Battaglie di Colorno

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Battaglie di Colorno
parte della guerra di successione polacca
BATTAGLIA DI COLORNO.png
La Battaglia di Colorno del 4-5 giugno 1734, in una stampa del 1740.
Data25 maggio - 5 giugno 1734
LuogoColorno (Ducato di Parma)
Esito1 giugno: Gli eserciti Imperiali conquistano e occupano Colorno.
4-5 giugno: Gli alleati franco-sardi cacciano gli Imperiali da Colorno.
Schieramenti
Comandanti
Kingdom of Savoy.svg Carlo Emanuele III di Savoia
Flag of the Duchy of Parma.svg Carlo I di Borbone
Royal Standard of the King of France.svg François-Marie de Broglie
Royal Standard of the King of France.svg François de Franquetot de Coigny
Royal Standard of the King of France.svg Claude Louis Hector de Villars
Royal Standard of the King of France.svg Noël Jourda
Royal Standard of the King of France.svg Jean-Baptiste Desmarets
Royal Standard of the King of France.svg Louis Georges Érasme de Contades
Royal Standard of the King of France.svg François d'Harcourt
Royal Standard of the King of France.svg Aimery de Cassagnet de Tilladet
Royal Standard of the King of France.svg Louis de Clermont-Tonnerren
Royal Standard of the King of France.svg François d'Affry
Royal Standard of the King of France.svg Georges-Jacques Clermont-Gallerande d'Amboise †
Royal Standard of the King of France.svg Alexandre de Gilbert de Salieres †
Royal Standard of the King of France.svg Charles Armand René de La Trémoille
Royal Standard of the King of France.svg Jean-François de Quesse-Valcourt
Royal Standard of the King of France.svg Louis Thomè de Saint-Georges
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Claudio Florimondo di Mercy
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Federico Luigi di Württemberg-Winnental
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Friedrich Heinrich von Seckendorff
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Johann Andreas Graf von Hamilton
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Léopold-Marc de Ligniville
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Hector Franz de Vins
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Franz Rudolph von Hohenems
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Heinrich Wilhelm von Wilczek
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Franz Paul von Wallis
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Franz Leopold Balthazar von Czungenberg
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Ernst Dietrich Marschall
Effettivi
60.000 uomini circa
Insorti colornesi
50.000 uomini circa
Perdite
circa 1400 tra caduti e feriticirca 1200 tra caduti e feriti
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Le battaglie di Colorno, all'epoca conosciute anche come la battaglia di Colorno, l'attacco di Colorno o anche fatto d'arme di Colorno, furono una serie di scontri militari minori, che culminarono in due battaglie. Iniziati il 25 maggio 1734 tra gli eserciti imperiali austro-tedeschi, che conquistarono temporaneamente Colorno e il suo palazzo nel decisivo attacco del 1 giugno, contro quello franco-piemontese che li scacciarono nella cruenta battaglia del 4-5 giugno, costringendoli a ritirarsi dal paese. Gli eventi sono parte della guerra di successione polacca e furono il presagio della più sanguinosa battaglia di San Pietro avvenuta nelle campagne di Valera fuori dalle mura di Parma il 29 giugno.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra di successione polacca e Conquista borbonica delle Due Sicilie.
Federico Luigi di Württemberg-Winnental, Generale Imperiale che ordinò l'occupazione di Colorno.

Con la morte di Augusto II di Polonia, avvenuta nel 1733, che non aveva eredi, si scatenò una crisi successoria che ruppe il già precario equilibrio europeo. Francia e Spagna, già uniti nella guerra di successione spagnola, si allearono nel primo patto di famiglia borbonico (Trattato dell'Escorial del 7 novembre 1733) e, per fronteggiare la pressione austro-tedesca in Italia, ottennero l'appoggio dei Savoia. Schierata dall'altra parte, la triplice alleanza, costituitasi tra la zarina di Russia Anna Ivanovna, il re di Prussia Federico Guglielmo I e la Casa d'Austria rappresentata da Carlo VI d'Asburgo.

Truppe franco-piemontesi marciarono su Milano nel 1733 e occuparono la Lombardia senza perdite significative. Dopo la conquista di Tortona nel febbraio 1734, la brutta stagione rallentò le operazioni militari e l'esercito si accampò per l'inverno.

Quando l'ormai ottantunenne maresciallo Claude Louis Hector de Villars, comandante in capo delle operazioni militari in Italia, partì nei primi di giugno per la Francia per andare a celebrare una visita di Luigi XV nel suo ducato di Villars (morirà a Torino il 17 giugno 1734 durante il viaggio di rientro), il comando delle truppe francesi in Italia fu assunto dai generali de Broglie e Coigny, che furono promossi marescialli. Le truppe piemontesi erano comandate dal re Carlo Emanuele III di Savoia.

Carlo Emanuele III di Savoia, Re di Sardegna

Gli austriaci erano sotto il comando di un altro duo, il maresciallo Claudio Florimondo di Mercy e Federico Luigi di Württemberg-Winnental. I preparativi per la battaglia furono molto lenti, a causa delle divergenze di opinione tra i due comandanti, e tra febbraio e aprile 1734 gli eserciti austro-tedeschi, che, secondo le gazzette dell'epoca, ammontavano a cinquantamila uomini, furono radunati a Mantova. Si spostarono verso Parma, attraversando il fiume Po il 2 maggio con due ponti improvvisati, a Portole e Monte di San Benedetto, occupando Mirandola, Guastalla e Novellara e stanziandosi con il grosso delle unità a Ponte Sorbolo e a Serraglio mantovano.

Il maresciallo Villars, dopo aver attraversato il Po all'altezza di Casalmaggiore, pose il suo quartier generale nel centro dell'armata formando una linea difensiva fortificata forte di circa ventimila soldati scelti, posizionandosi all'altezza di Sacca località a nord di Colorno, territori del ducato di Parma di Carlo I, già alleato dei francesi ed impegnato nella guerra contro gli austriaci nelle due Sicilie.

Il maresciallo di Mercy ebbe un colpo apoplettico, che lo privò per qualche tempo della vista e della parola. Egli trasferì temporaneamente il comando al principe di Wurttemberg e le operazioni si fermarono. Fino alla primavera del 1734, le contrapposte armate si videro impegnate in spostamenti tattici con solo occasionali incursioni da entrambe le parti.

Le battaglie[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco e l'occupazione Imperiale di Colorno[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 Maggio, truppe Imperiali stanziate a Ponte Sorbolo che avevano come obiettivo d'impossessarsi dei territori del parmense, fecero avanzare al di là dell'Enza un corpo di quattordicimila uomini posizionandosi a Frassinara località di campagna del parmense verso Colorno. Le rimanenti unità erano rimaste accampate al presidio di Ponte di Sorbolo, inoltre avevano un distaccamento di seimila uomini a Guastalla, uno di sette-ottomila a San Benedetto Po ed il rimanente della loro armata era stanziata nel Serraglio.

Jean-Baptiste Desmarets, Marchese di Maillebois, si distinse nella difesa e nella presa di Colorno del 4 giugno.

Il 25 maggio avvenne un primo tentativo di occupare il Palazzo di Colorno: Federico Luigi di Württemberg-Winnental, venne erroneamente informato che il paese era sprovvisto di guarnigioni a difesa, ed inviò un distaccamento di circa duecento Ussari e Dragoni ad occuparlo, ma furono respinti dalle milizie francesi comandate da Jean-Baptiste Desmarets, marchese di Maillebois, che difese il palazzo con quattro compagnie di granatieri, che nella carica uccisero una trentina tra Dragoni e Ussari.

Il giorno seguente, il marchese di Maillebois fece rinforzare la guarnigione con ulteriori quattrocento uomini, lasciando al comando Aimery de Cassagnet de Tilladet, Marchese di Fimarçon e Colonnello del Reggimento di Borbone, mentre dall'altra parte il generale imperiale, marchese d'Houécourt, Léopold-Marc de Ligniville, alla testa di circa ottocento granatieri e altrettanti corazzieri, si mobilitò per il secondo tentativo di occupazione di Colorno.

L'avanguardia del distaccamento Imperiale, che era di cento uomini di cavalleria, fu attaccata nella sua marcia verso Colorno da una squadra di trenta Dragoni e trenta Ussari, sotto il comando del Signor Daniel Capitano d'Ussari il quale li respinse e costringendo gli Imperiali a ritirarsi, ma dopo aver perso non meno di una ventina di Dragoni. Il resto delle truppe Imperiali che arrivarono in Colorno, faticarono non poco per potervi entrare ed impiegandovi più di due ore: i Granatieri francesi che erano posti dietro le mura dei terrapieni dei giardini, fecero due cariche contro i Corazzieri tedeschi, uccidendone non meno di dodici e respingendo il secondo attacco.

Fin dal 28 di maggio, truppe franco-sarde si mobilitarono per passare il Po, ammassandosi negli accampamenti di Sacca e Sanguigna, a ridosso del fiume Po e nelle campagne attorno Colorno.

Dopo la mezzanotte del 1 giugno, con un corpo di circa quattordicimila uomini di Fanteria e milleduecento di Cavalleria, truppe Imperiali marciarono silenziosamente e si ripresentarono in Colorno con l'intenzione di prendere il paese e il suo castello, che era difeso da un corpo di duemila soldati francesi, distribuiti tra il Palazzo e nel borgo. Il Signor Louis Georges Érasme de Contades che si trovava con quattrocento uomini a difendere il Palazzo, combatté con tenacia respingendo per più di un'ora gli attacchi degli invasori, e riuscendo anche a mantenere la posizione dopo il fuoco di tre scariche di artiglieria.

Il Marchese di Mallebois appresa la notizia dell'attacco Imperiale, avanzò dal campo di Sacca con dieci compagnie di Granatieri in soccorso del Signor Contades, ma giunto in paese vide che esso era in procinto di cadere in mani nemiche, e che il ponte che dava l'accesso alla piazza era già stato occupato. Si limitò solamente a favorire la ritirata di Contades e dei suoi reduci.

Il Signor Darcy, Capitano di reggimento di Picardie, assicurata la fuga di Contades rimase a difendere il Palazzo: si barricò dentro una torre con una trentina di uomini e si difese fino alla capitolazione.

Lapide sepolcrale dedicata a Léopold-Marc de Ligniville, Cappella Ducale di San Liborio a Colorno.[1]

Molte furono le perdite francesi, di cui centottanta furono i prigionieri fatti dagli Imperiali. Anche da parte Imperiale le vittime di quel giorno furono alte, di cui si narra più di trecento, tra cui il marchese d'Houécourt, generale Léopold-Marc de Ligniville che, alla guida della colonna di destra delle truppe Imperiali durante le prime fasi dell'attacco a Colorno, non trovando il punto d'attacco assegnato, arrivò sulla riva destra della Parma e marciando verso il lato ovest del paese, nei pressi della Chiesa dell'Annunziata. Qui si uni alle truppe comandate da Walsseg da dove fecero partire l'attacco. Il suo reggimento fu attaccato e venne colpito da colpi di fucile. Nonostante fosse ferito, si espose per guidare l'assalto ai suoi soldati, ma fu nuovamente colpito da due granate e il corpo fini nel greto del torrente. Insieme a lui vennero uccisi venti soldati e ottanta vennero catturati. Il corpo di Ligniville verrà sepolto a Colorno il 3 giugno dopo aver ricevuto gli onori militari.

Sconfitta la guarnigione francese di Colorno, il principe Württemberg anziché inseguire con tutte sue forze i Francesi e attaccarli nei lori accampamenti a Sacca, preferì fermarsi mettendo in paese due reggimenti.

I colornesi rimasero fedeli al Duca di Parma, Don Carlo, legittimo discendente di casa Farnese, e vi è conferma che anche i Preti e paesani del luogo impugnarono le armi e combatterono contro gli invasori austro-tedeschi. L'intenso fuoco messo in atto dagli abitanti di Colorno, dalle strade e dalle finestre delle case, in particolare contro un distaccamento delle truppe Imperiali che entrava in paese e l'uccisione di un generale come Ligniville, indusse il principe Federico Luigi di Württemberg-Winnental ad ordinare per rappresaglia il saccheggio di Colorno, ne seguirono una serie di devastazioni da parte delle occupanti truppe e gli abitanti vennero esposti al ludibrio e allo strazio dei vincitori. Non vennero risparmiati i luoghi sacri, gli archivi della comunità del paese come quelli parrocchiali vennero in parte depredati e parte bruciati, stessa sorte per quel che restava degli arredi del palazzo e dei giardini, in parte saccheggiati e in parte distrutti, anche se in realtà il duca di Parma Carlo di Borbone, prima della partenza per la conquista delle Due Sicilie e visto l'avvicinarsi delle truppe imperiali nel nord Italia, mise in sicurezza a Genova parte dei suoi averi della Collezione Farnese custoditi nel Palazzo di Colorno e a Parma, in attesa di rientrare in momenti di più sicuri.

La battaglia del 4-5 giugno[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 di giugno ronde delle truppe imperiali si portarono in ricognizione nei dintorni di Colorno al fine di studiare i movimenti nemici: alcuni di esse marciarono fino a ridosso delle prime trincee difensive dell'accampamento di Sacca. Nel ritirarsi alle prime schermaglie francesi, notarono un grosso corpo di cavalleria che avanzava verso Colorno, valutato come il preludio di un imminente attacco al paese.

La Torre delle acque oggi: sono ancora visibili i segni lasciati dalla artiglieria Imperiale nello scontro del 4 giugno

Lo stesso giorno, costretto fino a quel momento a seguire guardingo dalla sponda sinistra del Po i movimenti delle truppe di Mercy, Carlo Emanuele III di Savoia, alla testa della sua armata, passò il fiume a Casalmaggiore, e con il generale De Coigny si accinsero ad occupare la parte del paese che rimane al di là della Parma verso nord.

Contemporaneamente, Le truppe di Württemberg che erano di qua dal fiume, rinforzarono le difese del Palazzo e venne richiamata verso Colorno l'armata Imperiale comandata da Maggiore Generale Conte d'Hennin, e inoltre, con l'ordine di far arrivare urgentemente pezzi d'artiglieria, i pontoni e rifornimenti sotto la scorta di cento cavalieri e di settecento fanti del Reggimento di Bareith, che arrivarono il giorno dopo al campo.

All'alba del 4 giugno, il Marchese di Maillebois, unitamente al Maresciallo di campo Signor d’Affres Marchese dell’Isle, il Signor di Thomè Brigadiere, Charles-René Armand Duca di Tremoille e Colonnello del Reggimento di Champagne e il Signor di Souillac Tenente Colonnello del Reggimento di Picardie, alla testa di venti compagnie di granatieri e di altrettante di picchetti, suddivisi in quattro colonne si misero in marcia alla volta di Colorno. Esse penetrarono di casa in casa e scacciarono i nemici.

Si disposero in ordine di battaglia lungo la destra e la sinistra del ponte di Colorno per tenerlo coperto da eventuali attacchi Imperiali, e poter attaccare con più sicurezza l'altro ponte di pietra che era sulla foce al torrente Lorno poiché era ancora sotto il controllo di un presidio austriaco. Questo ponte, fu attaccato dal Signor Louis Thomè, Colonnello del Reggimento du Foix, che alla testa del suo distaccamento mise in rotta i nemici, i quali ritirandosi vennero ulteriormente decimati dal fuoco dei granatieri che erano nel centro della linea di battaglia agli ordini del Marchese di Maillebois. Occupando la vicina Torre, gli uomini di Thomè riuscirono a dare agli alleati franco-sardi, il controllo di un punto strategico che dava a loro la possibilità di tenere a vista i movimenti nemici sia dal Palazzo, dalla piazza del paese e dal fronte che si stava formando lungo entrambe le rive del Parma.

L'armata Imperiale, sotto il diretto comando del Maggiore Generale Hektor Franz de Vins, si dispose in ordine di battaglia al di qua della Parma, rinforzando la guarnigione in Colorno con dieci compagnie di granatieri e un centinaio di uomini di picchetto. Occupate le case limitrofe, dai giardini, dalle rive della Parma, verso le otto di mattina, aprirono un intenso fuoco sui nemici che durò lo spazio di tre ore. I francesi non riuscendo con gli assalti a superare il ponte della piazza, ripiegarono inizialmente nelle vicine case, dalle quali riuscirono comunque a tenere sotto fuoco continuo gli imperiali, e solo sul calar della notte vennero drizzate le batterie tenendo il tiro delle artiglierie in un solo punto per aprire una breccia sulla linea Imperiale austro-tedesca.

La soverchiante potenza di fuoco a disposizione delle truppe franco-sarde, delle quali nel frattempo, alcune di esse riuscirono poi a passare il ponte e occuparono i primi appartamenti e le prime case; costrinse le truppe Imperiali a ripiegare nel Palazzo ed in particolare nei giardini, che divenne la dritta da cui continuarono a far fuoco tutta quella notte.

Il Marchese di Maillebois fece fabbricare due pontoni sul Lorno non lontani dal paese e il palazzo, sui quali passarono la fanteria e la cavalleria, e si accamparono nelle vicinanze della foce del fiume Lorno con la Parma, ed estendendole verso S. Andrea in direzione Parma. Quella notte le ronde austriache notarono intensi movimenti di truppe franco-sarde altra parte del fiume, intenti marciare lentamente verso Parma. Il sospetto che questi movimenti fossero manovre d'aggiramento delle linee, tra gli Imperiali s'incomincio a meditare un possibile ritiro da Colorno.

La mattina del 5 giugno duemila soldati delle truppe Imperiali si presentarono fuori le loro trincee posizionandosi di fronte i due pontoni che erano sul torrente Lorno, mantenendo il letto della Parma tra loro e gli alleati, che erano posti dall'altra parte del fiume. Cercarono anche di distruggere il ponte del borgo facendolo saltare, ma essendo però sotto il tiro continuo delle truppe franco-piemontesi, si ritirarono e smobilitarono l'artiglieria facendola defilare dalle linee. Ne approfittarono gli alleati franco-sardi che avanzarono massicciamente con dieci compagnie dì granatieri, dieci di picchetti e altrettanti di cavalleria e fanteria, passarono la Parma e liberarono definitivamente Colorno dalla presenza austriaca.

Il Maresciallo di campo Marchese di Pezè si staccò dalle armate assieme a Jean-François de Quesse, Signore di Valcourt e Comandante di una brigata di carabinieri reali, con al seguito duecento granatieri e cinquecento cavalieri all'inseguimento dei i nemici in ritirata. Ma non riusci a raggiungerli: riferì solo di aver visto la loro ultima colonna incamminarsi alla volta di Ponte Sorbolo.

Il Re di Sardegna e iI Marchese di Coigny entrarono in quella sera in Colorno, dove gli eserciti imperiali austriaci persero più di milleduecento uomini nei due attacchi, tra cui il Reggimento Seckendorff e un battaglione del Reggimento Wilczek. Le perdite francesi furono maggiori, anche se nel loro rapporto pubblicato dichiararono di aver perso più di ottocento uomini tra morti e feriti, trà cui: Alexandre de Gilbert de Salieres, marchese di Montlaur, cavaliere di Saint-Louis e tenente generale d'artiglieria caduto nella battaglia del 4 giugno; Georges-Jacques Clermont-Gallerande d'Amboise, brigadiere dell'armata del Re e Colonnello del Reggimento d'Auveigne, ferito gravemente nell'attacco del 4 giugno e morirà nel campo di Sanguigna due giorni dopo; oltre a sei capitani dei Granatieri e molti ufficiali subalterni. Tra i feriti si ricorda il Signor Louis Thomè, il Duca di Cruzol e Charles Armand René de La Trémoille, Duca di Tremoille.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di San Pietro e Battaglia di Guastalla.

Gli eserciti austro-tedeschi si ritirarono da Colorno ripiegando verso Ponte Sorbolo e rioccupando le postazioni a nord di Reggio Emilia al fine di prevenire eventuali attacchi da parte di truppe franco-sarde al di la dell'Enza.

Il Generale Mercy rientrò dalla malattia il 7 giugno a Ponte Sorbolo, riprese il comando delle truppe imperiali e disapprovò le operazioni di Württemberg-Winnental, su Colorno: essersi preso e poi perso il controllo sul palazzo fu la causa di molte perdite.

Gli alleati franco-piemontesi smobilitarono da Colorno il 17 giugno e, lasciata una guarnigione di duemilaseicento uomini al presidio di Sacca a difesa delle retrovie, occupata la linea Sant’Andrea-Baganzola e Badia di Cortile San Martino, misero il quartier generale a Cervara, formando una linea fino a Cornocchio, a poca distanza dalla città di Parma, ove si scontrarono nuovamente contro gli imperiali il 29 giugno in località Valera nella battaglia di San Pietro.

Quando Carlo di Borbone conquistò le Due Sicilie, successivamente ai trattati di pace che decretavano l'obbligo di rinunciare al titolo di Duca di Parma per diventare Re di Napoli, la collezione Farnese, messa precedentemente in sicurezza a Genova, non fece più rientro nei Palazzi di Colorno e Parma, ma venenne definitivamente dirottata a Napoli. Il trasferimento delle opere venne completato tra il 1735 e il 1736. Furono inclusi in questo viaggio anche le gemme e la biblioteca farnesiana, portate nel palazzo reale di Napoli nel 1736.

Le truppe ingaggiate[modifica | modifica wikitesto]

Fanteria francese[modifica | modifica wikitesto]

  • Rég de Picardie 1558.png Reggimento de Picardie, comandato dal colonnello Charles de Rohan, Principe di Montauban (1693-1768).
  • Rég d Auvergne 1635.png Reggimento d'Auvergne
  • Rég de Provence 1684.png Reggimento de Provence.
  • Rég de Champagne.png Reggimento de Champagne.
  • Rég d Dauphin 1667.png Reggimento du Dauphin.
  • Rég de La Reine 1661.png Reggimento de La Reine.
  • Rég d Anjou 1670.png Reggimento d’Anjou, comprendeva il tenente Auguste de Keralio, futuro vice-governatore di Ferdinando di Parma.
  • Rég du Maine 1675.png Reggimento du Maine.
  • Rég de Souvré 1730.png Reggimento de Souvré.
  • Rég d Orléans 1660.png Reggimento d'Orléans.
  • Rég de Condé 1644.png Reggimento de Condé.
  • Rég de Bourbon 1686.png Reggimento di Borbone
  • Rég de Rochechouart 1734.png Reggimento de Rochechouart.
  • Rég de La Sarre 1685.png Reggimento de La Sarre.
  • Rég de Royal-Roussillon 1667.png Reggimento Royal-Roussillon.
  • Rég de Saint Simon 1718.png Reggimento de Saint Simon.
  • Rég de Medoc 1691.png Reggimento de Médoc.
  • Rég de Tessé 1731.png Reggimento de Tessé.
  • Rég de Montconseil 1723.png Reggimento de Montconseil.
  • Rég de Foix 1684.png Reggimento de Foix.
  • Rég de de Quercy 1684.png Reggimento de Quercy.
  • Rég de la Ferté-Imbault 1731.png Reggimento de La Ferté-Imbault.
  • Rég de Flandre 1684.png Reggimento de Flandre.
  • Rég de Béarn 1684.png Reggimento de Béarn.
  • Rég de Forez 1684.png Reggimento de Forez.
  • Rég de Nivernais 1684.png Reggimento de Nivernais.
  • Rég de Luxembourg 1684.png Reggimento de Luxembourg.
  • Rég de Bassigny 1684.png Reggimento de Bassigny.

Cavalleria francese[modifica | modifica wikitesto]

  • La Suze drag av.png Reggimento de La Suze dragoni
  • Rég du Dauphin drag.png Reggimento du Dauphin dragoni
  • Reine drag giud.png Reggimento de La Reine dragoni
  • Nicolaï drag.png Reggimento de Nicolaï dragoni
  • Armenonville drag.png Reggimento d’Armenonville dragoni
  • Vibraye drag .png Reggimento de Vibraye dragoni
  • Harcourt drag.png Reggimento d’Harcourt dragoni
  • Ratsky hussards .png Reggimento de Rattzky ussari
  • Roy Piémont cav 1739 av.png Reggimento Royal-Piémont cavalleria
  • Cav Royal.png Reggimento Royal cavalleria
  • French Gardes du Corps 1st Company Standard.jpg Guardie del corpo
  • Brissac cav.png Reggimento de Brissac cavalleria
  • Aqi cav av.png Reggimento d’Anjou cavalleria

Fanteria del Regno di Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Fanteria Imperiale[modifica | modifica wikitesto]

  • Reggimento Wilczek (comandante: Heinrich Wilhelm von Wilczek)
  • Reggimento Alexander Württemberg (comandante: Karl Alexander von Württemberg)
  • Reggimento Pallfy (comandante: Leopold Pálffy ab Erdöd)
  • Reggimento Harrach (comandante: Johann Philipp Harrach)
  • Reggimento Ligniville (comandante: Leopold Marc von Ligniville)
  • Reggimento Fürstenbusch (comandante: Daniel von Fürstenbusch)
  • Reggimento Culmbach (comandante: Albrecht Wolfgang von Brandenburg-Bayreuth)
  • Reggimento Jung-Wallis (comandante: Franz Paul von Wallis)
  • Reggimento Hildburghausen (comandante:Joseph Friedrich von Sachsen-Hildburghausen)
  • Reggimento ung-Daun (comandante: Heinrich Joseph von Daun)
  • Reggimento Wachtendonk (comandante: Franz Carl von Wachtendonck)
  • Reggimento Königsegg (comandante: Joseph Lothar von Königsegg-Rothenfels)
  • Reggimento Seckendorff (comandante:Friedrich Heinrich von Seckendorff)
  • Reggimento O'Nelly (comandante: Johann Alexander O'Nelly)
  • Reggimento Starhemberg (comandante:Guido von Starhemberg)
  • Reggimento Waldeck (comandante: Karl August Friedrich von Waldeck-Pyrmont)
  • Reggimento Aremberg (comandante: Leopold Philipp von Aremberg)
  • Reggimento Schondorf
  • Reggimento Winnenden
  • Reggimento Nailau
  • Reggimento Gei
  • Reggimento Furtembach
  • Reggimento Weyregg
  • Reggimento Bornemisza
  • Reggimento Carpratico
  • Reggimento Collmono

Cavalleria Imperiale[modifica | modifica wikitesto]

  • Reggimento Corazzieri Armestadt
  • Reggimento Corazzieri Hessen-Darmstadt (comandante: Il Generale di cavalleria Philipp Prinz zu Hessen-Darmstadt - Mestre de camp: Franz Freiherr von Miglio)
  • Reggimento Corazzieri Graf Hamilton (comandante: le Feldmaresciallo Johann Andreas von Hamilton - Mestre de camp: Obrist Demetrius Freiherr von Kavanagh)
  • Reggimento ussari Hàrvor(comandante: Obrist Nicolaus Graf Hávor)
  • Reggimento ussari Czungenberg (comandante: Obrist Franz Leopold von Czungenberg)
  • Reggimento dragoni Tollet (comandante: Franz Graf Jörger zu Tollet - Mestre de camp: Obrist Freiherr von Metsch)
  • Reggimento dragoni Liechtenstein (comandante: le Feldmaresciallo Joseph Wenzel Fürst Liechtenstein - Mestre de camp: Obrist Sulzer von Rosenstein)
  • Reggimento dragoni Herzog von Württemberg (comandante: le Feldmarschall Karl Alexander Herzog von Württemberg - Mestre de camp: Obrist Christian Ludwig Graf Waldeck)
  • Reggimento dragoni Althann (comandante: le Obrist Gundaker Graf Althann - Mestre de camp: Obrist Leopold Freiherr von Wolff)
  • Reggimento dragoni Sachsen-Gotha (comandante: Johann August von Sachsen-Gotha-Altenburg e Jean Auguste de Saxe-Gotha-Altenbourg)

Rappresentazioni artistiche della battaglia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1740 circa, la stamperia prussiana gestita dagli eredi di Johann Baptist Homann, conosciuta come la Homanniani Heredes o Homann Erben a Norimberga, all'epoca molto nota per le precise stampe di mappe geografiche e cartografie, pubblicò una stampa di cui la parte superiore mostra la battaglia e gli schieramenti fuori le mura di Parma avvenuta il 29 Giugno del 1734, mentre la seconda raffigura le posizioni delle truppe nel fatto d'arme di Colorno come erano il 4 Giugno del 1734. Venne pubblicato come foglio sciolto probabilmente allegato all'interno di un atlante. Incisione in rame, in mm. 460 X 560.
  • Francesco Simonini raffigurò la battaglia nel quadro a olio su tela noto come la Battaglia di Colorno - 4 giugno 1734, esposto nella Sala delle Battaglie della Pinacoteca Borromeo sull'Isola Madre.[2]
  • Dino Mora disegnò due raffigurazioni della battaglia: 5 giugno 1734. Carlo Emanuele III di Savoia con le milizie franco-sarde costringe gli austiaci ad abbandonare la Ducal Villa Farnese di Colorno - Lavoro a quarzo, e 5 giugno 1734. Carlo Emanuele III di Savoia con i franco-sardi affronta e fuga gli austriaci che occupavano Colorno - in cm. 24,5 x 40.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La lapide tradotta recita: Per l’onore e la virtù del marchese lorenese de Ligneville, comandante della fanteria nell’esercito dell’imperatore Carlo VI, che alle calende di giugno 1734, a Colorno nei pressi del frutteto reale a seguito di un attacco della sua artiglieria contro l’esercito francese, mentre in loco si prepara a cacciare il nemico, subito morì, colpito da una palla di fuoco di catapulta. Ora le sue ceneri, su comando del Duca I.P.P.V. Ferdinando, trasportate dalla Cappella di San Liborio a questo Tempio, da lui stesso recentemente costruito, riposano in una tomba più dignitosa. 1777.
  2. ^ verbanensia.org - "Battaglia di Colorno - 4 giugno 1734 - Francesco Simonini", su verbanensia.org. URL consultato il 12 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Pitteri, La storia dell'anno MDCCXXXIV: divisa in quattro libri : Ove si espongono le battaglie seguite tra gl'Imperiali e Gallosardi a Colorno, a Parma e a Guastalla , 1734.
  • Pierre Massuet, Istoria della guerra presente incominciata l'anno 1733, 1736.
  • Francisco-Saverio Brunetti, Trattenimenti scientifici su la sfera, geografia istorica, meteore, ed astronomia, 1754.
  • Ludovico Oberziner, La battaglia di Parma, in "Atti del congresso internazionale di scienze storiche", 1906.
  • Gianfranco Stella, Parma, ed. Quaderni parmensi, Parma, 1988
  • Adele Vittoria Marchi, Parma e Vienna: cronaca di tre secoli di rapporti fra il ducato di Parma Piacenza e Guastalla e la corte degli Asburgo, Artegrafica Silva, Parma, 1988 - ISBN 88-7765-006-0
  • Giancarlo Gonizzi, La battaglia di San Pietro, ed. Aurea Parma, Parma, 2004
  • Atti del Reale Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Il Istituto, 1914
  • Cristina Ruggero, La forma del pensiero. Filippo Juvarra. La costruzione del ricordo attraverso la celebrazione della memoria, 2008, Campisano Editore, Roma.

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