Basilica sotterranea di Porta Maggiore

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Basilica di Porta Maggiore
Stucchi della volta della basilica sotterranea di porta maggiore.jpg
La volta stuccata della Basilica.
Utilizzo tempio
Stile neopitagorico
Epoca I secolo d.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma Capitale
Scavi
Data scoperta 23 aprile 1917
Amministrazione
Ente Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma
Responsabile Ida Sciortino
Visitabile Visite guidate su prenotazione
Sito web archeoroma.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′30.47″N 12°30′59.32″E / 41.891798°N 12.516479°E41.891798; 12.516479

La basilica sotterranea di Porta Maggiore è una basilica neopitagorica che si trova a Roma, nel quartiere Prenestino-Labicano, vicino alla Porta Maggiore. È di epoca tiberiana o claudia (tra il 14 ed il 54 d.C.).

La sua scoperta avvenne casualmente il 23 aprile 1917, in seguito al cedimento di una volta della basilica, sulla quale si stava costruendo il viadotto ferroviario da e per la stazione Termini e, a livello stradale, la linea tramviaria che serve i quartieri situati lungo la via Prenestina.

La basilica[modifica | modifica wikitesto]

Per costruire la basilica sono state scavate sottoterra le forme delle colonne e poi è stato colato dentro dell'aggregato cementizio, questo aggregato una volta consolidato ha permesso di creare la volta e un'apertura sul vertice, e successivamente è stata svuotata la terra dentro. La basilica non si trova sottoterra perché col passare del tempo c'è stata una stratificazione del territorio che ha fatto scomparire l'edificio, ma è stata realizzata per essere sotterranea.

La basilica ha una struttura a tre navate con abside centrale e misura circa 12 metri di lunghezza, 9 di larghezza e 7 di altezza.

I soffitti e le pareti sono fittamente adornati di stucchi rappresentanti diverse scene mitologiche con tema il destino dell'anima e i segreti delle iniziazione ai Misteri. Tra queste: Ganimede rapito da Zeus, Medea che offre una bevanda magica al drago che custodisce il vello d'oro in modo che Giasone se ne possa impadronire, la poetessa Saffo che si getta in mare e, ancora, vittorie alate, teste di medusa, bambini che giocano, anime condotte agli inferi, un rito di matrimonio, oggetti di culto, animali e un pigmeo che torna dalla caccia alla sua capanna.

L'ingresso, seminascosto e quasi sempre chiuso ed inesplorato, non è quello originario. Dalla fine dell'aprile 2015 previa prenotazione pochi visitatori possono visitare questi ambienti in alcune domeniche.

Funzionalità[modifica | modifica wikitesto]

Probabile opera di una setta mistico-esoterica, risulta ancora incerta la sua funzionalità: tomba o basilica funeraria, ninfeo o, più probabilmente, tempio neopitagorico.

La natura magica e misteriosa del luogo ha dato adito a voci che la vogliono dimora dei fantasmi e proprio per questo motivo più di qualcuno la vuole sede di celebrazioni di riti magici.

Manutenzione[modifica | modifica wikitesto]

Per evitare ulteriori danneggiamenti derivanti dalle vibrazioni dei treni e dalle infiltrazioni d'acqua, nel 1951 venne posta una soletta di cemento armato con una intercapedine, successivamente adibita a piccolo museo.
Tale intervento, però, non ne garantisce la completa protezione e la presenza di un parassita contribuisce al danneggiamento degli stucchi[1].

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma-Giardinetti.svg
 È raggiungibile dalla stazione Porta Maggiore.

La basilica può essere raggiunta anche con le seguenti linee tramviarie:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per informazioni: Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, piazza dei Cinquecento, 67 - 00185 - Roma, tel. (+39)06480201, Contatti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Aurigemma, La basilica sotterranea neopitagorica di Porta Maggiore in Roma. Guida, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1975, ISBN 978-88-240-3106-6.
  • (FR) Jérôme Carcopino, La basilique pythagoricienne de la porte majeure, Paris, L'artisan du livre, 1927.
  • Domizia Lanzetta, Roma orfica e dionisiaca nella Basilica "pitagorica" di Porta Maggiore, Roma, Simmetria, 2007, ISBN 978-88-87615-42-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]