Carla Voltolina

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Carla Voltolina

Carla Voltolina (Torino, 14 giugno 1921Roma, 6 dicembre 2005) è stata una giornalista e partigiana italiana, moglie di Sandro Pertini e quinta First Lady Italiana.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di un ufficiale dell'Esercito, a 6 anni venne iscritta dal padre ad un corso di nuoto, sport nel quale vinse alcuni trofei. Faceva sport e studiava, ma dovette lasciare la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Carla Voltolina, futura signora Pertini a piazza Duomo a Milano nel gennaio 1945 quando era impegnata nella Resistenza

Dopo l'8 settembre, a soli 22 anni si unì alla Resistenza nelle formazioni "Matteotti", a Torino e in seguito nelle Marche. Il suo compito era quello di fare la staffetta.

Arrestata dalle SS durante un rastrellamento, riuscì ad evadere grazie alla collaborazione di un medico. Nella Roma occupata dai tedeschi collaborò con il responsabile della stampa clandestina socialista Eugenio Colorni; dopo la liberazione della capitale, proseguì il suo impegno nella guerra di liberazione raggiungendo il Nord Italia ancora occupato.

Carla Voltolina con il marito, Sandro Pertini

L'incontro con Pertini[modifica | modifica wikitesto]

I compiti della partigiana Voltolina si svolgevano prevalentemente al Nord e fu durante questa attività che incontrò Sandro Pertini. Il futuro presidente della Repubblica era stato inviato al Nord quale rappresentante del Comitato di Liberazione Nazionale. Questi era già molto noto. Aveva subito alcuni lunghi anni di prigionia, era stato in esilio, aveva sempre combattuto il fascismo. L'incontro avvenne a Milano, in via Modena, nell'abitazione dell'avvocato Arialdo Banfi.

Vissero insieme per due anni e, appena deposta la dittatura, l'8 giugno del 1946 si sposarono, con il solo rito civile.

Sandro e Carla andarono ad abitare a Roma in un appartamento messo a loro disposizione in comodato da Leonida Repaci. In seguito i coniugi si trasferirono in un appartamento all'EUR appartenente ad un gruppo di case costruite per i deputati, poi a Montecitorio, ai tempi della presidenza della Camera, infine in una mansarda di soli 35 metri quadri vicino a Fontana di Trevi, in via della Stamperia.

Attività giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo il matrimonio, Carla Voltolina intraprese l'attività giornalistica. Iscritta all'Albo dei giornalisti dal 1945, collaborò con Il Lavoro di Genova e con Noi Donne. Tra le sue inchieste, quella condotta insieme alla senatrice socialista Lina Merlin a proposito della prostituzione in Italia. L'inchiesta divenne anche un libro: Lettere dalle case chiuse (Milano-Roma, Edizioni Avanti!, 1955), e contribuì alla chiusura delle case di tolleranza in Italia.

La carriera giornalistica, in cui si era specializzata in inchieste e resoconti parlamentari, si interruppe quando nel 1972 Sandro Pertini venne eletto presidente della Camera; non sarebbe stato più corretto comporre resoconti parlamentari dato il nuovo ruolo del marito, così lasciò l'incarico a «Il Lavoro» e abbandonò il giornalismo.

La laurea[modifica | modifica wikitesto]

Decise di riprendere gli studi universitari che la guerra le aveva imposto di abbandonare. A 51 anni la signora Pertini riprese a frequentare l'università e due anni dopo nel 1974 si laureò a Firenze in scienze politiche e psicologia discutendo una tesi sulle condizioni degli anziani.

È stata attiva presso il Servizio farmacodipendenza ed alcolismo del Policlinico Gemelli di Roma, presso l'Ente ospedaliero Monterverde di Roma e presso il Servizio diagnosi e cura psichiatrica di Santa Maria Nuova a Firenze, dove è stata anche psicoterapeuta volontaria, attività che ha svolto anche a Prato e per la quale è stata onorata con la consegna delle chiavi della Città.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Presentazione del volume "Sandro Pertini. Discorsi parlamentari 1945 - 1976", Carla Voltolina con Pier Ferdinando Casini, Giovanni Maria Flick e Carlo Azeglio Ciampi

Fino alla sua scomparsa è stata iscritta al distretto militare di Roma in qualità di "combattente decorata con Croce di guerra" per il suo impegno nella Resistenza.

Il 23 settembre del 2002, su sua ispirazione, veniva costituita, in Firenze, la Fondazione Sandro Pertini.

Dal giorno della morte del marito si è fatta chiamare Carla Pertini, cosa che precedentemente aveva sempre rifiutato.[senza fonte]

« [...] In Italia serve un Pertini, uno solo[senza fonte] »

Nel 2003 dona la Fiat 500 del marito al Museo dell'automobile di Torino.

Nel 2004, il 18 aprile, ricevette dal Sindaco Antonio Galli, nel Municipio, durante una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, la cittadinanza onoraria di Campo nell'Elba. In quel Comune, dal 13.11.1931 al 9.9.1935, nel reclusorio di Pianosa, isola che fa parte di detto Comune, fu detenuto politico, perché antifascista, suo marito Sandro Pertini. In detta assemblea fu costituito, su proposta del prof. Luciano Vizzoni, il Circolo culturale Sandro Pertini dell'Elba (www.circolopertinielba.org) con presidente onoraria Diomira Pertini, la nipote del compianto Presidente, la stessa Carla Voltolina, e Presidente della nuova associazione fu nominato Stefano Bramanti. Il Comune aveva anche creato una piazza Pertini, con tanto di monumento dedicato al messaggio di libertà e giustizia sociale espresso dalla vita del Partigiano-Presidente. L'opera d'arte fu realizzata dallo scultore Luca Landi.

Muore nel 2005, il 6 dicembre.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Guerra al valor militare

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (San Marino)
— giugno 2000

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