Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chiesa di San Giovanni degli Eremiti
Saint Jean des Ermites (Palerme) (6876043438).jpg
Il campanile e l'abside
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Palermo-Stemma uff.png Palermo
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Palermo
Stile architettonico architettura arabo-normanna, architettura romanica
Inizio costruzione VI secolo
Completamento 1136

Coordinate: 38°06′35″N 13°21′17″E / 38.109722°N 13.354722°E38.109722; 13.354722

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
(EN) Arab-norman Palermo and the cathedral churches of Cefalù and Monreale
Cloister of San Giovanni degli Eremiti199.jpg
Tipo architettonico
Criterio C (ii) (iv)
Pericolo no
Riconosciuto dal 2015
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La chiesa di San Giovanni degli Eremiti è un monumento nazionale[1] situato nel centro storico di Palermo, nei pressi del palazzo dei Normanni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Giulio Carlo Argan scrive: «I Normanni che instaurarono la loro dinastia in Sicilia nel 1072, distruggono i monumenti, non la tradizione dell'architettura bizantina e araba. San Giovanni degli Eremiti a Palermo (1132) è araba nel nitido rapporto tra i corpi cubici e le cupole emisferiche».

Certamente, più che a quella di una chiesa cristiana, quest'edificio rimanda alla concezione spaziale delle moschee islamiche e tale richiamo all'Oriente viene ancor più enfatizzato dalle cupole di colore rosso acceso, invenzione ottocentesca dell'architetto Giuseppe Patricolo.

  • 581, San Gregorio Magno e la madre Santa Silvia sono annoverati tra i promotori e fondatori del luogo di culto.[2] Il monastero appartiene all'Ordine benedettino prima sede Abbaziale della Congregazione Benedettina in Sicilia.[3]
  • VII secolo, Agatone, futuro Papa, veste l'abito monastico in questo monastero.[4]
  • 842, Distruzione saracena e verosimile costruzione di Moschea.[4]
  • 1132, Riedificazione operata da re Ruggero[4] con affido del monastero a Guglielmo da Vercelli fondatore dell'Ordine di Montevergine.[5] In questa fase il primitivo monastero di Sant'Ermete è dedicato a San Giovanni Apostolo ed Evangelista. Adiacente al monastero sorgeva la chiesa di San Mercurio (in greco Ermes), per la vita eremitica dei monaci pertanto definiti romiti, per assonanza o storpiatura o contaminazione verbale col termine Ermete, il luogo di culto ricostruito diviene noto come monastero di San Giovanni degli Eremiti.[6] Con la ricostruzione di Ruggero assume il titolo di «Reale» e riceve le concessioni di numerosi privilegi.
  • 1157 - 1163, L'Abate Giovanni Nusco discepolo di Guglielmo fonda numerosi monasteri dipendenze del monastero di San Giovanni degli Eremiti, egli conclude la parabola terrena presso uno di essi ovvero nelle pertinenze della Prioria di Santa Maria del Bosco Adriano di Burgio.

Pesantemente manomessa nel corso dei secoli è stata ripristinata intorno al 1880, dall'architetto Giuseppe Patricolo.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell'umanità (Unesco) nell'"Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Interno

La chiesa, caratterizzata all'esterno dalle cupole di colore rosso, appoggiata con un fianco ad un corpo quadrato anteriore (forse una moschea), è realizzata a croce latina divisa in campate quadrate su ciascuna delle quali poggia una semisfera. Il presbiterio, terminante in nicchia, è sormontato da una cupola, come quella dei due corpi quadrangolari che la fiancheggiano e di cui quello di sinistra si eleva a campanile. Il chiostro, abbellito da un lussureggiante giardino, è la parte meglio conservata del primitivo monastero; spiccano per bellezza e leggerezza le colonnine binate con capitelli a foglie d'acanto che reggono archi ogivali a doppia ghiera. Vi si trova inoltre una cisterna araba.

Oggi l'edificio presenta una nuda cortina muraria fatta con conci di tufo squadrati; l'interno ha tre absidi semicircolari ed è suddiviso in cinque campate quadrate coperte da cupolette che si raccordano alle pareti tramite nicchie.

« Una chiesa normanna vicino al palazzo reale e alla Porta di Castro… riparata in un incavo, è del tutto orientale, e con le sue cinque cupole starebbe benissimo a Baghdad o a Damasco. Accanto, il campanile gotico a quattro ordini di logge è sormontato da un'altra cupola, singolare adattamento di costruzione araba ad un costume cristiano. La pianta della chiesa è a croce latina con tre absidi, la navata è divisa in tre campate ognuna delle quali è sormontata da una cupola con pennacchi, necessari perché la torre su cui poggiano è quadrata, le pareti sono in pietra intagliata come spesso se ne vedono nei monumenti arabi senza decorazione alcuna e l'insieme è illuminato da finestre ad arco acuto. »
(F. Elliot, Diary of an Idle Woman in Sicily (1881))

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto ministeriale del 25 giugno 1869.
  2. ^ G. Palermo, p. 70.
  3. ^ G. Palermo, p. 72.
  4. ^ a b c G. Palermo, p. 73.
  5. ^ G. Palermo, p. 74.
  6. ^ G. Palermo, p. 75.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN132959585