Amityville Possession

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Amityville Possession
Amityvillе Possession.png
Una scena del film
Titolo originaleAmityville II: The Possession
Paese di produzioneUSA, Italia, Messico
Anno1982
Durata100 min
Genereorrore
RegiaDamiano Damiani
SoggettoHans Holzer
SceneggiaturaTommy Lee Wallace, Dardano Sacchetti (non accreditato)
ProduttoreIra Smith, Stephen Greenwald
FotografiaFranco Di Giacomo
MontaggioSam O'Steen
MusicheLalo Schifrin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Amityville Possession (Amityville II: The Possession) è un film horror del 1982 diretto da Damiano Damiani, prequel del primo film, Amityville Horror, del 1979.

Pur essendo, infatti, cronologicamente successivo di tre anni al primo film, questa pellicola fu ispirata dai sanguinosi fatti di cronaca che avvennero l'anno prima (il 1974) degli eventi paranormali raccontati invece nel primo film, nella casa di 112 Ocean Avenue di Amityville, a Long Island, Stati Uniti[1] e, in particolare, della strage di Ronald DeFeo Jr.
Se il primo film del 1979 fu ispirato dagli eventi paranormali del 1975 accaduti alla famiglia Lutz descritti nel libro Orrore ad Amityville di Anson del 1977, la pellicola di Damiani fu invece ispirata dal libro Murder in Amityville, del 1979, a cura dello dello scrittore Hans Holzer, che intervenne nell'analisi dei fenomeni, in particolare sulla raccolta delle informazioni sulla strage DeFeo del 1974, indagini che continuarono anche nella sua successiva raccolta The Amityville Curse del 1981.
Successivi sequel sull'argomento, furono sempre ispirati agli eventi accaduti intorno alla casa 112 Ocean Avenue di Amityville.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Su ispirazione del vero caso di cronaca della famiglia DeFeo del 1974, il film racconta di una famiglia italo-americana di Long Island, i Montelli, che si trasferisce nella casa di 112 Ocean Avenue. Diversi fenomeni inspiegabili iniziano subito ad inquietare la famiglia: madre Dolores è la prima a intuire che qualcosa non va e contatta un sacerdote, padre Adamsky. Purtroppo, prima che questi possa intervenire, il figlio Sonny viene posseduto da un demonio che, usando il suo corpo, dapprima ha un rapporto incestuoso con la sorella, poi stermina a colpi di fucile il resto della famiglia.
Arrestato, Sonny non si ricorda nulla di quel che ha fatto, mentre Padre Adamsky lo va a trovare in cella; il prete, convinto di volerlo esorcizzare, lo libera quindi dalla prigione per portarlo in chiesa ma, davanti ad essa questi scappa e torna nella casa degli orrori.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Fortunata produzione di Dino De Laurentiis (che nello stesso anno si occupò anche di Conan il barbaro e Halloween III - Il signore della notte), numerosi furono i lavori per il film di stampo italiano. Nella sceneggiatura inoltre, preziosi furono gli interventi di Tommy Lee Wallace, che aveva appena diretto, appunto, Halloween III - Il signore della notte.
La regia di Damiani fu apprezzata soprattutto per la particolare sequenza in soggettiva del demonio stesso, nel momento in cui s'impossessa di Sonny.
Per il ruolo di Anthony, il padre di Sonny, fu chiamato l'italo-americano Burt Young, all'apice della sua carriera nel ruolo del cognato del pugile Rocky. In quel periodo, l'attore fu molto impegnato a girare ben due altri film, "Cercando di uscire" e "Rocky III". Le critiche alla recitazione della attrice lettone Rutanya Alda invece, che interpretò la madre Dolores, furono talmente severe che ottenne la nomination al premio "Razzie Award alla peggior attrice non protagonista".
La giovane attrice Diane Franklin invece, che interpretò la sorella Patricia, sposerà, anni più tardi, uno dei nipoti del produttore, Ray De Laurentis.
All'inizio del film, i bambini identificano lo specchio d'acqua di fianco alla casa con un lago, in realtà è uno dei fiordi della Grande baia meridionale di Long Island.

Seguiti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Amityville (serie di film).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su amityvillemurders.com. URL consultato il 3 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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