Strategic Air Command

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film del 1955, vedi Aquile nell'infinito.
Strategic Air Command
Comando aereo strategico
Bombardieri Boeing B-52 Stratofortress del SAC in decollo rapido su allarme durante un'esercitazione di Allerta a terra
Bombardieri Boeing B-52 Stratofortress del SAC in decollo rapido su allarme durante un'esercitazione di Allerta a terra
Descrizione generale
Attiva 1946 - 1992
Nazione Stati Uniti
Servizio aeronautica militare
Tipo Comando strategico
Ruolo Deterrenza nucleare
eventuale attacco nucleare di rappresaglia
Guarnigione/QG Offutt Air Force Base, Nebraska
Motto Peace is Our Profession
"La pace è il nostro lavoro"
Battaglie/guerre Guerra fredda
Guerra di Corea
Guerra del Vietnam
Guerra del Golfo
Simboli
Stemma del SAC Shield Strategic Air Command.png

[senza fonte]

Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

Lo Strategic Air Command o nella sua forma abbreviata noto con l'acronimo di SAC, fu dal 1946 al 1992 la struttura operativa della United States Air Force incaricata della detenzione e dell'impiego dell'arsenale nucleare strategico degli USA composto da bombardieri e missili balistici intercontinentali basati a terra. Il SAC, inoltre, controllava le strutture necessarie al supporto delle proprie operazioni, le squadriglie di aerocisterne per il rifornimento dei bombardieri, quelle di ricognizione strategica, comando e controllo e, fino al 1959 dei caccia di scorta.

Costituito soprattutto su iniziativa del generale Curtis LeMay nelle fasi più critiche della Guerra fredda, il SAC, la cui centrale di comando era situata a Omaha, nello stato del Nebraska, era l'elemento fondamentale dell'arsenale nucleare statunitense di deterrenza e doveva garantire costantemente la possibilità di sferrare una devastante rappresaglia massiccia contro l'Unione Sovietica in caso di attacco agli Stati Uniti. Dalla metà degli anni cinquanta, il bombardiere strategico B-52 Stratofortress divenne il pilastro più importante della deterrenza strategica del SAC.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1945, dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, la dirigenza politico-militare degli Stati Uniti aveva iniziato a pianificare la riorganizzazione dell'United States Army Air Force per distaccarla finalmente dall'Esercito e trasformarla in una forza armata totalmente autonoma; il documento del Simpson Board descriveva in dettaglio questi piani per la "...riorganizzazione dell'Esercito e delle Forze aeree...". Nel gennaio 1946 il generale Dwight D. Eisenhower e il generale Carl Andrew Spaatz concordarono sugli aspetti pratici della riorganizzazione delle forze aeree e della costituzione formale della United States Air Force che sarebbe stata costituita da una serie comandi autonomi: Air Defense Command, Tactical Air Command, Air Transport Command, Air Technical Service Command, Air Training Command e soprattutto lo Strategic Air Command.

Il Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere principale del SAC nei suoi primi anni di esistenza.

Lo Strategic Air Command fu ufficialmente costituito il 21 marzo 1946, con parte del personale e delle strutture delle Continental Air Forces, il comando risalente alla guerra incaricato della difesa aerea degli Stati Uniti continentali. Il SAC costituì il suo primo quartier generale a Bolling Field nel Distretto di Columbia ma nel ottobre 1946 trasferì il suo posto di comando (HQ SAC) alla base aerea di Andrews Field nel Maryland. La forza iniziale del SAC fu di 37.000 militari.

La missione del SAC almeno teoricamente era di decisive importanza nel quadro dei piani di guerra studiati dai dirigenti americani; nel periodo immediatamente successivo alla fine della guerra mondiale in cui sembrava ancora possibile un accordo stabile con l'Unione Sovietica, si era discusso a lungo sull'eventualità di mettere al bando le armi atomiche di cui solo gli Stati Uniti erano in possesso e di potenziare un auspicabile "governo mondiale". L'inizio della Guerra fredda ben presto tuttavia mise in primo piano la pianificazione di una probabile guerra totale contro l'Unione Sovietica di Stalin[1]. Il primo piano bellico, denominato Halfmoon, venne preparato dagli Stati Maggiori Riuniti nella primavera 1948; Halfmoon prevedeva che gli Stati Uniti avrebbero sferrato, dopo quindi giorni di guerra convenzionale, un "blitz atomico" con cinquanta bombe atomiche (successivamente aumentate fino a 133) che sarebbero state sganciate su 70 città sovietiche, provocando la "morte della nazione" nemica[2].

In realtà i primi anni di vita del SAC, nonostante le teorie e la pianificazione sulla guerra atomica, erano stati difficili e costellati di problemi organizzativi e tecnici. All'inizio il suo equipaggiamento era largamente insufficiente, disomogeneo e in parte inadeguato. L'aereo da bombardamento principale rimaneva il Boeing B-29 Superfortress dell'ultima parte della seconda guerra mondiale, ma alla fine del 1946, in seguito ai programmi di smobilitazione e riduzione delle spese militari, l'ordine di battaglia del SAC si limitava a nove gruppi di bombardieri, di cui sei equipaggiati di B-29 Superfortress. Il primo comandante del SAC, generale George Kenney aveva a disposizione inizialmente la sola Second Air Force, a cui si aggiunsero la Fifteenth Air Force e soprattutto, il 7 giugno 1946, la famosa Eighth Air Force, ma nonostante l'apparente incremento dell'ordine di battaglia, le forze del comando strategico erano ancora modeste. Nel 1946 inoltre gli Stati Uniti possedevano solo nove bombe atomiche funzionanti e appena ventisette B-29 pronti in ogni tempo a trasportarle e sganciarle in caso di guerra; inoltre la prontezza operative dei reparti era scarsa. Negli anni seguenti la situazione non migliorò: ancora nel 1948 alcune esercitazioni evidenziarono le carenze di addestramento degli equipaggi e la loro scarsa prontezza, i tempi richiesti per sferrare l'attacco atomico erano molto lunghi: almeno 35-45 giorni sarebbero stati necessari per preparare le forze[3]. Nella primavera del 1948 un'ispezione segreta di Charles A. Lindbergh confermò la modesta efficienza del SAC[4].

Gli anni di LeMay[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Curtis LeMay, comandante in capo del SAC dal 1948 al 1957.

Le evidenti carenze del SAC, considerato in teoria l'elemento fondamentale della pianificazione di guerra americana basata sul "blitz atomico", resero essenziale un radicale miglioramento della sua efficienza; questo compito venne affidato al generale Curtis LeMay che il 19 ottobre 1948 sostituì il generale Kenney e assunse il comando in capo. Il generale LeMay era il comandante della Eighth Air Force e durante la seconda guerra mondiale era divenuto famoso per la sua energia e aggressività, per aver ideato le tattiche del combat box e per aver condotto con brutale efficienza la guerra aerea contro il Giappone nel 1944-45[5]. LeMay si era distinto anche dirigendo il ponte aereo di Berlino ed era considerato un esperto di armi atomiche avendo svolto funzioni di consulenza durante il progetto Manhattan e partecipato agli esperimenti di Bikini e alla pianificazione del progetto Halfmoon[6]. Al momento del suo arrivo il SAC aveva solo 60 aerei disponibili per attacchi atomici, nessuno dei quali peraltro aveva un'effettiva capacità a lungo raggio contro l'Unione Sovietica.

Foto del centro di comando del SAC alla base aerea di Offutt, Omaha, Nebraska

L'arrivo del generale LeMay al quartier generale del SAC, che il 9 novembre 1948 venne trasferito alla base aerea di Offutt, a Omaha, Nebraska, apportò subito radicali cambiamenti; egli in primo luogo rivoluzionò la catena di comando, destituendo molti ufficiali e assegnando gli incarichi di responsabilità agli esperti comandanti che avevano partecipato alle campagne di bombardamento in Germania e Giappone[6]. LeMay inoltre cercò con la massima energia di esaltare lo spirito di corpo e l'orgoglio degli uomini del SAC con un sistema di riconoscimenti e punizioni collettive duro ma corretto[7]. Il generale favorì la massima standardizzazione e metodicità delle procedure e delle tecniche di guerra; introdusse programmi di addestramento continui ed estenuanti per migliorare l'efficienza e stimolare nei suoi uomini al massimo livello il senso di allarme e di pericolo di fronte alle possibili emergenze nazionali che il SAC sarebbe stato chiamato a fronteggiare[8]. Il generale LeMay era deciso ed ambizioso: egli riteneva essenziale centralizzare la catena di comando e il controllo sulle armi atomiche per garantire una risposta rapida e micidiale ad un possibile attacco sovietico[9]. Il comandante del SAC avrebbe voluto disporre del pieno controllo dell'intero arsenale atomico americano che, secondo i suoi piani, avrebbe dovuto essere messo totalmente a disposizione del SAC e funzionare come "un singolo strumento...diretto e controllato da una singola fonte"[10]. Questi piani si scontravano con l'ostilità delle altre forze armate americane che vedevano con irritazione il crescente potere e la grande influenza di LeMay e degli ufficiali dello Strategic Air Command[10].

Allerta a terra e allerta in volo[modifica | modifica wikitesto]

L'equipaggio di un bombardiere B-52 del SAC corre verso l'aereo per un decollo rapido (Minimum Interval Takeoff) durante un servizio di allerta a terra.

Il SAC diede sempre enorme importanza alla capacità di essere in grado di reagire il più rapidamente possibile ad un attacco nucleare nemico, mantenendo sempre la possibilità di sferrare una rappresaglia atomica devastante. Nel periodo più drammatico della Guerra fredda la minaccia maggiore venne ritenuto un possibile attacco nucleare di sorpresa sovietico; il generale LeMay nel 1956 iniziò quindi ad attivare il sistema della cosiddetta Allerta a terra (Ground alert) che prevedeva che almeno un terzo dei bombardieri B-52 fossero tenuti pronti negli aeroporti a decollare entro 15-30 minui con armi nucleari sempre armate e attive. Questo programma venne ulteriormente potenziato negli anni fino ad includere circa la metà dei bombardieri del SAC.

Ben presto il comando del SAC, guidato dal 1957 dall'aggressivo generale Thomas S. Power, propose un passo ulteriore proponendo la cosiddetta Allerta in volo (Airborne alert) che, dopo alcuni programmi sperimentali e molte polemiche, venne infine attivato nel 1960 con la denominazione in codice di operazione Chrome Dome. Questo programma prevedeva che almeno dodici bombardieri strategici Boeing B-52 Stratofortress fossero sempre in volo contemporaneamente, tutti i giorni dell'anno per ventiquattro ore al giorno, armati ciascuno con quattro bombe termonucleari. Questi bombardieri percorrevano rotte precedentemente accuratamente stabilite in modo che almeno un B-52 si trovasse sempre a due ore di volo dagli obiettivi in Unione Sovietica. Nel periodo culminante della crisi dei missili di Cuba, il SAC si impegnò in un impressionante sforzo di mobilitazione, rafforzando lo schieramento del programma di allerta in volo Chrome Dome fino a tenere in aria sulle rotte d'attacco fino a 65 bombardieri B-52 contemporaneamente per 24 ore al giorno.

Il programma Chrome Dome, che viene in parte descritto satiricamente nel film di Stanley Kubrick Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, continuò fino al gennaio 1968 quando venne interrotto in seguito soprattutto ai rischiosi incidenti di Goldsboro, Palomares e Thule in cui si temettero possibili esplosioni nucleari catastrofiche.

Scioglimento del SAC[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, a seguito dell'esaurirsi della Guerra fredda e della dissoluzione dell'Unione Sovietica, lo Strategic Air Command fu disattivato e il suo personale ed equipaggiamento venne ridistribuito tra gli altri comandi ancora operativi dell'USAF. Il centro di comando a Omaha in Nebraska venne trasformato contemporaneamente in quartier generale del nuovo comando strategico interforze, lo United States Strategic Command (USSTRATCOM), che in parte a assunto il ruoco del SAC, prendendo la direzione delle forze di deterrenza nucleare dell'USAF e della United States Navy.

Elenco dei comandanti in capo del SAC[modifica | modifica wikitesto]

Nome Immagine Inizio incarico Fine incarico Anno di nascita-morte
1. Generale George Kenney George Kenney.jpg 21 marzo 1946 15 ottobre 1948 (1889–1977)
2. Generale Curtis LeMay Curtis LeMay (USAF).jpg 19 ottobre 1948 30 giugno 1957 (1906–1993)
3. Generale Thomas S. Power Thomas S Power.jpg 1 luglio 1957 30 novembre 1964 (1905–1970)
4. Generale John Dale Ryan GEN Ryan, John Dale (2).jpg 1 dicembre 1964 31 gennaio 1967 (1915–1983)
5. Generale Joseph J. Nazzaro GEN Joseph J Nazzaro.jpg 1 febbraio 1967 31 luglio 1968 (1913–1990)
6. Generale Bruce K. Holloway Holloway BK color.jpg 1 agosto 1968 30 aprile 1972 (1912–1999)
7. Generale John C. Meyer Meyer JC color.jpg 1 maggio 1972 31 luglio 1974 (1919–1975)
8. Generale Russell E. Dougherty Russell E Dougherty.jpg 1 agosto 1974 31 luglio 1977 (1920–2007)
9. Generale Richard H. Ellis GEN Ellis, Richard Hastings.jpg 1 agosto 1977 31 luglio 1981 (1919–1989)
10. Generale Bennie L. Davis GEN Davis, Bennie Luke.jpg 1 agosto 1981 31 luglio 1985 (1928–2012)
11. Generale Larry D. Welch Larry D. Welch.jpg 1 agosto 1985 22 giugno 1986 (1934-)
12. Generale John T. Chain, Jr. John T Chain.jpg 22 giugno 1986 24 gennaio 1991 (1934-)
13. Generale George Lee Butler GEN George L Butler.jpg 25 gennaio 1991 1 giugno 1992 (1939-)

Aerei[modifica | modifica wikitesto]

Aerei - missione primaria[modifica | modifica wikitesto]

Aerei - supporto[modifica | modifica wikitesto]

Missili[modifica | modifica wikitesto]

Lancio da silos di un missile Titan II

Questa è la lista dei missili dispiegati sul campo dallo Strategic Air Command.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, pp. 85-94.
  2. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, p. 95.
  3. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, p. 100.
  4. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, p. 101.
  5. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, pp. 102-104.
  6. ^ a b E. Schlosser, Comando e controllo, p. 104.
  7. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, pp. 104-105.
  8. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, p. 105.
  9. ^ E. Schlosser, Comando e controllo, pp. 105-106.
  10. ^ a b E. Schlosser, Comando e controllo, p. 106.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Baugher, Joseph F., American Military Aircraft Encyclopedia, 1998. Internet address: http://www.csd.ca/~pettypi/elevon/baugher_us/
  • Broyhill, Marvin T. at http://www.strategic-air-command.com.
  • Boyne, Walter, Boeing B-52. A Documentary History, Jane Publishing Company, 1981.
  • Bright, Charles D., Historical Dictionary of the United States Air Force, Greenwood Press, 1982.
  • Clark, Rita F. Major, From Snark to Peacekeeper, Office of the Historian, HQ. SAC, Offutt AFB. NE. 1990.
  • Clark, Rita F. Major, SAC Missile Chronology 1939 - 1988, Office of the Historian, HQ. SAC, Offutt AFB. NE. 1988.
  • Clark, Rita F. Major, Strategic Air Command, U.S. Government Printing Office.
  • Cragg, Dan, Guide to Military Installations, 4th Edition.
  • Evinger, William R., Directories of Military Bases in the U.S., Oryx Press, 1979.
  • Francillion, Rene J., The United States Air National Guard, Aerospace Publishing LTD, 179 Dalling Road, London, W6 OES, England 1992
  • GlobalSecuriry.org.
  • Goldberg, Sheldon A., The Development of the Strategic Air Command, Office of the Historian, HQ. SAC, Offutt AFB. NE. 1986.
  • Heflin, Woodford A., United States Air Force Dictionary, D. Van Nostram Co., 1990.
  • Henrotin, Joseph. L'Airpower au 21ème siècle. Enjeux et perspectives de la stratégie aérienne. Bruxelles: Bruylant (RMES), 2005.
  • Knaack, Marcelle Size, Post-World War II Bombers 1945-1973, Office of Air Force History, United States Air Force, Washington D.C. 1988.
  • Knaack, Marcelle Size, Post-World War II Fighters 1945-1973, Office of Air Force History, United States Air Force, Washington D.C. 1986.
  • Lloyd, Alwyn T., B-47 Stratojet in detail & scale, TAB Books, 1988.
  • Lloyd, Alwyn T., A Cold War Legacy, Pictorial Publishing Company, Inc. 2000
  • Mixer, Ronald E., Genealogy of the STRATEGIC AIR COMMAND , Battermix Publishing Company, 1999
  • Mixer, Ronald E. The INDEX to A Cold War Legacy, Battermix Publishung Company, 2002
  • Mixer, Ronald E., STRATEGIC AIR COMMAND, An Organizational History, Battermix Publishing Company, 2006.
  • Moody, Walton S. Dr., Building a Strategic Air Force, U.S. Government Printing Office, 1998.
  • Mueller, Robert, Active Air Force Bases, Vol. 1, 1998.
  • Polmar, Norman, Strategic Air Command, 1st Edition, Nautical & Aviation Publishing Co., 1954
  • Polmar, Norman, Strategic Air Command, 2nd Edition, Nautical & Aviation Publishing Co., 1996.
  • Ravenstein, Charles, A., Air Force Combat Wings 1947 - 1977, Office of Air Force History, USAF, 1984.
  • Russell, Ed., Air Division Histories, USAF Historical Research Agency historical documents. SAC Society, Strategic Air Command, Turner Publishing Company, 1985.
  • SACPatches.com
  • United States Air Force Historical Research Agency, Maxwell AFB, Montogomery, AL.
  • United States Air Force, Fact Sheets, http://www.af.mil/lib/, 1998
  • United States Air Force, USAF Directory of USAF Organizations.
  • USAFPatches.com
  • Valey, Captain Wayne A. USAF (Retired), Airman's Guide, 2nd Edition, 1991, Stackpole Books
  • Wikipedia, the free encylopedia on the internet.
  • Yenne, Bill, History of the U.S. Air Force, Exeter Books, 1990.
  • Yenne, Bill, SAC, A Primer of Modern Strategic Airpower, Presido Press, 1992.
  • -, Jane's Fighting Aircraft of World War II, Studio Editions, Ltd., 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]