Laura Mattarella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Laura Mattarella
Laura Mattarella crop.jpg

Supplente Consorte del presidente della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 3 febbraio 2015
Presidente Sergio Mattarella
Predecessore Clio Maria Bittoni

Laura Mattarella (Palermo, 2 dicembre 1968[1]) è la figlia del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e first lady italiana, in carica dal 3 febbraio 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laura Mattarella è la figlia del presidente Sergio Mattarella, rimasto vedovo della moglie Marisa Chiazzese nel 2012. Avvocatessa, è sposata con Cosimo Comella. La coppia ha tre figli.[2][3]

Il suo debutto come first lady è avvenuto in occasione del ricevimento per la Festa della Repubblica 2015 nei giardini del Quirinale.[4]

Durante la visita di Stato del 2015 in Vietnam, ha svolto anche degli incontri autonomamente, come la visita privata ad una delle scuole più popolari dell'area più povera di Saigon. [5]

Nel 2016, in occasione della visita in Camerun, ha visitato un campo profughi e un centro ospedaliero fondato da missionari italiani per i bambini con gravi malattie e malformazioni congenite. In occasione di quella visita dichiarò al settimanale Chi l'importanza non dell'assistenza ai disagiati, ma del miglioramento delle loro condizioni di vita attraverso l'abbattimento dell' emarginazione e della povertà.

Nel maggio 2017 in occasione del viaggio in Argentina[6], ha visitato un ospedale per la prevenzione delle malattie contagiose e, dell'igiene orale per i bambini più poveri.

Durante la visita in Azerbaigian del luglio 2018 è stata insignita con l'Ordine "Shohrat" dal presidente Ilham Aliyev per le sue attività rese al rafforzamento dei rapporti umanitari tra i due Stati.[7]

Nel suo viaggio in Armenia, ha reso omaggio al Tsitsernakaberd, monumento che ricorda il genocidio armeno dello scorso secolo. Nel 19 gennaio 2019, sempre accompagnando suo padre, ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione di Matera capitale europea della cultura.

Viaggi[modifica | modifica wikitesto]

Laura Mattarella durante la visita in Azerbaigian del luglio 2018

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine reale norvegese al merito (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine reale norvegese al merito (Norvegia)
— 6 aprile 2016 [12]
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Beneficenza (Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Beneficenza (Grecia)
— 17 gennaio 2017[13]
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine delle Tre stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine delle Tre stelle (Lettonia)
— 3 luglio 2018 [14]
Membro di I classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 4 luglio 2018 [15]
Dama di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Lituania (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Lituania (Lituania)
— 5 luglio 2018 [16]
Medaglia dell'Ordine della Gloria (Azerbaigian) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Ordine della Gloria (Azerbaigian)
— 18 luglio 2018
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 15 ottobre 2018 [17]
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Stella Polare (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Stella Polare (Svezia)
— 13 novembre 2018 [18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura Mattarella, la figlia presidente si allena da First Lady: FOTO su "Chi", in Blitz quotidiano, 4 marzo 2015. URL consultato il 23 novembre 2018.
  2. ^ Alessandra Arachi, Mattarella, ecco la figlia Laura. Potrebbe essere «first lady», 1º febbraio 2015. URL consultato il 29 novembre 2018.
  3. ^ Alessandra Uva, Papà lo accompagna lei, in Lettera Donna, 2 febbraio 2015. URL consultato il 5 dicembre 2018.
  4. ^ Il debutto della first lady Laura Mattarella. Berlusconi e Renzi disertano, in Libero Quotidiano, 2 giugno 2015. URL consultato il 25 novembre 2018.
  5. ^ Luigi Butori, Laura Mattarella in una scuola vietnamita, in Città nuova, 12 novembre 2015. URL consultato il 25 novembre 2018.
  6. ^ Mattarella in Argentina: "I migranti sono un'opportunità". FOTO, 10 maggio 2017. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  7. ^ (EN) Laura Mattarella awarded with "Shohrat" Order, in Azernews, 19 luglio 2018. URL consultato il 5 dicembre 2018.
  8. ^ (ES) Peña Nieto recibe al presidente de Italia, Sergio Mattarella, in El Informador, 4 luglio 2016. URL consultato il 23 novembre 2018.
  9. ^ (LA) Reijo Pitkäranta, Comitia parlamentaria, YLE, 29 settembre 2017.
    «Die Martis (26.9.) praesidens Italiae Sergio Mattarella itinere tridui suscepto in Finlandiam venit filia Laura comitatus.».
  10. ^ (EN) Italy’s Mattarella arrives in Armenia on state visit, su Panorama.am. URL consultato il 23 novembre 2018.
  11. ^ Franca Giansoldati, Mattarella in Armenia evita la parola genocidio, prima visita di Stato di un presidente italiano, in Il Messaggero, 31 luglio 2018. URL consultato il 23 novembre 2018.
  12. ^ Arrivo delle LL.MM. il Re Harald V e la Regina Sonja di Norvegia in Visita di Stato, su quirinale.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  13. ^ https://www.quirinale.it/elementi/5828#&gid=1&pid=2/
  14. ^ Cerimonia di benvenuto al Castello di Riga, su quirinale.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  15. ^ https://www.president.ee/en/estonia/decorations/bearer/19762/laura-mattarella/ |accesso= 6 dicembre 2018}}
  16. ^ https://www.lrp.lt/en/press-centre/press-releases/lithuania-and-italy-stand-united-against-challenges/30409/?opened=popup/alb2949/
  17. ^ http://www.presidency.ro/ro/media/comunicate-de-presa/decrete-de-decorare-semnate-de-presedintele-romaniei-domnul-klaus-iohannis1539672490/
  18. ^ Pranzo di Stato al Palazzo Reale, su quirinale.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]