Autonomia scolastica

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L'autonomia scolastica, secondo l'ordinamento giuridico italiano, si riferisce alla possibilità degli istituti di poter fare progetti nazionali e internazionali e di organizzare l'orario scolastico nella scuola in Italia.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

lI primo provvedimento in materia fu la legge 15 marzo 1997, n. 59 che all’art. 21, sancì l’inizio del passaggio da un sistema centrale nazionale di gestione della scuola verso un progetto che riconosceva, in alcuni ambiti rilevanti, l’autonomia gestionale ai singoli istituti, definendo l'articolazione dell'attività didattica e introducendo il principio sulla flessibilità oraria dei docenti.

Dall'entrata in vigore della legge e del successivo regolamento di cui al D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 le singole istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà d'insegnamento e del pluralismo culturale, progetteranno e realizzeranno gli interventi di educazione, formazione ed istruzione adeguandoli a diversi contesti e in coerenza con i principi sanciti dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Con l'autonomia si introduce per la prima volta il "Piano dell'offerta formativa" (P.O.F.), documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia. Nel rispetto delle direttive ministeriali, per quanto riguarda le scelte didattiche e organizzative, ogni decisione assunta nell'ambito dell'autonomia deve essere decisa e condivisa durante le riunioni degli Organi collegiali, Collegio dei docenti e Consiglio d'istituto.

Con l'autonomia scolastica si è inteso realizzare interventi educativi e formativi mirati allo sviluppo della persona, ampliando l'offerta formativa, adeguandoli ai vari contesti e alle richieste delle famiglie e dell'economia del territorio, al fine di garantire il successo formativo in coerenza con le finalità generali del sistema di istruzione stabiliti a livello nazionale.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Didattica e organizzativa[modifica | modifica wikitesto]

Pur nel rispetto della libertà di insegnamento e delle indicazioni ed obiettivi nazionali a livello di istruzione, le istituzioni scolastiche possono regolamentare l'orario delle discipline adeguandolo al tipo di studi e al ritmo di apprendimento degli alunni. Possono adottare formule di flessibilità oraria (ad esempio concentrare le ore di una determinata materia in un certo periodo dell'anno), attivare percorsi didattici individualizzati (ad esempio per l'integrazione di alunni diversamente abili o stranieri), programmare percorsi formativi in coordinamento con le richieste del territorio, scegliere metodologie e strumenti didattici in coerenza con il Piano dell'offerta formativa. È possibile adattare il calendario scolastico in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell'offerta formativa, garantendo in ogni caso il monte ore stabilito a livello nazionale.

Ricerca, sperimentazione, sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Le istituzioni scolastiche curano la progettazione formativa e la ricerca valutativa, la formazione e l'aggiornamento culturale e professionale del personale scolastico, l'innovazione metodologica e disciplinare, la ricerca didattica e gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici, l'integrazione e il coordinamento tra le diverse articolazioni del sistema scolastico.

Le istituzioni scolastiche possono operare singolarmente o in rete (accordi tra più istituti). I docenti operanti in una rete di scuole possono (facoltativamente) essere temporaneamente scambiati per favorire la diffusione delle esperienze. La ricerca deve essere documentata (secondo procedure definite a livello nazionale) in modo da poter essere divulgata alle istituzioni scolastiche interessate.

Le scuole possono stipulare convenzioni tra Università, enti o associazioni per realizzare obiettivi specifici previsti dal P.O.F.

Dati statistici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Miur per l'anno scolastico 2018-2019, il numero delle istituzioni scolastiche ammonta a 8.160 alle quali si aggiungono 130 Centri permanenti per l'istruzione degli adulti; tuttavia, a seguito dei nuovi parametri sull'assegnazione dei dirigenti e dei direttori amministrativi, solo le istituzioni scolastiche con un numero di studenti superiore a 600 (ridotto a 400 per le scuole site in comunità montane o piccole isole) possono vedersi assegnare vertici titolari: gli istituti sottodimensionati verranno assegnati a dirigenti e direttori reggenti, già titolari in un'altra istituzione. Le istituzioni scolastiche sottodimensionate sono pari a 352 pertanto la dotazione organica dirigenziale risulta di 7.936 unità complessive per l'a.s. 2018/2019.

Le istituzioni scolastiche hanno assunto negli ultimi decenni dimensioni particolarmente rilevanti: dalle circa 8.000 istituzioni dipendono oltre 40.000 sedi scolastiche, 370.000 classi, in media oltre 900 alunni e oltre 120 dipendenti (personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) per istituto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Cocozza, Il sistema scuola. Autonomia, sviluppo e responsabilità nel lifewide learning, Franco Angeli, Milano, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]