Avilio di Alessandria

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Avilio di Alessandria
vescovo della Chiesa cattolica
Nominato vescovo84
Deceduto98
 
Sant'Avilio

Vescovo

 
Morte98
Venerato daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza22 febbraio, Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa
29 agosto e il 29 marzo Chiesa copta

Avilio, o Abilio[1] (Mielo dalla cronostassi della chiesa copta) (... – Alessandria d'Egitto, 98), è stato il terzo vescovo di Alessandria d'Egitto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nella Storia Ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, viene narrato che, dopo la morte di Aniano, tutti i vescovi subordinati e i sacerdoti soggetti al vescovato di Alessandria si radunarono al fine di vagliare il nome del nuovo vescovo. Dopo aver esaminato un gran numero di candidati, la scelta cadde su Avilio, a causa della propria castità e della competenza da lui mostrata in tema religioso. Occupò l'ufficio di vescovo di Alessandria dall'anno 84, durante il regno dell'Imperatore Tito Flavio Domiziano, fino alla sua morte: questo ruolo precedette quello di Papa della Chiesa copta e Patriarca della Chiesa Ortodossa di Alessandria prima dello scisma avvenuto nel 451. Detenne tale carica per 19 anni e 8 mesi.

Alla morte fu seppellito vicino a san Marco evangelista, nella Chiesa di Bucalis di Alessandria.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Viene venerato come santo dalla Chiesa cattolica (che comunque non lo riportà più nel Martirologio Romano), da quella ortodossa e da quella copta. Le prime lo ricordano il 22 febbraio, l'ultima il 29 agosto e il 29 marzo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, p. 114

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Aziz S. Atiya, The Coptic Encyclopedia, Macmillan Publishing Co., New York, 1991, ISBN 0-02-897025-X;
  • (EN) F. G. Holweck, A Biographical Dictionary of the Saints, B. Herder Book Co., St. Louis, 1924;
  • Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, II edizione, Edizioni Paoline, Milano, 2000, ISBN 88-315-1585-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN6156617014428591876 · GND (DE1192708792