Tempietto di Santa Croce

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Tempietto di Santa Croce
Bergamo, Tempietto di Santa Croce, 2016-06 CN-01.jpg
Il tempietto di Santa Croce
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBergamo
IndirizzoVia Arena
Coordinate45°42′11.59″N 9°39′41.99″E / 45.703219°N 9.661663°E45.703219; 9.661663
Religionecattolica
TitolareSanta Croce
Diocesi Bergamo
Stile architettonicoromanico

Il tempietto di Santa Croce di Bergamo si trova nella parte alta della città, in prossimità della basilica di Santa Maria Maggiore, con accesso da via Arena. L'edificio è un importante esempio dell'architettura romanica bergamasca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un edificio ecclesiale risalente alla prima metà dell'XI secolo[1], anche se le prime notizie storicamente documentate risalgono al 1133, in un documento notarile che riporta ecclesia sancte Crucis, dal 1169 indicata come cappella episcopi così come nel 1173, sempre in un atto notarile del vescovo Guala fu rogato in cappella episcopi[2].

Le prime decorazioni risalgono al 1360 promosse dal vescovo Lanfranco de Saliverti. Nel 1440, causa la riorganizzazione del vescovado, e per permettere la costruzione della scala che portava all'interno della curia, parte dell'oratorio divenne sotterranea.

Nel 1561 venne rivalorizzato l'oratorio dal vescovo Federico Cornaro, e nel XVII secolo decorati i semicatini delle absidi, successivamente delle trombe, della lanterna e della cupola.

La sua posizione chiusa tra la grande Basilica di Santa Maria Maggiore, e i palazzi della curia, l'ha nascosto all'attenzione dei visitatori, e anche dagli studiosi, è infatti solo del 1939 il primo intervento di restauro nell'ambito del piano di risanamento della città, e agli studi di Luigi Angelini compiuti nel 1940, che lo collegano ad altri edifici a pianta quadra tutti risalenti al X e XI secolo. Il tempietto viene successivamente collocato tra gli edifici a pianta centrale che hanno il loro precedente carolignio nella Cappella Palatina di Aquisgrana[3]. Mentre Joelle Leoni nel 1999 ipotizza collegamenti con il Tempietto di San Pietro in Montorio opera del Bramante, attivo in Bergamo con gli affreschi per il palazzo della Ragione e i Sette savi del palazzo del Podestà.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Affreschi all'interno del tempietto

L'esterno, si presenta in due parti sovrapposte. È composto da piccoli cocci in pietra arenaria bruna, la parte inferiore quadrilobata è divisa da lesene che si intercalano ciascuna da tre archetti. La parte superiore in forma ottagonale, presenta finestre rettangolari, che sostituiscono le bifore preesistenti. Risulta un piano inferiore, ora non accessibile, corrisponde a quello che era l'originaria aula della Curia, questo a testimoniare che la Basilica, il palazzo vescovile e la Cappella episcopi erano sul medesimo piano e facevano parte di una grande unico complesso[4].

L'interno, a pianta quadrangolare, presenta nei catini absidali gli affreschi opera di Cristoforo Baschenis il Giovane: La Deposizione, Il ritrovamento della croce da parte di Santa Elena, Il miracolo attestante l'autenticità della croce e L'imperatore Costantino recante la croce in Roma.
Nella parte superiore, quattro bassorilievi raffigurano i simboli degli evangelisti, e nella lanterna quattro vegliardi con il mitra vescovile, che dovrebbe raffigurare: Sant'Ambrogio, Sant'Agostino, San Gerolamo, e Gregorio Magno[5]; sulla cupola l'affresco raffigurante il Padre eterno, entrambe opere attribuite a Francesco Coghetti, e affreschi di Giovan Battista Guarinoni d'Averara della seconda metà del XVI secolo raffiguranti episodi tratti dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine[6].

Il tempietto, ulteriore esempio dell'architettura romanica bergamasca, si aggiunge agli altri più importanti monumenti del genere della provincia orobica, tra i quali spiccano la rotonda di San Tomè, la basilica di Santa Giulia e il priorato di Sant'Egidio.

Il tempietto è quasi sempre chiuso e non visitabile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Moris Pellegrini, p. 11.
  2. ^ Zizzo, p.63.
  3. ^ Chiesetta di santa Croce presso il vescovado (PDF), su territorio.comune.bergamo.it. URL consultato il 10 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2016).
  4. ^ Il tempietto di Santa Croce, su bergamosera.com, Bergamosera. URL consultato il 10 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2016).
  5. ^ Zizzo, p.64.
  6. ^ terradibergamo.it, Terra di Bergamo e dintorni, http://www.terradibergamo.it/cmweb/2014/09/20/cappella-di-santa-croce/. URL consultato l'8 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hans Erich Kubach, Architettura romanica, Milano, Electa, 1978, ISBN 88-435-2474-7.
  • Jacques Le Goff, L'uomo medievale', Bari, Laterza, 1999, ISBN 88-420-4197-1.
  • Gian Maria Labaa, San Tomè in Almenno. Studi, ricerche, interventi per il restauro di una chiesa romanica, Bergamo, Lubrina, 2005, ISBN 88-7766-312-X.
  • Lorenzo Moris Alessandro Pellegrini, Sulle tracce del romanico in provincia di Bergamo, Bergamo, Prov. Bergamo, 2003.
  • Raffaella Poggiani Keller, Filli Rossi, Jim Bishop. Carta archeologica della Lombardia: carta archeologica del territorio di Bergamo. Modena, Panini, 1992. ISBN 88-7686-210-2.
  • Carlo Tosco, Architetti e committenti nel romanico lombardo, Roma, Viella, 1997, ISBN 88-85669-54-9.
  • Giuseppina Zizzo, Itinerari dell'anno Mille, Bergamo, SESAB EDITRICE.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Antenna Europea del Romanico, su antennaeuropeadelromanico.it. URL consultato il 20 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2019).