Sepolcro di Eurisace

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Sepolcro di Eurisace
Tomb of Eurysaces the Baker.jpg
Il sepolcro di Eurisace sotto Porta Maggiore.
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneRoma
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′29.16″N 12°30′55.08″E / 41.891432°N 12.5153°E41.891432; 12.5153

Il sepolcro di Eurisace, o panarium, è una tomba monumentale di un fornaio romano, Marco Virgilio Eurisace, e di sua moglie, Atistia, risalente al I secolo a.C. e collocata esternamente alla Porta Maggiore a Roma, nel quartiere Q. VII Prenestino-Labicano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizione funeraria a testimonianza del monumento, 50 a.C.-11 a.C. Dedicata da Eurisace alla moglie Atistia, essa recita:
« Atistia fu mia moglie
Visse come eccellente donna
le cui rimanenti spoglie riposano
in questo paniere »
(CIL I, 01206)

Databile intorno al 30 a.C., fu rinvenuta nel corso della demolizione, disposta nel 1838 da papa Gregorio XVI, delle torri difensive costruite da Onorio su Porta Maggiore a Roma, al fine di ripristinare l'antico assetto risalente all'epoca aureliana.

Nel corso dell'intervento venne in luce, rimasto inglobato nella torre cilindrica tra i due archi della porta ed ora visibile subito fuori della stessa, il sepolcro appartenente a Marco Virgilio Eurisace, fornaio (probabilmente un liberto arricchito), ed a sua moglie.

Il monumento funebre, realizzato in travertino e decorato con elementi caratteristici di un forno, come sacchi e bocche di doli, consiste di un piccolo edificio a pianta trapezoidale, ha l'aspetto dei recipienti in cui veniva impastata la farina e reca, ripetuta quasi uguale sui tre lati ancora esistenti, l'epigrafe «Est hoc monimentum Marcei Vergilei Eurysacis pistoris, redemptoris, apparet[oris]» ("Questo sepolcro appartiene a Marco Virgilio Eurisace, fornaio, appaltatore, apparitore"), dalla quale si scopre che il fornaio lavorava per lo Stato, al quale forniva i suoi prodotti, e che era anche ufficiale subalterno (apparitore) di qualche personaggio di alto rango (un magistrato o forse un sacerdote).

Ad ulteriori conferme della professione di Eurisace, l'urna che conteneva le ceneri della moglie (ora conservata al Museo delle Terme) ha la forma di una madia da pane e inoltre nel fregio intorno al monumento sono rappresentate tutte le fasi del procedimento di panificazione: pesatura e molitura del grano, setacciatura della farina, preparazione dell'impasto, pezzatura e infornata del pane[1]. Sul lato orientale del piccolo edificio funebre, ora perduto, trovava probabilmente posto il rilievo con i due coniugi, che attualmente è visibile ai Musei capitolini.

In ordine all'anomala collocazione, lungo la via Praenestina, la spiegazione offerta dagli storici è nella concezione romana della commemorazione dei defunti, cui si garantiva un prolungamento della vita attraverso la memoria di coloro che, passando, leggevano ad alta voce le iscrizioni sui monumenti funebri[2]. Viene peraltro correttamente notato che, al momento della costruzione, il manufatto non si trovava ancora a ridosso di un punto di passaggio obbligato, quale uno dei due fornici della Porta Maggiore, per il semplice motivo che l'attraversamento dell'acquedotto claudio è posteriore di vent'anni e la cinta delle Mura aureliane rimonta a più di due secoli dopo[3].

Sul basamento si trova l'iscrizione commemorativa dei lavori di restauro.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Localizzazione del sepolcro
Ferrovia Roma-Giardinetti.svg
 È raggiungibile dalla stazione Porta Maggiore.

Il sepolcro può essere raggiunto anche con le seguenti linee tramviarie:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Intorno al monumento di Marco Virgilio Eurisace, recentemente discoperto presso la Porta Maggiore; cenni del marchese Giuseppe Melchiorri. Roma, 1838. In-8°, p.23, article critique; bullettin., 1838, p. 1.
  • Descrizione del luogo denominato anticamente La Speranza Vecchia, del monumento delle acque Claudia e Aniene nuova, e del sepolcro di M. Virgilio Eurisace; con sei tavole in rame. Roma, 1839.
  • Paola Ciancio Rossetto, Il sepolcro del fornaio Marco Virgilio Eurisace a Porta Maggiore, Roma, Ist. Nazionale di Studi Romani, 1973, ISBN 978-88-7311-067-5.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sono raffigurate ben otto persone adibite al processo di panificazione: Andrew Wilson, Katia Schörle, A baker's funerary relief from Rome, Papers of the British School at Rome, Vol. 77 (2009), p. 109.
  2. ^ Penelope J. E. Davies, The Politics of Perpetuation: Trajan's Column and the Art of Commemoration, American Journal of Archaeology, Vol. 101, No. 1 (Jan., 1997), pp. 49-50.
  3. ^ Lafon Xavier, «Concurrence ou complémentarité ? Jardins et nécropoles à la périphérie de Rome (Ier siècle av. / IIe siècle ap. J.-C.)», Histoire urbaine, 2003/2 (n° 8), p. 9-21.

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