Monastero di San Benedetto (Bergamo)

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Coordinate: 45°41′48.98″N 9°39′50.34″E / 45.696938°N 9.663982°E45.696938; 9.663982

« 5 marzo 1503 Nella chiesa di San Benedetto delle Monache, terminato il Vespro solenne un immagine di Maria Vergine sopr'il muro dipinda, vicina all'altare maggiore, si vide sparger da gl'occhi lagrime in abbundanza con stupore, & maraviglia di quanti si ritrovarno presenti Donato Calvi Effemeride sagro profana di quanto di memorabile sia successo in Bergamo, sua diocese, et territorio Da suoi principij sin’al corrente Anno »

Chiesa di San Benedetto

Il monastero di San Benedetto è un monastero benedettino femminile di clausura, situato all'incrocio tra Via S. Alessandro, e via Carlo Botta in quello che era l'antico Borgo Santo Stefano, oltre le mura venete, nella parte bassa di Bergamo, ma entro le quattrocentesche Muraine[1].

Cupola e soffitto affrescati della chiesa del monastero di San Benedetto

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero trae origine dalla fusione di due comunità nel XIII secolo, delle monache benedettine di Santa Maria Novella di Stezzano già in Bergamo nel XIII secolo e di Santa Maria in Valmarina provenienti da Bonate Sotto, le due comunità erano state decimate da carestie e pestilenze, quella di Santa Maria contava solo due monache.

Il 10 gennaio 1460 [nota 1] si decretò l'unione dei due monasteri sotto il titolo di san Benedetto in Valmarina [2]. Risultava presenta una piccola chiesa nel 1448 dedicata nel 1451 a San Benedetto. Il testo Effemeride di quanto di sagro profano sia successo in Bergamo di Donato Calvi testimonierebbe che nel 1503 l'effige della Madonna raffigurata nella piccola chiesa avrebbe copiosamente lacrimato[3], immagine che è stata ritrovata nel restauro del 1980 [4]. Questo portò ad un aumento delle presenze nel monastero tanto che nel 1504, il monastero arrivò a contare 28 monache, risultò insufficiente lo spazio della piccola chiesa quattrocentesca di cui non si ha nessuna descrizione, e per ottemperare a questa necessità di spazio iniziò la costruzione della nuova chiesa. Ma la nuova chiesa già nel 1516, causa problemi di instabilità statica, ebbe bisogno di una prima ristrutturazione.

Chiesa di San Benedetto (Bergamo)

Su progetto di Pietro Isabello il 6 maggio 1522 venne posta la prima pietra per quella che diventerà la chiesa attuale[5], a saldo del suo lavoro le monache gli donarono nel 1537 un terreno, che il figlio Pietro tornò a donare al monastero quale dote della sorella Maria per il suo ingresso nel monastero il 30 aprile 1544. La nuova chiesa venne consacrata l'11 settembre del 1547 dal vescovo Vittore Soranzo[6].

Il 1797 con l'avvento della Repubblica Cisalpina e la soppressione di tutti gli ordini religiosi, si vide la chiusura del monastero, vennero requisiti i beni[7] e la pala dell'Assunta, opera di Giovan Battista Moroni e quella di Santo Stefano opera di Callisto Piazza vennero trasferite alla Pinacoteca di Brera. Il complesso venne ripristinato il 10 maggio 1827[8].

Il degrado degli stabili portò al restauro del 2011 con intervento di consolidamento delle strutture, eseguito dall'architetto Leonardo Angelini, riportando alla luce affreschi e pitture che si ritenevano perse [9][10].

Attualmente, ne è badessa Giampaola Gorla OSB.

Pozzetto del Chiostro del monastero, sec. XVI

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'intero complesso comprende il Monastero, il chiostro di San Benedetto[11] e la Chiesa.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa è tripartita da quattro lesene, nel centro il portale con architrave poggiante su stipiti in pietra, la bicromatura della facciata del bianco e del color cotto è ritornata alla luce nel recente restauro. L'antico chiostro porta nell'interno della chiesa, a pianta centrale con triburio ottagonale e cupola interna, nella parete di fondo vi è un affresco raffigurante Cristo che porta la croce, sopra una lapide del monaco benedettino Giovanni Antonio Lolmo, riportante la data del 10 agosto 1575[12], e altri affreschi, la parete prosegue con una serie di archi sorretti da colonne sormontato da un coro chiuso, dove le monache di clausura possono seguire le funzioni senza essere presenti nell'assemblea.

Il presbiterio, con al centro l'altare (opera del 1841), è cintato da una cancellata del '700 dorata nel 1761 in stile neoclassico, dietro l'altare vi è posta la pala dell'Assunzione mentre a fianco in cornici lignee le pitture di Giovanni Chizzoletti raffiguranti S. Mauro che guarisce gli infermi e S. Alessandro. In una delle due cappelle laterali vi si trova la pala di Gian Paolo Cavagna del 1621 raffigurante il miracolo dell'acqua[13], nell'altra una pala raffigurante San Carlo Borromeo di autore ignoto. Vi è un'ulteriore dipinto sempre del Cavagna raffigurante la Madonna con bambino. In una cappella laterale vi è un quadro di Lucano da Imola raffigurante la Vergine in trono, e un dipinto di Carlo Salis[14]. La cupola, raffigurante scene della vita benedettina, è stata affrescata da Giuseppe Antonio Orelli [15] nel 1756.

Il chiostrino[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Monti - Servizio fotografico (Bergamo, 1980)

Realizzato da Pietro Isabello [16] in età giovanile, è il passaggio fisico tra l'esterno della struttura, quindi la vita pubblica della città e il grande complesso del monastero, e ne rappresenta anche il passaggio spirituale. Si presenta a pianta rettangolare su 6 archi a tutto sesto disposti su tre lati sorretti da cinque colonne in arenaria con capitelli ionici e foglie angolari. Nelle dodici lunette vi sono gli affreschi di Cristoforo Baschenis il giovane[17]. Nella parete a Nord-est vi è l'entrata al monastero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Il sito Beni culturali lombardia indica la data del 6 novembre 1487, da considerarsi errata essendo Papa Papa Innocenzo VIII deceduto nel 1484
Fonti
  1. ^ Bergamo Bassa e le antiche Muraine Tutta la storia della Torre del Galgario, L'eco di Bergamo. URL consultato il 16 aprile 2016.
  2. ^ Monastero di Santa Maria in Valnarina, Lombardia beni culturali. URL consultato il 16 aprile 2016.
  3. ^ Donato Calvi, Effimeridi di quanto di sagro profano sia successo in Bergamo, 1676.
  4. ^ Monastero di San Benedetto, http://www.monasterosanbenedettobergamo.com/la-storia/. URL consultato il 17 aprile 2016.
  5. ^ Il monastero di San Benedetto, la Chiesa e il chiostro minore (PDF), centro socio culturale di Grumello al piano. URL consultato il 18 aprile 2016.
  6. ^ L'isola che c'è e recupera la sua storia, Storie, arte poesie e fotografie dell'isola Bergamasca. URL consultato il 20 aprile 2016.
  7. ^ I tempi di Napoleoni, Mlegnano.net. URL consultato il 18 aprile 2016.
  8. ^ La storia del monastero di S.Benedetto di Bergamo, Archivi e sistemi multimediali. URL consultato il 18 aprile 2016.
  9. ^ San Benedetto, il gioiello ritrovato, L'Eco di Bergamo. URL consultato il 18 aprile 2016.
  10. ^ Chiesa di San Benedetto, Chiesa di san Benedetto. URL consultato il 16 aprile 2016.
  11. ^ Monastero Di San Benedetto Bergamo, Monasteri d'Italia. URL consultato il 18 aprile 2016.
  12. ^ Monastero di San Benedetto, Zonso gìfoxBergamo. URL consultato il 18 aprile 2016.
    «raffigurante il Cristo portacroce, eseguito sopra una lapide murata, collocata a ricordo del defunto Jo. Antonio Lolmo, monaco benedettino, “qui posto il 10 agosto 1575”».
  13. ^ Luisa Bandera, Monastero di San Benedetto, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18 aprile 2016.
  14. ^ Le vite dei Pittor,scultori...., forgottenbooks.com.
    «a 15 Gennaio 1747 avvisa il detto signore d'essere per consegnare al sig. Andrea Mosconi un suo dipinto, secondo l'ordine di donna Maria Vittoria Focacci, sagrestana maggiore in S. Benedetto in Borgo S. Leonardo».
  15. ^ Monastero di San Benedetto, traverlItalia. URL consultato il 18 aprile 2016.
  16. ^ Maria Grazoa Ercolino, ISABELLO Pietro, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18 aprile 2016.
    «Al 1516, come ricorda una lapide murata nella fronte della chiesa, risale l'inizio dei lavori di costruzione del monastero di S. Benedetto, la cui paternità è attribuita dalla stessa iscrizione a "Petrum Abanum"».
  17. ^ chiesa,monastero e chiostro San Benedetto (PDF), IBCAA - Inventario dei Beni Culturali, Ambientali e Archeologici del Comune di Bergamo. URL consultato il 16 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Tresa Brolis, L'abbazia di Santa Maria di Valmarina- il monastero di San Benedetto in Bergamo II XX secolo.
  • La comunità del monastero urbano si San Benedetto di Bergamo-il monastero di San Benedetto in Bergamo II XX secolo.
  • Architettura e Arte-Ilmonastero di San Benedetto in Bergamo, Edizioni dei Soncino.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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