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Antigone (figlia di Edipo)

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Antigone
Antigone (dettaglio del dipinto) di Frederic Leighton, 1882
SagaCiclo Tebano
Nome orig.Ἀντιγόνη (Antigónē)
Lingua orig.greco antico
Caratteristiche immaginarie
Specieumana
Sessofemmina
Luogo di nascitaTebe
Professioneprincipessa di Tebe

Antìgone (in greco antico Ἀντιγόνη?, Antigónē) è un personaggio della mitologia greca. Fu una principessa di Tebe.

Figlia di Edipo[1][2] e di Giocasta[1] oppure di Euriganea (Εὐρυγάνεια figlia di Iperfante).[3]

Non sono noti nomi di suoi eventuali sposi o progenie.

Antigone era sorella di Ismene, Eteocle e di Polinice.

Il personaggio di Antigone ha un ruolo marginale nella mitologia greca ma è stato molto sfruttato nella tragedia greca.

Nell'Edipo Re

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Lo stesso argomento in dettaglio: Edipo re.

Alla fine della tragedia Edipo si acceca e viene cacciato da Tebe ed Antigone (con la sorella Ismene), si prende cura di lui e lo accompagnano fino alla fine della tragedia.

Antigone accompagna Edipo cieco di Aleksander Kokular (1825–1828), Museo nazionale di Varsavia.

Nell'Edipo a Colono

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Lo stesso argomento in dettaglio: Edipo a Colono.

Antigone accompagna il padre Edipo cieco e divenuto povero nel suo esilio, dopo che fu cacciato da Tebe ed insieme a lui, arriva a Colono, un sobborgo di Atene, dove ricevono l'ospitalità del re Teseo e quando Creonte, re di Tebe, tenta di prendere in ostaggio Edipo e le sue figlie, Teseo interviene e salva Antigone e sua sorella Ismene.

Successivamente, Antigone assiste al confronto tra Polinice ed il padre Edipo, dove il primo cerca ottenere il favore del padre per vincere la guerra contro il fratello Eteocle ed il secondo lo maledice e si rifiuta di aiutarlo.

Antigone vorrebbe seguire il padre nel luogo dove morirà, ma Teseo le impedisce di avvicinarsi al boschetto sacro delle Eumenidi, dove Edipo sparisce misteriosamente. Dopo la sua scomparsa, Antigone ed Ismene decidono di tornare a Tebe.

La tragedia si conclude con Teseo che acconsente alla richiesta di Antigone di andare a Tebe per tentare di impedire lo scontro tra i suoi fratelli.

Nell'Antigone

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Lo stesso argomento in dettaglio: Antigone (Sofocle).

Dopo la morte dei suoi fratelli (Eteocle e Polinice) in battaglia e dopo che Creonte (il nuovo re di Tebe) decreta che Eteocle sia sepolto con onori, mentre Polinice (considerato un traditore) sia lasciato insepolto, Antigone decide di disobbedire e di dare una degna sepoltura anche a Polinice e questo nonostante la sorella Ismene la metta in guardia sui pericoli di questa decisione.

Antigone ed il corpo di Polinice. (Project Gutenberg)

Antigone viene scoperta e condannata a morte da Creonte, che vede la sua disobbedienza come una sfida alla sua autorità e che la fa imprigionare in una grotta, dove Antigone decide di uccidersi lei stessa.

Emone, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone, cerca dapprima di convincere il padre a cambiare idea, ma quando viene a conoscenza del suicidio dell'amata decide di uccidersi a sua volta.

Euridice (la madre di Emone), quando apprende la notizia della morte del figlio, si uccide a sua volta e Creonte, rendendosi conto troppo tardi del suo errore, è lasciato a piangere da solo per la perdita della sua famiglia.

  1. 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.8, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
  2. (EN) Igino, Fabulae 254, su topostext.org. URL consultato il 4 settembre 2025.
  3. (EN) Pausania, Periegesi della Grecia libro 9.5.11, su theoi.com. URL consultato il 3 ottobre 2025.

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