Omicidio di Tupac Shakur

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L'MGM Grand Las Vegas: all'esterno di questo grande hotel, poche ore prima di essere assalito, Tupac ha avuto una rissa con il membro della gang dei Crips Orlando Anderson

1leftarrow blue.svgVoce principale: Tupac Shakur.

L'assassinio di Tupac Shakur avvenne il 7 settembre 1996 quando il cantante statunitense venne colpito da 4 proiettili esplosi da un'auto in corsa, di cui uno al polmone destro, sparati a Las Vegas, in Nevada, dopo aver assistito a un combattimento di pugilato tra Mike Tyson e Bruce Seldon. Morì dopo sei giorni di agonia nell'Ospedale dell'Università del Nevada per le conseguenze delle ferite riportate, alle ore 16:03. Era il 13 settembre 1996.

Dopo la sparatoria di New York (30 novembre 1994), i rapporti tra Tupac e Notorious B.I.G. si erano inaspriti, poiché quest'ultimo era stato accusato di avere avuto una parte nella rapina subita dallo stesso Tupac ai Quad Studios di New York. La "beef" fra i due scatenò il cosiddetto scontro fra West Coast e East Coast nel quale i due protagonisti principali, Pac e Biggie si insultavano a colpi di dissing come Hit 'Em Up di 2Pac e Who Shot Ya di Biggie. A causa di questa aspra rivalità Biggie e il suo amico Puff Daddy furono accusati per diverso tempo di essere i mandanti dell'omicidio di Tupac.

Il precedente tentativo di rapina aveva convinto il rapper a cercare una protezione esterna, per cui aveva assunto delle guardie del corpo dopo essere uscito di galera nell'ottobre 1995. Era noto inoltre che indossasse spesso un giubbotto antiproiettile in pubblico, [1] che non portava quella notte per via della temperatura molto elevata.

Agguato[modifica | modifica wikitesto]

La notte del 7 settembre 1996, Shakur partecipò all'incontro di pugilato Mike Tyson vs. Bruce Seldon tenutosi al MGM Grand in Las Vegas. Al termine dell'incontro, Tupac scatenò una maxi-rissa tra l'entourage della Death Row, composto in gran parte da Bloods ( celebre gang di L.A., rivale dei Crips) e un Crip ( precisamente un Southside Crips) di nome Orlando Anderson, nella hall dell' MGM Grand. Shakur colpì, dopo averlo notato nella hall, il ventunenne Orlando "Baby Lane" Anderson, che alcune settimane prima aveva picchiato e derubato insieme a un paio di altri Crips uno dei Bloods che gravitavano attorno alla Death Row, quindi allo stesso Tupac, in un negozio Foot Locker di un centro commerciale. La rissa fu ripresa dal circuito chiuso di videosorveglianza dell'hotel.

Dopo il violento alterco, Shakur e tutto il gruppo, comprendente diverse decine di persone, doveva recarsi al Club 662 (oggi club Seven) della Death Row. Tupac prese posto accanto a Suge Knight, che guidava una berlina BMW E38 del 1996, con al seguito molte macchine, che facevano parte di un corposo convoglio.

Alle 22.55, fermi al semaforo rosso con l'auto, un fotografo sostò accanto al finestrino e Shakur lo abbassò per farsi fotografare.[2] Intorno alle 23.00/23.05, Suge e Shakur furono fermati su Las Vegas Boulevard da alcuni poliziotti metropolitani in bicicletta a causa della musica troppo alta dello stereo e per la targa mancante. Dopo pochi minuti, Suge trovò nel bagagliaio le targhe e i due furono lasciati liberi dalla polizia.[2][3] Attorno alle 23.10, fermi al rosso su Flaming Road, vicino all'incrocio di Koval Lane, di fronte l'Hotel Maxim, Shakur dialogò con due donne in macchina alla loro destra, invitandole al Club 662.[2]

Approssimativamente per le 23.15, una Cadillac ultimo modello, bianca, quattro porte, con a bordo un numero imprecisato di occupanti, a tutta velocità si fermò sul lato destro della berlina e sparò 12 o 13 colpi contro Shakur in rapida successione. Il cantante fu raggiunto da quattro di essi, nonostante la potenza del fuoco, e fu colpito a: petto, bacino, coscia e mano destra.[4][2] Uno dei proiettili gli trapassò un polmone.[5] Suge, invece, fu raggiunto solo da frammenti di proiettile e solo uno di essi lo ferì abbastanza seriamente.[6]

Al momento della sparatoria, la guardia del corpo di Shakur seguiva il veicolo del cantante dietro, in un'auto appartenente a Kidada Jones, fidanzata di Shakur all'epoca. Il bodyguard, Frank Alexander, dichiarò che al momento di salire nelle macchine per andare al Club 662, Shakur lo aveva invitato a guidare l'auto della Jones che doveva trasportare il suo gruppo spalla gli "Outlawz" e non mettersi in auto con lui perché, in caso lui e Suge fossero stati ubriachi, sarebbero servite loro altre auto del seguito per fare ritorno in albergo.

Ricovero[modifica | modifica wikitesto]

All'arrivo sulla scena dell'agguato, polizia e paramedici presero Suge e Shakur trasportandoli all'Ospedale dell'Università del Nevada.

In ospedale, Shakur passò stati di coscienza e di incoscienza, e fu fortemente sedato. Per il peggioramento delle condizioni cliniche, fu messo sotto respiratore e macchine di sostentamento per tenerlo in vita, per essere poi infine posto in coma farmacologico attraverso l'iniezione di barbiturici.[4][7][8]

Dopo una serie di interventi chirurgici, tra i quali la rimozione del polmone destro danneggiato irreparabilmente, Shakur superò un' emorragia interna e i medici rapportarono quindi, come a quel punto, attraversata la fase critica della terapia medica, ci fosse un buon 50% di probabilità di sopravvivenza.[5] Le condizioni si aggravarono improvvisamente il pomeriggio del 13 settembre 1996 a causa di un'emorragia interna, che nonostante le cure veloci da parte dell'unità di terapia intensiva, ebbe la meglio sul cantante, e non fu possibile fermarla.[5][8] Fu dichiarato morto alle 16.03 (PDT), ufficialmente a causa di insufficienza respiratoria e dell'arresto cardiorespiratorio, in connessione ai diversi colpi di pistola ricevuti in parti vitali.[4] Il corpo di Shakur fu cremato.[9] Si dice che una minima parte delle ceneri del corpo furono in seguito mescolate con cannabis e fumate da alcuni membri degli Outlawz.[10]

Indagini[modifica | modifica wikitesto]

Dovuto al fatto che diverse persone percepivano un sostanziale disinteresse da parte delle autorità giudiziarie sul caso dell'omicidio, alcuni investigatori indipendenti provarono a seguire piste alternative nel tentativo di dare una soluzione alla vicenda, scatenando l'insorgere di teorie cospirative su chi fosse realmente responsabile della morte del cantante ma anche sulla sua possibile fittizia morte inscenata per togliersi dai riflettori e dai problemi legati alla faida hip hop.

Nessuna persona fu elencata nella lista dei sospettati per l'omicidio, ma nelle indagini seguite dalla polizia metropolitana di Las Vegas furono vagliate diverse piste che portarono in un primo tempo a ipotizzare il ruolo della banda dei Crips nell'agguato su ordine di Christopher Wallace, Puff Daddy e altri membri di spicco della East Coast.

Ruolo di Christopher Wallace[modifica | modifica wikitesto]

Vista la faida all'epoca in corso con Wallace, i sospetti ricaddero subito su di lui, che verrà ancora attaccato dal giornalista Chuck Philips sul Los Angeles Times nel settembre del 2002 [11]. Wallace si difese asserendo di non avere niente a che fare con l'assassinio e sostenendo che, al momento dell'omicidio, era impegnato in uno studio di registrazione newyorkese[12]. Ad appoggiare il cantante, si mosse anche la sua famiglia e la sua casa musicale, negando con veemenza ogni accusa mossagli contro e screditando le teorie cospirative.[13] In seguito, la famiglia Wallace portò a MTV la documentazione provante la presenza del cantante nello studio di registrazione di New York la notte dell'agguato a 2pac. In sostegno dei familiari si mossero anche il suo manager Wayne Barrow e il cantante Lil' Cease, che smentirono categoricamente ogni coinvolgimento dell'amico nell'omicidio e sostenendo d'essere stati con lui a registrare la notte dei fatidici eventi.

Mentre continuavano ad aprirsi possibili piste alla soluzione della morte enigmatica, nel marzo 1997, Wallace fu ucciso in circostanze molto simili in un agguato.[14]

Ruolo dei Crips[modifica | modifica wikitesto]

La polizia metropolitana di Las Vegas e la polizia di Compton, sebbene non abbiano mai risolto ufficialmente il caso, conclusero inizialmente che Shakur era stato colpito dai Southside Crips (una delle più celebri gang della zona di Los Angeles) dopo il combattimento di Tyson, ipotesi successivamente smentita ufficialmente, anche se mai del tutto accantonata. A questo proposito Orlando Anderson e altri furono in seguito sentiti dalla polizia in relazione all'omicidio, anche se non venne mai fatto pubblicamente il nome di alcun sospetto. [15]

Va notato che la crew alla Death Row era composta quasi esclusivamente da membri della gang dei Bloods , mentre Biggie e quelli della Bad Boy si affidavano a membri dei Crips quando si trovavano in California. Un'inchiesta del Las Vegas Times, pur non affermando quali fossero le fonti all'interno delle gang, concluse che Biggie si fosse offerto di pagare i Crips in cambio della morte di Shakur. La "Compton Gang Unit" aggiunse che, ritornati a Compton, i Crips si vantarono dell'omicidio commesso.

Questa pista verrà in seguito battuta anche dallo scrittore Chuck Phillips, il quale dichiarò nel 2002 il pieno coinvolgimento della banda dietro l'agguato in accordo con Wallace.[16] Tuttavia, nel 2008, il LA Times pubblicò un articolo di prima pagina ritrattando in definitiva la storia di Phillips.[16]

In seguito, The Smoking Gun scoprì come i documenti portati come prova da Phillips fossero completamente fraudolenti. In conseguenza a questo, l'autore fu licenziato dalla redazione del giornale poco meno di cinque mesi dopo.[16]

Soltanto anni dopo, con la pubblicazione di un libro e di un documentario ad opera di greg Kading, uno dei detective della LAPD della task force relativa all'indagine volta a indagare sulla scomparsa di Biggie ( avvenuta in territorio losangelino), verrà a galla che fu proprio uno dei passeggeri della Cadillac da cui furono esplosi i proiettili, Duane "kefee D " Davis, ad avere raccontano tutta la storia su cui si basano gli articoli di Phillips. Il gangster di Compton, in un interrogatorio con la LAPD, sostenne infatti che fu Orlando Anderson a premere il grilletto, motivato in parte da una rivalsa personale ( era stato colpito da Shakur subito dopo il match di Tyson ) e dal lauto guadagno che il loro gruppo ne avrebbe ricavato : dalle parole di Kefee D, Sean " Puff Daddy" Combs avrebbe promesso alla gang, di cui come detto si serviva come security di quando in quando, 1 milione di dollari per eliminare Knight e Tupac Shakur. Somma che peraltro non sostenne di non aver mai ricevuto.

Orlando Anderson[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Orlando Anderson.

Orlando Anderson, che venne poi ucciso il 29 maggio 1998, era un affiliato dei Southside Crips, che la notte del 7 settembre 1996 partecipò alla rissa scoppiata nel MGM Grand Hotel contro l'entourage di Tupac Shakur poco più di tre ore prima dell'omicidio. In relazione a questi eventi, Anderson fu sentito come persona informata sui fatti, ma dopo due giorni di interrogatorio, il tenente Larry Spinosa dichiarò pubblicamente che basandosi sulla testimonianza dell'interrogatorio, Anderson era ufficialmente escluso dalla lista dei sospettati.[17][18]

Anderson fu comunque indagato nel corso dell'inchiesta, anche in seguito ad alcune sue presunte affermazioni circa lo sparare al rapper, che in seguito smentì in un'intervista per VIBE,[18] dicendo anzi di essere sempre stato un grande ammiratore del cantante sia prima che dopo la sua morte, e continuando a chiarire come non fu più sospettato per l'omicidio dopo l'interrogatorio di due giorni alla polizia di Las Vegas.[19] Particolarmente interessato al caso fu l'investigatore Tim Brennan della polizia di Compton, che presentò una dichiarazione giurata per inserirlo nell'elenco dei principali sospettati per l'agguato.[20]

Afeni Shakur, madre del rapper, morto in seguito alla sparatoria, intentò una causa contro Anderson . Il caso sarebbe finito in tribunale a settembre 1998, ma l'avvenuto decesso dell'unico imputato impedì che ciò avvenisse. Infatti Anderson venne ucciso il 29 maggio 1998, mentre si trovava insieme a Michael Stone e al nipote Jerry Stone ad un autolavaggio di Compton. Alcuni colpi esplosi da una macchina in transito colpirono lui e gli Stone e tutti e tre morirono poco dopo al King-Drew Medical Center di Los Angeles. Michael Reed Dorrough fu in seguito arrestato e accusato dell'omicidio, ma nessuno fu mai condannato come assassino.[21][22][23]

L'investigatore Leonard Jefferson in Inside the Crime nel 2004 parlò del caso dell'omicidio in generale, dicendo di non essere sicuro della reale implicazione di Anderson nella vicenda, essendo una delle persone ad aver seguito il caso da più vicino e quindi con le idee altrove. Jefferson si disse anche deluso in conclusione dal lavoro svolto dal Dipartimento di Las Vegas, a suo dire troppo frettoloso e superficiale, ragion per cui l'ipotesi vagliata inizialmente, nonché l'unica dopo l'archiviazione del caso, sarebbe stata sbagliata. Diede lo stesso parere anche per l'omicidio di Notorious B.I.G., secondo lui due omicidi avvenuti in modo similare e per entrambi i quali non si era trovato un colpevole era una cosa che avrebbe dovuto essere indagata in maniera più approfondita ma che anche in quell'occasione fu invece trattata con superficialità.

Nel 2015, Greg Kading, un ex poliziotto della LAPD ormai in pensione, a cui era stato affidato negli anni 2000 il caso che riguardava l'omicidio di Biggie Smalls e che ha scandagliato a fondo anche il caso Tupac, ha reso pubbliche molte delle prove che aveva raccolto, nel documentario Murder Rap.

Kading ha incluso anche un audio-confessione di Duane "Keffe D" Davis, che si auto-accusa di essere uno degli occupanti della Cadillac e che specifica che fu proprio Orlando Anderson, che era suo nipote ed era stato atterrato da un destro di Tupac nella Hall dell'hotel MGM e immediatamente malmenato da tutto l'entourage della Death Row, a esplodere la raffica che avrebbe ucciso Tupac. Questa confessione rappresenta probabilmente la prova definitiva del fatto che fu proprio Baby Lane ad assassinare il rapper.

Teorie cospirative e congetture[modifica | modifica wikitesto]

La morte prematura di uno dei rapper più famosi dell'epoca e la natura mai risolta del caso dell'omicidio hanno portato diverse persone a formulare alcune teorie di stampo complottistico, molte delle quali altamente improbabili o fantasiose; le principali e probabilmente più seguite sono:

  • Suge Knight mandante diretto dell'omicidio a causa del futuro allontanamento del rapper dall'etichetta discografica per fondarne una propria;
  • Governo americano dietro l'omicidio;
  • Inscenamento della morte per uscire dalla faida tra le coste e vivere lontano dai riflettori.

Ruolo di Suge Knight[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Suge Knight non rimase immune dalle numerose teorie di cospirazione e accuse circa i mandanti dell'omicidio.

In merito al fatto che nonostante la potenza del fuoco, Knight rimase illeso, seppur seduto accanto a Tupac, ciò provocò una serie di teorie cospirative secondo le quali Knight avrebbe architettato l'omicidio del cantante perché in procinto di andarsene dall'etichetta Death Row per fondarne una propria. L'abbandono di Tupac, che all'epoca rappresentava la fonte di maggior entrate per la casa discografica, avrebbe creato un vuoto all'interno di essa, nonostante i diritti delle sue opere sarebbero comunque rimasti in mano alla Death Row per via del contratto lavorativo formulato.

Misteri e casualità a parte, numerose controversie sollevarono i primi tre secondi della traccia Intro/Bomb First (My Second Reply), nei quali si sente la frase pronunciata da uno sconosciuto «Suge shot me» ovvero «Suge mi ha sparato».[24][25]

Comunque, a screditare la teoria anche l'inserimento nella lista degli indagati di Knight per l'omicidio di Christopher Wallace, quando il cantante fu ucciso diversi mesi dopo in circostanze simili. Wallace, era inizialmente uno dei principali sospetti per l'assassinio di Tupac, per via della faida hip hop in corso all'epoca.

Chiaramente molte delle ipotesi che riguardano un possibile ( per quanto improbabile) coinvolgimento di Knight nell'assassinio di Tupac, perdono molta consistenza quando si osserva che lo stesso Knight era seduto in macchina affianco a Tupac, nella traiettoria dei proiettili, mentre questi colpivano il rapper. Suge, per una circostanza fortuita, fu ferito superficialmente dalla raffica di piombo.

Omicidio politico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo John Potash, autore del libro-inchiesta FBI War on Tupac Shakur & Black Leaders, gli omicidii di Shakur e Wallace sarebbero da configurarsi nell'ottica di un piano governativo volto all'eliminazione di figure scomode nella lotta ai movimenti afroamericani potenzialmente dannosi per la società (come quanto accaduto negli anni '60 con le Pantere Nere). Sebbene Tupac non militasse in alcuna organizzazione per i diritti dei neri o simili, il suo carisma avrebbe potuto risvegliare sentimenti antigovernativi sopiti negli anni, specie per la natura dei suoi testi inneggianti la libertà, l'odio verso le autorità, e in generale la sua idea di vita Thug Life, molto contestata all'epoca. [26]

Anche Lil Kim, compagna di Notorious B.I.G., ha spiegato di credere all'ipotesi di un complotto governativo, al quale sarebbe stato coinvolto anche Suge Knight, teso a soppiantare possibili mire politiche dei due cantanti.[27]

Inscenamento della morte[modifica | modifica wikitesto]

La teoria dell'inscenamento della morte andò molto di voga negli anni a seguire, anche alla luce di alcuni eventi che a una prima veduta provocarono dei dubbi, tra questi:

  • Il fatto che la notte dell'agguato Tupac Shakur non indossasse il giubbotto antiproiettili, che invece era solito mettersi sotto i vestiti dall'attentato alla sua vita negli studi di New York.
  • Le poche foto circolate del periodo di ricovero all'ospedale universitario.
  • Infine, la crematura del corpo avvenuta il giorno dopo il decesso e l'annullamento delle cerimonie funebri.

Secondo altri, a sostegno della tesi la canzone Killuminati dell'album postumo Still I Rise, nella quale Tupac canta «Adesso Biggie è morto... è difficile uccidere un negro, perché io sono tornato come Gesù». Ciò sarebbe un fatto discordante, dal momento che Notorious BIG venne ucciso circa 7 mesi dopo Tupac, e quindi impossibile parlare della sua morte all'epoca della registrazione. Comunque, a screditare anche questa prova portata dai sostenitori della tesi, l'uso di dire «[Tizio] è morto» nelle faide hip hop valente come "Non sei nessuno", e in quel contesto la relativa faida in corso tra i due cantanti.[24]

A rilanciare l'ipotesi dell'inscenamento della morte le parole del cantante Eminem, che nel corso di un freestyle disse: «L'hip hop non è più lo stesso da quando Tupac se n'è andato a Cuba».[28] Comunque, dal 1996, centinaia di avvistamenti veri o presunti di gente identificata nella persona di Tupac sono stati segnalati, e diversi video [29][30], di buona e dubbia qualità, pubblicati in rete. Alcuni hanno sostenuto che essendo appassionato di Niccolò Machiavelli e avendo letto diverse sue opere, Shakur potesse aver inscenato la propria uccisione proprio come suggerito in un testo del filosofo italiano come metodo strategico per deviare i pericoli dati dai nemici altrove; in linea con questa teoria avrebbe inserito la frase «I am alive» nella canzone This Life I Lead come messaggio subliminale e altre parole nascoste in altri testi cantati. [31] [32] [33]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

L'alto profilo della natura dell'uccisione e l'infiltrazione della violenza delle bande nell'intera vicenda catturò l'attenzione del regista inglese Nick Broomfield, il quale realizzò di propria mano il film documentario Biggie & Tupac esaminando il contesto della faida e i progressi fatti circa la soluzione dei casi degli omicidi dei due cantanti, ipotizzando un coinvolgimento della FBI sia nell'omicidio di Tupac che in quello di Wallace [34].

Un DVD intitolato Tupac: Assassination fu pubblicato il 23 ottobre 2007, circa undici anni dopo la morte di Shakur. L'opera esplora gli aspetti che circondarono l'intera vicenda e gli eventi che ne seguirono, provvedendo a cercare nuove insinuazioni e prove per fare luce sul caso irrisolto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TUPAC SHAKUR - icona immortale del gangsta rap
  2. ^ a b c d Tupac Shakur LV Shooting – Thugz-Network.com.
  3. ^ The Murder of Tupac Shakur.
  4. ^ a b c Tupac Shakur's death certificate details reported by Cathy Scott. Retrieved on 2007-10-05.
  5. ^ a b c Detailed information on the fatal shooting at http://www.alleyesonme.com/
  6. ^ Don Killuminati .
  7. ^ Interview with Gobi at http://www.hitemup.com/
  8. ^ a b Tupac shooting in Las Vegas at http://www.hitemup.com/
  9. ^ Tupac Amaru Shakur.
  10. ^ Tupac's life after death.
  11. ^ (EN) bbc.co.uk - Paper investigates rapper murder, news.bbc.co.uk. URL consultato il 9-3-2009.
  12. ^ (EN) crimelibrary.com - The Murders of gangsta rappers Tupac Shakur and Notorious B.I.G., crimelibrary.com. URL consultato l'8-3-2009.
  13. ^ BBC News. September 9, 2002. Retrieved on April 10, 2006, from Rapper's family denies murder theory.
  14. ^ "Fresh probe over rapper's murder". BBC News. March 18, 2006. Retrieved from http://news.bbc.co.uk/1/hi/entertainment/4820224.stm on 2006-04-10.
  15. ^ [1]
  16. ^ a b c Los Angeles Times Writer Chuck Philips, Author of Retracted Tupac/Diddy Story, Let Go During Layoffs.
  17. ^ - NY Daily News: HE FOUGHT TUPAC ON FATAL NITE
  18. ^ a b - Transcript: Orlando Anderson's Interview with Sanyika Shakur for VIBE Magazine
  19. ^ - Shakur Was His Hero, Not His Victim, Says Man Some Suspect
  20. ^ - YouTube Video: Interview with Detective Brennan of Compton
  21. ^ - Report on Anderson's death
  22. ^ - Afeni Shakur Files Lawsuit Four Days After Orland Anderson Files a Lawsuit Naming Tupac Shakur and Others As Defendents
  23. ^ - Associated Press Report: Estate of Tupac Shakur settles with another slain man's family
  24. ^ a b 2Paclegend - Spiegazioni Teorie
  25. ^ 2Paclegend - Teoria su Suge Kight
  26. ^ (EN) Cyrus Langhorne. Author Claims 2Pac's Death Was A Government Conspiracy, "They Orchestrated The Assassination". Sohh, 14-07-2010 (ultimo accesso il 09-11-2010).
  27. ^ Lil Kim Talks Biggie and Tupac... | Notorious B.I.G. | News | MTV UK
  28. ^ Tupac Shakur è vivo e si trova a Cuba?. 01-05-2008 (ultimo accesso il 22-05-2010).
  29. ^ Video 1 su YouTube.
  30. ^ Video 2 su YouTube.
  31. ^ Video messaggio subliminale 1, su Youtube
  32. ^ Video messaggio subliminale 2, su Youtube
  33. ^ (EN) Simon Belmont. Tupac Shakur Conspiracy Theory 1: Is Tupac Alive?. MusiCouch, 06-05-2009 (ultimo accesso il 22-05-2010).
  34. ^ (EN) Jenni Miller. Tupac Shakur Movie Adds Oscar-Nominated Writers. Cinematical, 30-08-2010 (ultimo accesso il 16-09-2010).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]