e diverse case delle varie contrade del Comune vennero inoltre date alle fiamme.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Conco è una delle 44 città italiane decorate al Valor Militare con la Croce di guerra per i sacrifici della sua popolazione durante la guerra di liberazione italiana.

Croce di guerra al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al Valor Militare
«Comune di montagna sosteneva arditamente la lotta partigiana accesa per la liberazione della Patria. Forniva valorosi combattenti che particolarmente si distinguevano a Montagna Nuova, Passo Stretto, Mirandole, Val Lastaro ed a Canotto di Conco. Subiva con fierezza numerosi rastrellamenti e feroci rappresaglie sulla popolazione civile.»
— Conco (VI), 1943-1945

Persone legate a Conco[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le principali frazioni di Conco sono:
Fontanelle, località posta nel cuore del Comune, a circa 765 m di altitudine, suddivisa in diverse contrade. In prossimità dell'abitato di Fontanelle si trovano Tortima e alcune piccole contrade che sorgono lungo il crinale meridionale dell'Altopiano: da questa posizione si può godere di un ampio panorama che spazia dalle colline del marosticense, ai Colli Euganei e ai Monti Berici, alla laguna di Venezia e in caso di giornate terse si possono distinguere anche gli Appennini e la penisola istriana. Tortima fu teatro di un importante episodio per la Reggenza dei Sette Comuni avvenuto durante la guerra tra la Repubblica di Venezia e la Lega di Cambrai nel lontano 1509: oggi tali episodi sono ricordati nell'alabarda inserita nello stemma del Comune di Conco.
Altra importante frazione del Comune è Gomarolo, località che sorge in una stretta vallata non lontana dall'abitato di Santa Caterina che segna il confine col Comune di Lusiana.

Rubbio d'inverno.

La frazione più elevata del Comune è invece Rubbio che si trova a 1.057 m s.l.m. La frazione è in realtà divisa in due diversi ambiti amministrativi: quelli di Conco appunto e di Bassano del Grappa. Da tale località si può godere di un panorama ancora maggiore rispetto a quello visibile da Tortima: lo sguardo spazia infatti anche verso le Pale di San Martino, il Monte Grappa e la catena delle Piccole Dolomiti.
Complessivamente nel Comune di Conco esistono circa una sessantina di contrade, molte delle quali sono oggi fortemente spopolate e talune addirittura disabitate a seguito del forte flusso emigratorio che ha interessato la zona nel secolo scorso.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'industria più fiorente nel Comune di Conco è quella relativa alle cave di pietra. Tre sono i tipi di marmo estratti a Conco: il Bianco Asiago, il Rosa Perlino ed il Rosso Asiago. Il più diffuso è il Bianco che compone il 40% del totale, seguito dal Rosa Perlino e dal Rosso Asiago presenti ciascuno per il 30%. Le varietà merceologiche conosciute come Verdello e Chiarofonte (che sono varietà del Rosso Asiago nelle quali cambia la tonalità di colore, che passa da un rosso cupo ad un rosato nel caso del Chiarofonte, per arrivare, nel caso del Verdello, ad una totale decolorazione) sono relative al 20% circa del totale del Rosso Asiago[7].

Altra importante fonte di reddito per l'economia della zona è derivante dal commercio delle utilizzazioni boschive.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Conco e Gomarolo

Il territorio del Comune posto a 1.000 m è la zona di maggiore attrazione turistica, data anche la vicinanza con la città di Asiago. Le località Val Lastaro e Biancoia sono importanti stazioni turistiche sia estive che invernali.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

E' presente una parrocchia cattolica che fa parte della diocesi di Padova.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Referendum[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 la popolazione degli otto comuni dell'Altopiano (Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo) ha votato a grande maggioranza (94%) a un referendum per il distacco del territorio dalla Regione Veneto e per la successiva aggregazione alla Provincia Autonoma di Trento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10.000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990, p. 177.
  3. ^ Guido Beltrame, Toponomastica della Diocesi di Padova, Padova, Libraria Padovana, 1992, p. 63.
  4. ^ a b c d Storia del territorio, Pro Loco Conco. URL consultato il 25 aprile 2017.
  5. ^ Passato - presente. Sulle orme di C.D. Bonomo, fotografo: i cimiteri di guerra dell'Altipiano di Claudio Rigon
  6. ^ I partigiani rossi assassinati a Malga Silvagno, ilgiornaledivicenza.it. URL consultato il 2 giugno 2011.
  7. ^ Da un articolo apparso sul Giornale di Vicenza
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Modesto Bonato. Storia dei Sette Comuni e Contrade Annesse dalla loro origine sino alla caduta della Veneta Repubblica, A.Forni, Bologna, 1978
  • Claudio Rigon. Passato - presente. Sulle orme di C.D. Bonomo, fotografo: i cimiteri di guerra dell'Altipiano, Galla 1880 Libreria Editrice, Vicenza, 2006
  • Stoppato Badoer Roberto. Autonomia e Privilegi della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni nella Veneta Serenissima Repubblica, CLEUP, Padova, 2004.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237034193
Vicenza Portale Vicenza: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Vicenza