Ipogeo degli Aureli

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Ipogeo degli Aureli
di Aurelius Felicissimus'
Civiltàromana
Utilizzocatacomba
Epocaprima metà III secolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneRoma Capitale
Scavi
Data scoperta1919
Amministrazione
EntePontificia commissione di archeologia sacra
Visitabilea richiesta
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′33.04″N 12°30′34.22″E / 41.892511°N 12.509506°E41.892511; 12.509506

L'ipogeo degli Aureli (detto anche di Aurelio Felicissimo) è una catacomba di Roma di diritto privato, posta sull'antica via Labicana, nel rione Esquilino.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il cimitero venne scoperto nel 1919 all'incrocio tra viale Manzoni e via Luzzatti, e suscitò l'ammirazione degli studiosi per il ricco ciclo di affreschi che adorna le pareti e la cui interpretazione resta ancora oggi un problema aperto.

Il monumento, che non è menzionato in nessuna fonte letteraria, fu scoperto durante i lavori di costruzione di un garage. Esso si presenta a due piani: il piano superiore, composto da una sala che in origine era semi-ipogea e di cui oggi resta solo la parte inferiore; e, cinque metri sotto, il piano inferiore, composto da due ambienti speculari e completamente ipogei.

Gli ambienti sono affrescati con scene di difficile interpretazione, ma databili intorno al 230. Con la costruzione delle Mura aureliane e il conseguente allargamento del pomerium, il cimitero fu abbandonato.

Il nome dell'ipogeo deriva da uno dei due ambienti sotterranei, detto cubicolo degli Aureli, il cui pavimento è ricoperto da un mosaico in cui Aurelius Felicissimus dedica il sepolcro ai fratelli Aurelius Onesimus, Aureliius Papirius e Aurelia Prima. Ad una parete è affissa un'epigrafe marmorea in cui tale Aurelius Martinus e la moglie Iulia Lydia ricordano la figlia defunta Aurelia Myrsina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]