Possessione

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La possessione è una condizione psicofisica in cui una persona viene considerata abitata da un essere soprannaturale (spirito, demone, dio, antenato, ecc.). La persona in questione viene definita indiavolata, indemoniata o posseduta.

Negli ambienti religiosi, la possessione considerata "autentica" secondo la dottrina di quella specifica religione viene affrontata mediante la pratica dell'esorcismo.

In tempi recenti, la fede nella possessione si è indebolita anche da parte degli stessi ambienti ecclesiastici, poiché è stato scoperto come molti presunti casi di "indemoniati" debbano in realtà essere messi in relazione con malattie mentali, come la schizofrenia ed alcune forme di psicosi, o con patologie quali la sindrome di Tourette[1]. D'altra parte molte persone che richiedono aiuto agli esorcisti vengono da essi stessi riconosciute come bisognose non di cure spirituali, ma psichiche (vedi il libro di Padre Gabriele Amorth Confessioni di un Esorcista).

Possessione nella religione cristiana[modifica | modifica wikitesto]

Nel cristianesimo, questo essere è solitamente interpretato come diavolo o demone, e questa situazione si chiama "possessione diabolica" o "demoniaca". Il fenomeno della possessione affonda le sue radici nei testi sacri: nel Nuovo Testamento, ad esempio, vengono riportati degli episodi in cui Gesù Cristo affronta e libera alcuni indemoniati.

Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Nella pratica della Chiesa cattolica alcuni indicatori sono considerati rivelatori di una possessione demoniaca, ad esempio laddove il soggetto:

  • dimostra avversione al sacro;
  • dimostra una forza fisica molto superiore alla sua normale capacità;
  • parla lingue a lui sconosciute (xenoglossia)
  • prevede eventi non ancora accaduti.

Devono in ogni caso coesistere molti sintomi. La possessione demoniaca potrebbe essere la conseguenza di attività di occultismo di varia natura e far leva su ferite emotive e una vita spirituale considerata disordinata (non frequentazione dei sacramenti, in particolare della confessione, assenza di preghiera, vita moralmente in contrasto con la fede).[2]

Chiesa protestante[modifica | modifica wikitesto]

Anche alcune chiese protestanti riconoscono la possessione e l'esorcismo, sebbene la pratica sia molto meno formale che nella Chiesa cattolica. Per determinare se i disturbi mentali o anche fisici siano di natura psicologica o spirituale, non viene recitata una preghiera sulla persona affetta affinché sia guarita dal suo male, ma se la persona reagisce violentemente o stranamente alla preghiera fatta nel nome di Gesù, allora questo è indice che il male è di natura demoniaca.

Chiesa ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli ortodossi la morte, il peccato e la malattia sono in stretta connessione. Ogni manifestazione negativa (difficoltà, possessione, malattia ecc.) è dunque considerata come un'azione diretta del demonio, pertanto è necessario elevare la propria preghiera per la guarigione-liberazione di ogni persona che ne faccia richiesta con fede e umiltà, senza ricercarne le cause.

Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

Nella bibbia sono descritti diversi casi di possessione demoniaca:

"Partiti questi, gli presentarono (a Gesù) un muto indemoniato. Cacciato via il demonio, il muto parlò: e la folla esclamava meravigliata: "Non si è visto mai una cosa simile in Israele!" Matteo 9:32-33

"Allora gli fu presentato (a Gesù) un indemoniato cieco e muto, ed egli lo guarì, di modo che il muto parlava e vedeva." Matteo 9:22

"Quando furono giunti presso la folla, si presentò un uomo che gli prostrò dinanzi , e disse: "Signore, abbi pietà di mio figlio, che è lunatico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso nell'acqua. L'ho presentato ai tuoi discepoli, ma non l'hanno potuto guarire". Gesù rispose: " O generazione incredula e perversa fino a quando starò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatemelo qua". Poi Gesù minacciò il demonio, il quale uscì dal fanciullo che, in quel medesimo istante , fu risanato." Matteo 17:14-18

"E giunsero all'altra riva del lago, nella regione dei Geraseni. Appena fu sceso dalla barca, subito gli si fece incontro, uscendo di mezzo dalle tombe , un uomo posseduto dallo spirito impuro, il quale dimorava fra i sepolcreti e nessuno lo poteva più legare , neppure con una catena , poiché l'avevano spesso legato con ceppi ai piedi e con catene , ma aveva fatto a pezzi le catene e rotti i ceppi, e nessuno riusciva a domarlo. Notte e giorno stava fra le tombe e sulle montagne , gridando e lacerandosi con le pietre. Vedendo Gesù Gesù da lontano corse, gli si prostrò davanti e gridò a gran voce: "Che c'è fra me e te, o Gesù, figlio dell'Altissimo? Ti scongiuro per Dio a non tormentarmi!" Gesù, infatti gli diceva, gli diceva :"Spirito impuro, esci da quest uomo!" Poi gli domandò: "Qual è il tuo nome?" Quello rispose:" Legione è il mio nome, perché siamo in molti". E lo supplicavano di non cacciarli da quella regione.

C'era la sul monte un gran branco di porci che pascolavano. Gli spiriti impuri lo supplicavano dicendo: "Mandaci nei porci, affinché entriamo in essi". Egli lo permise. Allora gli spiriti impuri, uscendo, entrarono nei porci; e tutto quel branco si lanciò a corsa pazza, nel mare, in numero di circa duemila, e annegarono nell'acqua. Allora i mandriani fuggirono e portarono la notizia in città e per le borgate, e la gente andò a vedere quello che era successo. Giunti presso Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e padrone di sè, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura Quelli che avevano visto raccontarono loro quanto era accaduto all' indemoniato e il fatto dei porci. Allora essi cominciarono a pregare Gesù di allontanarsi dai loro confini. E mentre era per salire sulla barca, quello che era stato posseduto dal demonio gli chiedeva di restare con lui. Gesù non glielo permise, ma gli disse: "va a casa tua, presso i tuoi, e annunzia loro quanto ha fatto il Signore per te e come ha avuto pietà di te." Quello se ne andò e si mise a far conoscere nella Decapoli quanto Gesù aveva fatto per lui, e tutti ne restarono meravigliati." Marco 5:1-20

"Poi discese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: «Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!». Gesù gli intimò: «Taci, esci da costui!». E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?». E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione." Luca 4:31-37

Possessione nella religione islamica[modifica | modifica wikitesto]

La possessione di spiriti maligni (Jinn) o di Satana (Shaitan) e l'esorcismo sembrano facciano parte del credo Islamico fin dalle sue origini.

Nove versetti del Corano si riferiscono esplicitamente alla possessione spiritica. Ai musulmani viene detto di "cercare rifugio in Allah dal diavolo maledetto", ma questo verso si riferisce alla paura che i musulmani dovrebbero avere dell'ira di Dio, in quanto lo scopo di Satana è quello di indurre in errore gli esseri umani e farli disobbedire a Dio.

Alcuni dei versetti che nel Corano si riferiscono alle possessioni sono:

  • ( سورة البقرة , Al-Baqara, Capitolo #2, Verso #275)
  • ( سورة إبراهيم , Ibrahim, Capitolo #14, Versi #11-22)
  • ( سورة الحجر , Al-Hijr, Capitolo #15, Versi #42)
  • ( سورة النحل , An-Nahl, Capitolo #16, Versi #99-100) [3]

Natura dei Jinn[modifica | modifica wikitesto]

Nel credo islamico, i Jinn sono creature dotate di intelligenza plasmate dal fuoco, molto simili agli uomini in quanto possiedono il libero arbitrio di scegliere tra il bene e il male.

Un Jinn può possedere un uomo per pura malignità, oppure può farlo per altre ragioni. Secondo Ibn Taymiyya un Jinn può possedere un uomo perché vuole sperimentare il mondo, per motivi di desiderio o amore; in tal caso può non avere cattive intenzioni o può non rendersi conto del male che causa. La possessione può, diversamente, essere effettuata per vendetta, poiché si dice che gli Jinn siano facili all'ira, specialmente quando credono di essere stati colpiti apposta (dato che gli Jinn sono invisibili all'uomo, una persona può accidentalmente causar loro del male senza saperlo).

Possessione nelle altre religioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Induismo crede che la dea Kali o le sue varie incarnazioni possano entrare nei corpi di esseri viventi, perciò la possessione è considerata una condizione di maggiore santità. I posseduti sono venerati e a loro sono richieste benedizioni. Se tuttavia lo spirito rifiuta di andarsene dopo qualche tempo l'esorcista del villaggio viene interpellato allo scopo di far uscire lo spirito.

Nello Shintoismo molti youkai sono capaci di possessione demoniaca, ad esempio le kitsune.

La Wicca ammette la possessione ma non prevede esorcismo, poiché ritiene che nessuno spirito, persona, cosa siano per propria natura "cattive".

Il Kemetismo ritiene la possessione una situazione in senso lato, ovvero un forte squilibrio dell'ordine interno del ka, non esistono pratiche di esorcismo sulle persone, che devono dunque affidarsi alla preghiera e all'utilizzo di amuleti magnetizzati, richiedendo talvolta l'aiuto di un sacerdote o sacerdotessa autorizzato; altro caso riguarda l'esorcismo degli ambienti, in cui un sacerdote o sacerdotessa autorizzato, o in alcuni casi i semplici fedeli, procedono alla purificazione del luogo tramite le purificazioni e l'invocazione delle forze dell'ordine.

Possessione nella religione ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Nella Cabala e nella tradizione giudaica europea, una persona può essere posseduta da uno spirito maligno chiamato dybbuk, che si ritiene essere l'anima vagante di una persona morta e fuggita dalla Geenna (un termine ebraico tradotto liberamente come "inferno"). Secondo questo credo, un'anima che non sia riuscita a compiere la sua missione durante la vita ha una seconda opportunità di compierla trasformandosi in un dybbuk.

Punto di vista scientifico[modifica | modifica wikitesto]

Durante le presunte possessioni demoniache che sono state esaminate, nessuno scienziato o medico ha rilevato attività paranormali in quanto è sempre stato accertato che si trattava di malattie psichiatriche[4][5]. È importante notare che, nei casi di malattie mentali, il fenomeno si esprime seguendo le regole della propria cultura e si ritiene che esso sia solo la conseguenza della credenza religiosa. Gli psicologi del CICAP evidenziano che anche in assenza di malattia mentale è possibile vivere una esperienza demoniaca. Essa può essere costruita dal nulla all'interno di un contesto in cui si contempla tale credenza, in tal caso certe esperienze naturali vengono interpretate in chiave sovrannaturale [6]

La teologia ha sempre tentato di definire criteri precisi sulla cui base diagnosticare una possessione e quindi praticare un esorcismo (avversione al sacro, parlare in lingue sconosciute, presenza di fenomeni paranormali quali levitazione, ecc.). Si noti che la convinzione di essere posseduti da un'entità demoniaca è tipica di molte sindromi psichiatriche, come talune forme di psicosi schizofreniche, nevrosi isteriche e deliri depressivi. Padre Gabriele Amorth nel suo libro Confessioni di un esorcista afferma che una persona che pensi di essere posseduta, con ogni probabilità non è vittima del Demonio ma di disturbi psichici, in quanto Satana avrebbe innanzitutto cura di nascondersi dietro queste malattie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. G. Amorth, Esorcisti e psichiatri; Ed. Dehoniane, Roma 1996.
  2. C. Balducci, La possessione diabolica; Ed. Mediterranee, Roma 1974.
  3. E. Martoglio, Indemoniati... Indagine sulla possessione e l'esorcismo; Ed. Ananke, Torino 2007.
  4. S. Radoani, G. Gagliardi, Vattene o satana - l'esorcismo: rito, psichiatria e mistero; Ed. Dehoniane, Bologna 1997.
  5. D. Scafoglio, S. DeLuna, La possessione diabolica; Ed. Avagliano, Napoli 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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