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Aichi E16A

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Aichi E16A
Aichi E16A.jpg
Un Aichi E16A ormeggiato
Descrizione
Tipo idroricognitore
Equipaggio 2 (pilota e osservatore)
Costruttore Giappone Aichi Tokei Denki
Data primo volo 1942
Utilizzatore principale Giappone Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu
Esemplari 256
Dimensioni e pesi
Lunghezza 10,83 m
Apertura alare 12,81 m
Altezza 4,79 m
Superficie alare 28,0
Peso a vuoto 2 945 kg[1]
Peso carico 4 553 kg[1]
Propulsione
Motore radiale Mitsubishi Kinsei 54
Potenza 1 320 CV (970 kW)
Prestazioni
Velocità max 439 km/h
Autonomia 2 400 km
Tangenza 10 000 m
Armamento
Mitragliatrici 1 Type 2 calibro 13 × 64 mm brandeggiabile sul retro
Cannoni 2 Type 99 calibro 20 mm fissati sulle ali
Bombe 250 kg
Note Dati riferiti alla versione E16A1

Dati tratti da Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo,[2]tranne dove diversamente indicato.

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Lo Aichi E16A Zuiun (瑞雲, "Nuvola d'auspicio", nome in codice alleato Paul)[3] era un idroricognitore monomotore biposto prodotto dall'azienda giapponese Aichi Tokei Denki ed utilizzato dalla Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, il Servizio aeronautico della Marina imperiale giapponese durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Era un monoplano ad ala bassa convenzionale, equipaggiato con due gallegianti ed un inusuale (per un idrovolante) aggancio per bombe per permettergli di operare il suo secondo ruolo di bombardiere in picchiata.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

E16A1 Type 1
versione da ricognizione; due Type 89 calibro 7,7 × 56 mm in caccia ed una in fuga; tre prototipi realizzati.
E16A1
principale versione da produzione.
E16A2
prototipo singolo con Motore a pistoni Kansei 62.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Giappone Giappone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Maksim Starostin, Aichi E16A Zuiun / Paul; 1942, su Virtual Aircraft Museum, http://www.aviastar.org/index2.html. URL consultato il 6 febbraio 2010.
  2. ^ Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.4), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p.198.
  3. ^ (EN) Allied Code Names for.. [collegamento interrotto], http://www.csd.uwo.ca. URL consultato il 12 agosto 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo, Vol.4, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p. 198.
  • (EN) William Green, War Planes of the Second World War, Volume Five Flying Boats, London, Macdonald & Co.(Publishers) Ltd., 1962.
  • (EN) René J. Francillon, Japanese Aircraft of the Pacific War, London, Putnam & Company Ltd., 1979, p. 43, ISBN 0-370-30251-6.
  • (EN) Michael J. H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions, 1989, ISBN 0-517-10316-8.

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