Cassaro (Palermo)

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Via Vittorio Emanuele II
Corso vittorio emanuele palermo.jpg
Il corso nei pressi della Cattedrale.
Altri nomi Via Toledo
Nomi precedenti Cassaro da al Qasr
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Palermo-Stemma uff.png Palermo
Quartiere Unità di primo livello
Caratteristiche
Intitolazione deriva il nome da al Qasr, dall'arabo fortificazione
Progettista Garcia di Toledo
Collegamenti
Inizio 1567
Fine 1581
Intersezioni
Luoghi d'interesse
Trasporti le principali linee di autobus della città da/per:

Il Càssaro (u cassaru in siciliano) o Via Vittorio Emanuele è la strada più antica di Palermo[1][2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La strada venne tracciata con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e tagliava in due parti l'agglomerato collegando l'originario porto alla necropoli posta subito alle spalle della città.[2][3] In epoca araba divenne l'asse principale tipico dell'urbanistica araba dal quale si diramano le varie strade secondarie o darbi che si innestavano a questa ortogonalmente e che poi vanno a intricarsi nel territorio terminando negli aziqqa, vicoli ciechi tipici del centro cittadino. La modifica più importante al suo tracciato si ebbe nella seconda metà del Cinquecento, periodo in cui la città è capitale del viceregno spagnolo. Il progetto, probabilmente definito sin dall'inizio ma attuato in diverse fasi, prevedeva la rettifica e l'allargamento della strada fino a piazza della Marina. I lavori, con l'autorizzazione del viceré Garcia di Toledo, iniziarono nel 1567: si iniziò con la rettifica della facciata meridionale fino a porta dei Patitelli, poi con una massiccia opera di sventramenti, avvenuta in due fasi, per raggiungere piazza marina ed infine con la rettifica della facciata settentrionale. Lo sviluppo di questa "strada nuova", fu supportata attivamente dalla nobiltà palermitana che non solo contribuì alla realizzazione, ma creò anche spazi nuovi, come l'apertura di Piazza Aragona (successivamente Bologna, o dei Bologna, volgarmente chiamata Bologni) o Piazza Pretoria. Nel 1577 i lavori non erano ancora del tutto ultimati, e l'originale progetto fu totalmente stravolto nel 1581 dal viceré Marcantonio Colonna che prolungò la strada fino alle mura aprendola sul mare con Porta Felice.

Nel luglio del 2015 il Comune di Palermo ha proceduto ad una chiusura parziale al traffico di tutto l'asse fino ai Quattro Canti.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Càssaro deriva dall'antico nome arabo al Qasr (la fortificata): infatti questa zona, durante la dominazione araba, venne fortemente fortificata[2]. Durante il Medioevo assunse anche il nome di via Marmorea o al balat in arabo[4], parola rimasta nell'uso comune siciliano ad indicare il marmo e i basoli. Nel tardo cinquecento, periodo del viceregno, assunse anche il nome di via Toledo in onore del Viceré Garcia de Toledo, uno dei principali artefici della rettifica della strada. Il nome Cassaro si mantenne tale per lungo periodo, solo dopo l'unificazione dell'Italia lo storico nome venne cambiato in corso Vittorio Emanuele, anche se il vecchio nome viene ancora utilizzato[5].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La strada si presenta perfettamente dritta da Porta Nuova a monte, a Porta Felice quasi sul mare, presenta una leggera discesa digradante verso il mare. Durante tutto il suo percorso troviamo molte strade che confluiscono in essa ma solo due la attraversano, via Maqueda, con la quale forma il famoso incrocio di epoca barocca, e via Roma.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Una lista di alcuni dei monumenti che affacciano sul corso:

Lato destro Civico Civico Lato sinistro
Piazza Indipendenza
Palazzo dei Normanni Porta Nuova Caserme Dalla Chiesa-Calatafimi
Piazza del Parlamento 475
Piazza della Vittoria
(Villa Bonanno)
467 Facoltà teologica
463 Seminario arcivescovile
Palazzo del Castillo [6] Palazzo Arcivescovile
Palazzo Asmundo 492 Cattedrale
Palazzo Imperatore 484
Palazzo Filangieri di Cutò 474
Palazzo La Grua di Carini 462
Palazzo Castrone-Santa Ninfa 452
[7] Palazzo Mango di Casalgerardo
Chiesa di Santa Maria della Grotta
429 Collegio Massimo dei Gesuiti
Chiesa del Santissimo Salvatore 417 Palazzo Colonna di Cesarò
Palazzo Natoli [8]
Palazzo Airoldi 382
Palazzo Algaria [9]
Piazza Bologni
(Monumento a Carlo V)
365 Palazzo Riso
Palazzo Pilo di Marineo 316 327 Palazzo Tarallo della Miraglia
Chiesa di San Giuseppe dei Teatini
Via Maqueda Quattro Canti Via Maqueda
Palazzo Bordonaro [10]
Palazzo Bonocore [10]
Chiesa di San Matteo al Cassaro
Via Roma
225 Palazzo Tramontana Roccaforte
Palazzo Termine d'Isnello 204
187 Palazzo Vannucci di Balchino
Palazzo Ventimiglia di Prades 188
157 Palazzo Santa Margherita
137 Palazzo Roccella
111 Palazzo Amari di S. Adriano
Palazzo Sitano 114
93 Palazzo Cammarata Testa
Piazza Marina
(Fontana del Garraffo)
Palazzo delle Finanze
Palazzo della Gran Guardia [11] Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo
Chiesa di San Giovanni dei Napoletani 39 Palazzo Vassallo
Piazza Marina Chiesa di Santa Maria della Catena
Palazzo della Zecca 31 Archivio di Stato
Piazza Santo Spirito
(Fontana del Cavallo Marino)
Passeggiata delle Cattive Loggiato San Bartolomeo
Porta Felice
Foro Italico

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Laura Bica, Palermo l'asse dell'oriente, Palermo, Publisicula, 1980.
  • Guidoni, L'arte di progettare le città, Roma, Edizioni Kappa, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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