Avro 698 Vulcan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avro 698 Vulcan
Un Avro 698 Vulcan in volo durante l'esibizione al Southport Airshow 2009.
Un Avro 698 Vulcan in volo durante l'esibizione al Southport Airshow 2009.
Descrizione
Tipo bombardiere strategico
Equipaggio 5
Progettista Roy Chadwick
Costruttore Avro
Data primo volo 30 agosto 1952
Data entrata in servizio 1956
Data ritiro dal servizio marzo 1984
Utilizzatore principale Regno Unito RAF
Esemplari 136
Costo unitario 750 000 £ (1956)
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 30,45 m (99 ft 11 in)
Apertura alare 33,83 m (111 ft)
Altezza 8,28 m (27 ft 2 in)
Superficie alare 368,30 (3 964 ft²)
Peso a vuoto 37 100 kg (83 570 lb)
Peso max al decollo 113 400 kg (250 000 lb)
Propulsione
Motore 4 turbogetto
Rolls-Royce
Olympus 301
Spinta 89 kN ciascuno
Prestazioni
Velocità max 0,9 Ma
(1 040 km/h in quota)
Autonomia 7 400 km
Tangenza 16 765 m
Armamento
Bombe caduta libera:
21 Mk 83 da 1 000 lb
nucleari:
1 Blue Danube
1 Violet Club
1 Yellow Sun
1 Red Beard
Missili aria superficie:
1 Blue Steel
Piloni 1 stiva interna
Note dati relativi alla versione:
B.2A

i dati sono tratti da:
Vectorsite [1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia
Le differenze tra il prototipo Type 698 e la versione B.1.

L'Avro 698 Vulcan fu un bombardiere strategico e nucleare prodotto dall'azienda britannica Avro ed impiegato nella Royal Air Force dal 1956 al 1984.

È stato quello di maggior successo dei tre "V-bombers", pur non essendo né il primo né il più evoluto. Furono prodotti oltre 100 aerei di questo modello, caratterizzato dall'ala a delta composito.

I Vulcan, capaci di volare a grandi altezze e dotati di 4 potenti motori, furono usati come bombardieri fino agli anni settanta, e come aerocisterne fino al 1984. Alcuni combatterono nella guerra delle Falkland, con missioni di bombardamento e rifornimento in volo tra le più lunghe mai eseguite.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La specifica B.14/46 dell'Air Ministry, dalla quale ebbero origine i bombardieri britannici della "Classe V", era particolarmente all'avanguardia per i tempi: si chiedeva un aereo in grado di decollare anche da basi secondarie, che potesse colpire obiettivi distanti 2 700 km con almeno 4 500 kg di carico esplosivo da sganciare da un'altezza di 13 700 m.

Il Vulcan, secondogenito della classe (preceduto di un anno dal Vickers Valiant), fu il primo a rispettare completamente le specifiche e costituì il primo esempio in assoluto di bombardiere strategico con configurazione alare a delta.

Il progetto, avviato nel 1946, si rivelò subito di difficile realizzazione, e i tecnici della Avro svilupparono un velivolo in scala ridotta (1/3), per sperimentare i problemi tecnici ed aerodinamici che la configurazione poteva determinare. Quest'idea diede origine al progetto Avro 707 che, realizzato in soli 5 esemplari, consentì di testare le soluzioni poi trasferite sul Vulcan.

Il primo vero prototipo del bombardiere (VX770) ebbe il battesimo dell'aria il 30 agosto 1952, mentre il secondo seguì, a più di un anno di distanza, il 30 settembre 1953.

Con queste due macchine furono effettuati test destinati a stabilire l'unità motrice definitiva cui affidare la propulsione: furono utilizzati dapprima i turbogetto Rolls-Royce Avon, cui fecero seguito gli Armstrong Siddeley Sapphire ed infine i Bristol Olympus (che diventeranno Rolls-Royce Olympus per le acquisizioni industriali succedutesi negli anni).

La scelta finale per la prima versione di produzione (B.1), cadde su questi ultimi ed il primo aereo di serie fu consegnato il 5 febbraio 1955.

Presentato a settembre alla mostra di Farnborough, il Vulcan sorprese osservatori ed esperti, soprattutto in virtù delle insospettabili doti di maneggevolezza nel volo a quote basse.

Già nel corso del 1956 gli ingegneri della Avro passarono alla realizzazione di un prototipo per una nuova versione (B.2), in grado di sfruttare adeguatamente la potenza dei motori che si stava facendo sempre più elevata.

Le modifiche principali interessarono l'ala: ampliate le dimensioni, rivista la struttura e migliorate le superfici di controllo. Le prove di volo con il prototipo così modificato iniziarono nell'agosto del 1957.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Un Avro 698 Vulcan B.1 in volo

L'Avro 698 Vulcan aveva fusoliera a sezione circolare, annegata nel profilo della radice alare; la cabina di pilotaggio ospitava due piloti in sedili affiancati ed eiettabili; il muso risultava tozzo e poco pronunciato.

La scelta dell'ala a delta consentiva ai tecnici della Avro di affiancare una notevole compattezza strutturale alla possibilità di stivaggio del carburante: lo spessore del profilo alare alla radice superava i 2,10 m.

Gli studi e le prove compiute portarono ad un'ala con angolazioni diverse, con riduzione della freccia grosso modo a metà dell'apertura. All'interno delle semiali erano ospitate le gambe posteriori del carrello, costituito da un complesso di 8 ruote ciascuna, mentre l'elemento anteriore aveva 2 ruote.

Gli impennaggi consistevano nella sola deriva con timone, mentre i piani orizzontali erano incorporati nel bordo d'uscita dell'ala.

La seconda versione (B.2), entrata in servizio nel 1960, adottava per i piani orizzontali la soluzione dell'elevone in sostituzione del precedente accoppiamento di stabilizzatore ed equilibratore; era inoltre equipaggiata con un'ala più ampia e di disegno modificato.

Furono introdotti anche il sistema per il rifornimento in volo e l'equipaggiamento di lancio del missile nucleare Blue Steel. Era prevista la possibilità di impiegare il missile statunitense Skybolt, il cui progetto fu però abbandonato nel 1962.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il Vulcan ebbe origine come bombardiere strategico ad alta quota, sulla base delle esperienze della seconda guerra mondiale: si riteneva che le distruzioni causate alla Germania attraverso la campagna di bombardamenti strategici potessero costituire un deterrente sufficiente a prevenire l'esplodere di un nuovo conflitto.

In questo ruolo il Vulcan fu impiegato tra la fine del 1955 (data di entrata in servizio) e la fine del 1960 quando, a seguito della realizzazione dei missili balistici intercontinentali, furono stravolte le strategie militari in auge.

In particolare l'entrata in servizio dei missili SLBM UGM-27 Polaris sui sottomarini statunitensi determinò la transizione del Vulcan a compiti di bombardamento a bassa quota (eventualmente anche in profondità dietro le linee nemiche, vista la sua notevole autonomia).

I Vulcan furono quindi dotati di radar TFR (Terrain Following Radar) ed iniziarono una "seconda vita" che li avrebbe portati, circa 20 anni dopo, al loro unico impiego bellico: la guerra delle Falkland.

Dal 1º maggio del 1982 i Vulcan della RAF, rischierati nell'isola di Ascensione, iniziarono una serie di missioni (dal nome in codice Black Buck) il cui scopo principale era quello di colpire le infrastrutture (in particolare la base aerea) della base di Port Stanley, conquistata dalle forze argentine. Il 3 giugno 1982, durante la missione Black Buck 6 (una missione di tipo SEAD), il Vulcan matricola XM597, per un guasto alla sonda di rifornimento in volo fu costretto ad un atterraggio di emergenza all'Aeroporto Internazionale di Rio de Janeiro, con uno dei due missili AGM-45 Shrike ancora agganciato ed armato sotto una semiala. L'equipaggio fu rimpatriato e l'aereo sequestrato fino al termine delle ostilità. La versione ufficiale brasiliana fu che il missile fosse un AIM-9 Sidewinder.[2]

Le insegne degli obiettivi colpiti di un Vulcan impegnato nell'operazione Black Buck, durante la guerra delle Falkland.

Queste missioni costituirono, fino alla 1ª guerra del golfo (1990), le più lunghe azioni di bombardamento aereo mai realizzate e furono il frutto di una complessa organizzazione operativa, con circa 11 rifornimenti in volo per ciascun aereo impiegato. Da notare che le aerocisterne all'epoca in servizio presso la RAF erano la versione modificata degli Handley Page Victor, ultimi nati dei bombardieri strategici della "Classe V".

Al termine della guerra delle Falkland era prevista la radiazione del Vulcan ma per il ritardo nella consegna dei Lockheed L-1011 TriStar, che dovevano sostituire i Victor nel compito di aerocisterna per la RAF, una soluzione transitoria trasformò 6 Vulcan in aerocisterne, che rimasero in servizio fino al 1984, ultimi Vulcan in attività.

A conferma della validità e versatilità del progetto "698", 11 esemplari furono adattati, a partire dal 1973, a compiti di ricognizione marittima, ricoperti fino al 1982.

Nel corso della loro quasi trentennale vita operativa i Vulcan subirono 11 gravi incidenti di volo, che costarono la vita a 40 membri degli equipaggi coinvolti ed a 4 civili (per la caduta del velivolo o dei detriti in zone abitate).

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Prototipi
Due sono stati i prototipi costruiti, successivamente modificati equipaggiandoli con l'ala del B.2 ed utilizzati per il collaudo dei motori. Differiscono in vari particolari dai velivoli di serie prodotti successivamente, come un muso di dimensioni più piccole (per l'uso del radar H2S) e nessuna sonda presente per il rifornimento in volo (FRP). Il VX770 non ha mai avuto il posto del puntatore di bombardamento. Entrambi i velivoli ebbero la gamba del carrello anteriore più alta rispetto a quella della versione di serie.
B.1
Prima versione prodotta in serie, caratterizzata dal bordo d'attacco alare dritto, da un'ampia carreggiata e quattro aerofreni sotto l'ala. Inizialmente gli esemplari erano senza verniciatura ma furono successivamente dipinti in bianco antibagliore nucleare.
B.1A
Versione B.1 dotata di sistemi di contromisure elettroniche (ECM) e caratterizzata da una coda allungata.
Il Vulcan B.2 conservato presso l'Aeroporto di Mountford, a Wellsbourne
B.2
Versione sviluppata dal B.1, dotata di un'ala dalla superficie maggiorata e dal profilo alare più sottile e di motorizzazione Olympus 201 o 301. Era dotata di Terrain Following Radar nel cono anteriore e di ricevitore di allarme radar passivo nella pinna di coda, che dalla metà degli anni settanta gli conferivano una parte superiore squadrata. Migliorati i sistemi elettrici con la Airborne Auxiliary Power Unit (una unità ausiliaria di potenza) e di un generatore di emergenza per gli statoreattori. Installato anche lo Smiths Military Flight System (MFS), un sistema di volo personalizzato ad uso militare. Originariamente dipinti in bianco antiriflesso, a partire dalla fine del 1970 furono ridipinti in colorazione mimetica.
B.2A
Versione nota anche come B.2BS, era un B.2 dotato di motorizzazione Olympus 301, modificato per poter trasportare il missile nucleare aria-superficie Blue Steel e dotato di soli serbatoi subalari. Al ritiro del Blue Steel fu riconvertita allo standard B.2.
B.2 (MRR)
Nove esemplari versione B.2 convertiti come pattugliatori marittimi radar. Era dotata di verniciatura ad alta brillantezza, protettiva contro gli spruzzi del mare. Non fu dotata di Terrain Follower Radar (TFR, radar in grado di seguire la curvatura del terreno), ma ricevette il LORAN come ausilio per la navigazione. Cinque esemplari furono ulteriormente modificati per il ruolo di campionamento dell'aria prendendo il posto dello Squadron RAF n. 543.
K.2
Sei esemplari versione B.2 convertiti come aerocisterne.
Tabella comparativa delle versioni dell'Avro Vulcan
B.1 B.1A B.2 B.2A (B.2BS) B.2 (MRR) o (K)
Lunghezza 29,6 m (97 ft 1 in) 30,5 m (99 ft 11 in)[3] 32,2 m (105 ft 6 in) 30,5 m (99 ft 11 in) 30,5 m (99 ft 11 in)
Apertura alare 30,3 m (99 ft 5 in) 33,8 m (111 ft 0 in)
Altezza 8,1 m (26 ft 6 in) 8,3 m (27 ft 1 in)
Superficie alare 330,18 (3 554 ft²) 368,27 m² (3 964 ft²)
Peso massimo al decollo 86 000 kg (190 000 lb) 93 000 kg (204 000 lb)
Velocità di crociera Mach 0,86 (982 km/h, 610 mph)
Velocità massima Mach 0,93 (1 017 km/h, 632 mph) Mach 0,92 (1 006 km/h, 625 mph)
Autonomia 6 293 km (3 910 mi, 3 395 nm) 7 402 km (4 600 mi, 3 995 nm)
Tangenza 16 764 m (55 000 ft) 18 288 m (60 000 ft)
Motori 4 Bristol Siddeley
Olympus 101, 102 o 104
4 Bristol Siddeley
Olympus 201, 202, 203 o 301
4 Bristol Siddeley
Olympus 201, 202, 203
4 Bristol Siddeley
Olympus 201, 202, 203
Capacità carburante (solo Avtur/Mains) 42 051 L (9 250 gal Imp) 42 097 L (9 260 gal Imp)
Armamento 1 bomba H o
21 bombe da 454 kg (1 000 lb)
1 Blue Steel missile nucleare aria-superficie o
21 bombe da 454 kg (1 000 lb)
Nessuno

Equipaggio (tutte le versioni):

Pilota, co-pilota, navigatore Plotter, navigatore radar ed Air Electronics Officer
Officer (se necessario, due posti supplementari avrebbero potuto essere attrezzati per i Crew Chief, per un totale di sette membri di equipaggio).

Capacità combustibile ed autonomia sono riferiti solo ai serbatoi principali. Le varie combinazioni di serbatoi supplementari alari (A, E o Drum) dipendevano dalle missioni.

  • B 1 (produzione iniziale): --- (esemplari inclusi nel totale)
  • B 1 (produzione seguente) --- 45 esemplari
  • B 2 --- 89 esemplari
  • B 1a (B 1 convertiti con equipaggiamento interno standard B 2). 28 esemplari convertiti dalla versione B 1
  • B 2a --- conversioni dei B 2
  • B 2 (MRR)/SR 2 --- 11 esemplari convertiti (dei quali solo 9 sempre operativi)
  • B 2 K --- 6 esemplari convertiti da tre B 2 e tre B 2 (MRR)
  • Esemplari prodotti in totale: 136

Un Avro 698 Vulcan effettuò le prove di volo con i motori Rolls-Royce Olympus 593, motori che avrebbero successivamente equipaggiato i Concorde.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Greg Goebel, The Avro Vulcan, su AirVectors, http://www.airvectors.net, Data di pubblicazione 01-11-2007. URL consultato il 14 giugno 2011.
  2. ^ Rio Rendez-Vous, britains-smallwars.com, 2010. URL consultato il 14 giugno 2011.
  3. ^ 32,2 m (105 ft 6 in) con sonda di rifornimento.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Achille Boroli ed Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.2), Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1983.
  • Adriano Zannino, Guida agli aeroplani di tutto il mondo (Vol.6), Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1976.
  • (EN) Arnold, Lorna. Britain and the H-Bomb. Basingstoke, Hampshire, UK: Palgrave Macmillan, 2001. ISBN 0-333-94742-8 (outside North America), ISBN 0-312-23518-6 (North America only).
  • (EN) Blackman, Tony. Vulcan Test Pilot. London: Grub Street, 2007. ISBN 978-1-904943-88-4
  • (EN) Chesnau, Roger. Vulcan (Aeroguide 29: Avro Vulcan B Mk 2). Ringshall, Suffolk, UK: Ad Hoc Publications, 2003. ISBN 0-946958-39-4.
  • (EN) Holmes, Harry. Avro: The History of an Aircraft Company. Wiltshire, UK: Crowood Press, 2004. ISBN 1-86126-651-0.
  • (EN) Jackson, A.J. Avro Aircraft since 1908, 2nd edition. London: Putnam Aeronautical Books, 1990. ISBN 0-85177-834-8.
  • (EN) Laming, Tim. The Vulcan Story 1952-2002, Second Edition. Enderby, Leicester, UK: Silverdale Books, 2002. ISBN 1-85605-701-1.
  • (EN) McLelland, Tim. The Avro Vulcan. Manchester, UK: Crecy Publishing Limited, 2007. ISBN 978-0-85979-127-4.
  • (EN) White, Rowland. Vulcan 607. London: Bantam Press, 2006. ISBN 0-593-05391-5 (cased), ISBN 0-593-05392-3 (pb).
  • (EN) Wynn, Humphrey. RAF Strategic Nuclear Deterrent Forces: Origins, Roles and Deployment 1946 - 1969. London: The Stationery Office, 1994. ISBN 0-11-772778-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Velivoli comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti
URSS URSS

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Avro Vulcan, su Military dictionary, militaryfactory.com, Data di pubblicazione 8 gennaio 2009. URL consultato il 14 giugno 2011.
  • (EN) Greg Goebel, The Avro Vulcan, su AirVectors, http://www.airvectors.net/, 1º settembre 2011. URL consultato il 10 giugno 2012.
  • (EN) Craig Mellow, God Save the Vulcan!, su Air & Space Smithsonian, airspacemag.com, 1º gennaio 2004. URL consultato il 14 giugno 2011.