Reggimento guardie

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Il Reggimento guardie nacque nel 1659 per ordine del duca di Savoia Carlo Emanuele II, che istituì il primo reggimento stabile tra tutti i pari stati europei. Il Reggimento era stato costituito per la difesa personale del duca. Esso era appunto la guardia personale del duca in battaglia, da non confondere con gli "archibugeri guardie della Porta" e le "guardie del corpo" che erano le guardie di palazzo.

Per quanto riguarda l'utilizzo bellico, il Reggimento ha partecipato assiduamente a tutte le guerre e a numerose battaglie (le più famose sono assedio di Torino del 1706 e battaglia dell'Assietta).

È risaputo che i Reggimenti guardie erano i più esperti e preparati; ciò comportava non solo un impatto sul nemico rilevante ma, a volte, poteva anche significare l'ultima risorsa di difesa. Infatti il reggimento guardie (in generale, non solo in Piemonte) era anche l'ultimo appiglio di un comandante e non molte volte partecipava alla guerra. Tuttavia il reggimento non fu sempre all'altezza della sua fama come dimostra il suo sbandamento immediatamente dopo aver contattato il nemico durante il disastroso contrattacco condotto insieme al Reggimento Saluzzo (anch'esso sbandato) alla battaglia di Pietralunga. Dal 1685 il reggimento riceve 6 granatieri per compagnia, i quali successivamente vengono riuniti in una compagnia separata, tuttavia non va confusa col reggimento stesso che solamente con la Restaurazione divenne di soli granatieri e fu rinominato Granatieri guardie.

L'uniforme[modifica | modifica wikitesto]

Questa è la divisa del 1701, secondo una ricostruzione approssimata di G. Cavalieri

1671

In un documento, datato postumo dalla fondazione (1702), un sarto di Torino elenca i materiali e i tessuti per completare la divisa. Si riportano di seguito gli oggetti che ogni soldato aveva in dotazione:

  • cappello a tricorno di feltro nero e senza simbologia alcuna (arriverà nel 1700 un fiocco "come coccarda");
  • una cravatta bianca;
  • una veste blu lunga fino alle ginocchia;
  • un giustacorpo blu savoia e rosso scarlatto(nel documento si parla di "Panno d'Ormea di 2^ sorte(Blu-Scarlatto)" e di "Saglia di Biella"), con una fila a destra di bottoni di ottone indorato (foglio di rivestimento in argento o altro materiale), per i soldati, e d'oro puro, per gli ufficiali; i risvolti delle maniche rossi, come l'interno del giustacorpo, dove si possono notare 3 bottoni per paramano;
  • calze (pantaloncini) rossi come le calzette;
  • calzette rosse scarlatto (altri documenti invece dicono in blu-bianco) arrivanti fin sopra le ginocchia;
  • scarpe in puro cuoio di buffalo con tacco e senza distinzione destra o sinistra;
  • bandoliera in bufalo o in "vacca di Russia";
  • bretella porta-fiaschetta o porta-borsa in buffalo;

1731 Si adottano le seguenti modifiche:

  • al posto delle calzette ora ci sono ghette bianche fino sopra le ginocchia;
  • calzoncini rossi;
  • cravatta rossa;
  • si piegano le code del giustacorpo;

1741

  • la bottoneria diventa totalmente dorata anche per i soldati e con alamari anch'esso del medesimo colore;
  • la veste diventa da blu a rossa come il giustacorpo all'interno.

L'uniforme da granatiere[modifica | modifica wikitesto]

I granatieri erano soldati specializzati nel lancio delle granate, per effettuare questa operazione mettevano il fucile a tracolla in modo da avere entrambe le mani libere, perciò fin dalla loro creazione furono dotati di un copricapo detto "bonetto" (simile ad un berretto da notte e usato dalla fanteria come berretto da fatica) che non ostacolasse questo movimento. In seguito il bonetto venne ornato con una striscia di pelle d'orso o volpe e rimase in uso in questa forma dall'inizio del Settecento fino al 1750 quando venne sostituito da un berrettone alto di pelliccia d'orso che nel 1774 venne guarnito con una piastra d'ottone raffigurante lo stemma del reggimento. Oltre che per il copricapo inizialmente i granatieri si distinguevano perché erano dotati di un'ascia, di una corta spada ricurva detta "sabro" (dal francese "sabre" = sciabola) e dal coprimiccia (un tubetto di ottone che proteggeva la miccia usata per innescare le granate) portato appeso alla bandoliera. L'ascia cadde presto in disuso ma rimase ai caporali fino alla metà del Settecento, il coprimiccia rimase invece in uso per tutto il secolo, anche quando l'uso delle granate venne abbandonato esso rimase come simbolo distintivo di questi soldati d'élite. L'ultimo elemento distintivo riguarda l'uniforme dei sergenti che ebbero il bordo delle bandoliera dorato fino a quando nel 1750 divenne bianca per tutti.

Gli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Gli ufficiali non ebbero l'uniforme fino al 1750, quando ricevettero un'uniforme simile a quella della truppa ma confezionata a proprie spese con stoffe di migliore qualità e spesso modificata secondo il gusto personale trasgredendo ai regolamenti. A partire dal 1750 furono anche regolamentate le sciarpe azzurre, che prima d'allora erano l'unico distintivo di grado, ma solo a partire dal 1774 vennero introdotti dei veri e propri distintivi di grado per tutti gli ufficiali oltre alle sciarpe.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Guerrini, La Brigata dei Granatieri di Sardegna, Tipografia Roux e Viarengo, Torino, 1902 [1].
  • Uniformi Piemontesi 1671-1798 di Giorgio Cavalieri ISBN 88-88969-11-X;
  • Bandiere e Stendardi dell'Esercito Sardo 1713-1802 di Enrico Ricchiardi.
  • Archivio di Stato di Torino-vari documenti presso la sezione Ufficio Generale del Soldo.
  • Bandiere Sabaude [2] sito dedicato ai reparti sabaudi del 1700 a cura di Federico Bona.