Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie

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Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie
Bergamo - Santa Maria delle Grazie.jpg
Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBergamo
ReligioneCristiana cattolica
TitolareSanta Maria Immacolata delle Grazie
Diocesi Bergamo
Stile architettoniconeoclassico
Inizio costruzioneXIV secolo

Coordinate: 45°41′37.5″N 9°40′18.37″E / 45.69375°N 9.67177°E45.69375; 9.67177

La chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie si trova a Bergamo sul viale Papa Giovanni XXIII, in prossimità dei propilei chiamati anche Barriera delle Grazie, è il primo luogo di culto che il visitatore incontra arrivando dalla stazione ferroviaria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bernardino da Siena, giunse a Bergamo per la seconda volta nel 1419 ospite nel convento di san Francesco, voleva con la sua predicazione, sedare le faide che dividevano le famiglie guelfe e ghibelline della città. Fu Pietro Ondei di Alzano Lombardo, influenzato delle sue predicazioni, a donare al santo una porzione di terreno per edificare una chiesa e il convento per i frati francescani. La chiesa fu fondata il 27 aprile 1422, in prossimità del prato di sant'Alessandro e delle Muraine[1] dal vescovo Francesco Aregazzi, sopra un luogo di culto preesistente dedicato alla Carità o forse a santa Margherita, a convalidare la rappacificazione raggiunta [2].

Il progetto di riorganizzazione urbana della città nel XIX secolo, prevedeva la realizzazione di un grande viale - Viale Papa Giovanni XXIII - che collegasse la stazione ferroviaria austro-ungarica, a porta sant'Agostino uno degli ingressi alla parte alta della città[1]. Per questo l'ordine monastico venne soppresso nel 1810, la chiesa abbattuta nel 1856 per essere poi riedificata in una sede leggermente spostata.

L'antica basilica era dedicata alla Madonna delle Grazie, ma con la proclamazione dogmatica dell'Immacolata Concezione avvenuta l'8 dicembre 1854, il vescovo di Bergamo Pietro Luigi Speranza, ebbe desiderio di integrare la devozione della nuova chiesa intitolandola chiesa di santa Maria Immacolata delle Grazie diventando chiesa prepositurale e santuario con proclama del 7 dicembre 1878[3].

La nuova chiesa venne edificata tra il 1857 e il 1875 su progetto dell'architetto Antonio Preda, che riuscì a creare un edificio importante che ben si collocasse nella nuova situazione architettonica[4] Le opere d'arte che erano presenti nella chiesa furono salvate ma non tutte ricollocate in quella nuova, il Polittico opera di Vincenzo Foppa è conservato alla Pinacoteca di Brera.

Gli antichi ambienti divennero prima ricovero per malati e anziani e solo nel 1928 il palazzo sede della banca Credito Bergamasco. Dei quattro chiostri ne sono rimasti due di cui uno non accessibile facendo parte del fabbricato della banca adiacente[2].

Il miracolo dell'affresco del Santo Jesus[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vicinanze del convento, vi era una cappella affrescata. L'affresco rappresentava l'immagine di Cristo mentre cadeva sotto il peso della croce sulla salita del Calvario. Il 30 aprile 1544 alcuni testimoni raccontarono di aver visto l'immagine sudare sangue, il sanguinamento si ripeté il 5 aprile 1575, periodo in cui era presente sul territorio di Bergamo san Carlo Borromeo che riconobbe il miracolo. il 15 settembre 1608, alcuni ragazzi videro dall'affresco alzarsi il Cristo, sanguinare, spostare la croce sulla spalla libera, videro il suo manto cambiare di colore da blue e rosso in bianco con le bordure in oro, apparire sul suo corpo i segni della passione trasfigurandosi nell'immagine del Cristo risorto. Gli affreschi presenti sulla cappella che era vicina all'antica chiesa erano due, uno ricollocato nella cappella dedicata al santo, sopra l'altare ligneo realizzato da Caterina Caniana, mentre il secondo Cristo portacroce opera di Castello Giovanni Battista che era posizionato sopra la cancellata in ferro che accedeva all'altare della cappella del santo poi distrutt, dopo lo strappo venne conservato dalla Congregazione di Carità che lo consegnò nel 1878 all'Accademia Carrara: a[5].

Chiesa Santa Maria Immacolata delle Grazie. Cupola

Quando la chiesa fu distrutta nel 1889, venne distrutta anche la cappella del Santo Jesus posta nelle vicinanze, l'affresco venne strappato e ricollocato in quella nuova inserita all'interno della chiesa attuale consacrata nel 1875.
Fu Papa Giovanni XXIII, negli anni in cui era cappellano militare, a compiere le prime ricerche sulla storia dell'affresco e dell'antico convento.
Nella chiesa ogni quindici giorni viene celebrata una messa alla memoria del miracolo che è festeggiato ogni 15 settembre[6].

I sanguinamenti e i relativi miracoli, furono documentati da padre Francesco Gonzaga autore dell'opera pubblicata nel 1587 “Dell'origine della serafica osservanza francescana” e ministro di Mantova, da Candido Brugnoli insegnate presso il medesimo di teologia che scrisse nel 1609 L'immagine del Re supremo dedicandone una sezione: “Le virtù miracolose della Croce”[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, in stile neoclassico, si presenta a croce greca; il tamburo, suddiviso a peristilio di sedici colonne, è sovrastato dalla grande cupola decorata con la Gloria di Maria da Enrico Scuri dal 1865 al 1868, con la collaborazione di altri artisti tra i quali Luigi Galizzi che realizzò l'Annunciazione, la Visitazione e gli Angeli che spargono fiori[7]. Ad Antonio Guadagnini furono affidati i medaglioni che si fronteggiano sull'arco dell'atrio: la Natività e lo Sposalizio di Maria.[8]

Abside chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie

L'abside è affrescata con Papa Pio IX che proclama il Dogma dell’Immacolata realizzato da Giovanni Battista Epis, mentre l'altare maggiore fu consacrato nel 1907 da Angelo Roncalli e raffigura le Eroine bibliche opera dei fratelli Cesare e Andrea Paleni[9].

Nella percorso che dalla cappella alla sagrestia, è esposto al pubblico il ciclo di affreschi opera di Jacopino Scipioni eseguiti nei primi anni del XVI secolo per la cappella della Trinità. Ne è testimonianza l'atto notarile del 12 agosto 1507 che stabiliva la cifra del pagamento per l'esecuzione dell'opera da parte dei committenti Cassotti de' Mazzoleni[nota 1]. Gli affreschi furono rimossi nel 1857 dalla chiesa e acquistati dall'avvocato Giuseppe Maria Bonomi che li portò a Vertova nell'ex chiesa del convento dei Cappuccini da lui trasformata in dimora. Il ciclo pittorico raffigura la storia di san Francesco. La Provincia di Bergamo li ha acquistati nel 2003 e riconsegnati alla chiesa[10]. Il recupero degli affreschi ha permesso la ricostruzione di come doveva essere la cappella della Trinità che venne distrutta insieme alla chiesa. L'ambiente a pianta quadrata, era lungo cinque metri per lato con il soffitto ad ombrello ottagonale, con tre lunette per lato e sotto i corrispondenti quadrati divisi su due ordini dove in scrittura gotica, un cartiglio spiegava la pittura raffigurante il ciclo delle storie di san Francesco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ I committenti pagarono anche la realizzazione della pala Trasfigurazione di Andrea Previtali che era tra le opere presenti nella chiesa e ora a Brera, mentre sono ritratti nel dipinto Madonna Casotti che si trova alla'Accademia Carrara Madonna Casotti, Accademia Carrara. URL consultato il 27 settembre 2017.
Fonti
  1. ^ a b La chiesa di santa Maria delle Grazie, Bergamo post, 8 dicembre 2016. URL consultato il 26 settembre 2017.
  2. ^ a b Convento e chiesa delle Grazie, su bergamosera.com, 30 settembre 2016. URL consultato il 26 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2017).
  3. ^ a b Opuscolo S.Jesus (PDF), Parrocchia di santa Maria delle Grazie. URL consultato il 27 settembre 2017.
  4. ^ PREDA,Antonio[collegamento interrotto], Bgpedia. URL consultato il 30 settembre 2017.
  5. ^ Cristo Portacroce, Accademia Carrara. URL consultato il 217 settembre 2017.
  6. ^ Cappella del santo Jesus, Parrochia santa Maria Immacolata delle Grazie. URL consultato il 27 settembre 2017.
  7. ^ Chiara Basta, Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1998. URL consultato il 30settembre 2017.
  8. ^ Antonio Guadagnini - di G. Valzelli, p. 145-146.
  9. ^ Arte,fede e preghiere, Santalessandro. URL consultato il 30 settembre 201/.
  10. ^ Fernarndo Noris, p.44.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernando Noris, Osvaldo Roncelli, Maria Teresa Birolini, Franco Mazzini e Emanuela Daffra, Bergomatum Ager, Provincia di Bergamo, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]