Classe Takao

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Classe Takao
Takao class recognition drawings.jpg
Pianta e profilo delle unità della classe, disegnate sulla scorta delle ricognizioni aeree dall'Office of Naval Intelligence statunitense
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo Incrociatore pesante
Numero unità 4
Proprietà Naval Ensign of Japan.svg Marina imperiale giapponese
Cantiere Mitsubishi di Nagasaki, Giappone
Entrata in servizio dal maggio 1932
Caratteristiche generali
Dislocamento standard 15.781 t
Lunghezza 203,76 m
Larghezza 20 m
Pescaggio 6,3 m
Propulsione 12 caldaie a vapore surriscaldato Kanpon per 4 alberi motore; 130.000 hp (110 MW)
Velocità 34 nodi
Autonomia 8.000 miglia a 14 nodi
Equipaggio 773
Armamento
Armamento
  • 10 cannoni Type 3 da 203 mm
  • 4 cannoni Type 10 da 120 mm
  • 2 cannoni Vickers-Armstrong QF 2 lb
  • 2 mitragliatrici Lewis da 7,7 mm
  • 8 tubi lanciasiluri da 611 mm
Note
dati riferiti all'entrata in servizio

fonti citate nel corpo del testo

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La classe Takao (giapponese: たかお, Kanji: 高雄) fu una classe di quattro incrociatori pesanti della marina imperiale giapponese. Entrata in servizio a partire dal maggio 1932, partecipò alla seconda guerra mondiale sul fronte del Pacifico; tre unità furono affondate nell'ottobre 1944 da sommergibili o aerei imbarcati statunitensi, mentre la capoclasse danneggiata rimase a Singapore come batteria contraerea flottante e fu colata a picco nel dopoguerra dalla Royal Navy

Navi appartenenti alla classe[modifica | modifica wikitesto]

La classe fu composta dagli incrociatori Takao, Atago, Maya Chōkai.

Nave Varato Destino finale
Takao 12 maggio 1930 Distrutto come bersaglio il 27 ottobre 1946
Atago 16 giugno 1930 Affondato il 23 ottobre 1944
Maya 30 giugno 1932 Affondato il 23 ottobre 1944
Chōkai 30 giugno 1932 Affondato il 25 ottobre 1944

Takao[modifica | modifica wikitesto]

Il Takao in navigazione presso le isole Salomone nel 1942

Unità capoclasse varata nel maggio 1932, venne inserita insieme alle unità gemelle nella 4ª Divisione incrociatori; allo scoppio delle ostilità era comandata dal capitano Asakura Bunji partecipando all'invasione delle Filippine nel dicembre 1941, in particolare fornendo supporto di fuoco alle forze sbarcanti nel golfo di Lingayen il 20 dicembre; la nave faceva parte della scorta di un grande convoglio di 80 navi giapponesi che puntavano sulla baia. Il generale Douglas MacArthur, comandante posizionò le sue truppe, ma i giapponesi (14ª Armata del generale Homma[1]), bene informati, sbarcarono facilmente 60 chilometri più a nord[2]. Nel 1942 partecipò alle operazioni nelle Indie Olandesi che diedero origine alla prima battaglia del mare di Giava e successivamente insieme al Maya con la Forza Nord (parte della 5ª Flotta) comandata dal viceammiraglio Hosogaya allo sbarco nelle isole Aleutine, terminato con l'occupazione delle isole di Kiska ed Attu; durante la campagna, nella battaglia di Dutch Harbor svoltasi il 3 giugno 1942, i due incrociatori pesanti fecero decollare quattro ricognitori Nakajima E8N, nel tentativo di rilevare eventuali navi nemiche in area, mentre venivano recuperati gli aerei che avevano partecipato all'incursione partita dalle portaerei leggere Jun'yō e Ryūjō; due di essi vennero abbattuti dai caccia statunitensi decollati alla ricerca dell'incursione e gli altri due gravemente danneggiati fecero un ammaraggio forzato vicino alle navi. La nave fu poi attaccata da due Boeing B-17 Flying Fortress senza risultato e uno dei due aerei venne abbattuto dalla contraerea dell'incrociatore.

Successivamente partecipò alla battaglia delle isole di Santa Cruz, alla seconda battaglia navale di Guadalcanal e alla evacuazione dell'isola. Il 5 novembre 1943 a Rabaul venne danneggiato al timone da due bombe costringendo ad estese riparazioni a Yokosuka; nel 1944, era in rotta verso le Filippine con la squadra del viceammiraglio Takeo Kurita, che il 23 ottobre venne attaccata dai sommergibili Darter e Dace; il Darter colpì il Takao con due siluri distruggendo due eliche, abbattendo il fumaiolo di coda e inondando tre sale caldaie, mentre quattro siluri del Dace colpirono anche il gemello Atago che affondò in 30 minuti con pesanti perdite tra l'equipaggio. Rimorchiato a Singapore subì un attacco con mine magnetiche da parte del minisommergibile d'attacco inglese XM3, che ne mise fuori uso parte dei cannoni principali; alla fine della guerra, venne trainato fuori dal porto ed usato come bersaglio dalla HMS Newfoundland.

Maya[modifica | modifica wikitesto]

Il Maya di tre quarti

Unità varata nel maggio 1932, venne inserita insieme alle unità gemelle nella 4ª divisione incrociatori e tra il 15 novembre 1934 e il 28 ottobre 1935 fu comandato da Jisaburō Ozawa; allo scoppio delle ostilità era parte della flotta di invasione delle Filippine al comando dell'ammiraglio Takeo Kurita, nel dicembre 1941; la nave faceva parte della scorta di un grande convoglio di 80 navi giapponesi che puntavano sulla baia. Successivamente partecipò alla battaglia delle Isole del Commodoro. Nel 1944, era in rotta verso le Filippine insieme ai gemelli Atago e Takao con la squadra del viceammiraglio Takeo Kurita, che il 23 ottobre nello stretto di Palawan venne attaccata dai sommergibili Darter e Dace; il Maya venne colpito con altri quattro siluri 20 minuti dopo, alle 0550, dal Dace che lo aveva scambiato per una nave da battaglia della classe Kongō.

Atago[modifica | modifica wikitesto]

Unità varata nel maggio 1932, venne inserita insieme alle unità gemelle nella 4ª divisione incrociatori; allo scoppio delle ostilità era parte della flotta di invasione delle Filippine al comando dell'ammiraglio Takeo Kurita, nel dicembre 1941, in particolare fornendo supporto di fuoco alle forze sbarcanti nel golfo di Lingayen il 20 dicembre; la nave faceva parte della scorta di un grande convoglio di 80 navi giapponesi che puntavano sulla baia. Il generale Douglas MacArthur, comandante posizionò le sue truppe, ma i giapponesi (14ª Armata del generale Homma[1]), bene informati, sbarcarono facilmente 60 chilometri più a nord[2]. Successivamente partecipò alla battaglia delle Salomone Orientali, alla battaglia delle Isole di Santa Cruz, alla seconda battaglia navale di Guadalcanal e alla evacuazione dell'isola. Il 5 novembre 1943 a Rabaul venne quasi colpito da tre bombe da 500 libbre che uccisero 22 uomini tra cui il capitano Nakaoka; nel 1944, era in rotta verso le Filippine con la squadra del viceammiraglio Takeo Kurita, che il 23 ottobre venne attaccata dai sommergibili Darter e Dace; il Darter colpì il Takao con due siluri distruggendo due eliche, abbattendo il fumaiolo di coda e inondando tre sale caldaie, mentre quattro siluri del Dace colpirono l'Atago che affondò in 30 minuti con pesanti perdite tra l'equipaggio, mentre Kurita dovette trasbordare prima su un cacciatorpediniere e poi sulla nave da battaglia Yamato.

Chōkai[modifica | modifica wikitesto]

Impostato nei cantieri navali Mitsubishi di Nagasaki, l'incrociatore venne varato il 5 aprile 1931 con il nome di Chōkai, in onore dell'omonima città della prefettura di Akita; la nave entrò in servizio il 1º giugno 1932, venendo poi inquadrata nel 4º Squadrone Incrociatori. Tra il 1939 e il 1940 il Chōkai partecipò alla seconda guerra sino-giapponese come nave ammiraglia della "Seconda Flotta di Spedizione" giapponese, prendendo parte a diverse azioni al largo delle coste meridionali della Cina.

Il Chōkai ripreso da babordo

Allo scoppio della guerra nel Pacifico nel dicembre del 1941, il Chōkai prese parte alla campagna di Malesia, partecipando anche all'inseguimento delle unità della Forza Z britannica. Concluso questo ciclo di operazioni, tra il gennaio ed il febbraio del 1942 l'incrociatore prese parte alla campagna delle Indie Olandesi nelle acque del Borneo; il 22 febbraio, durante un'operazione al largo di capo St. Jacques, il Chōkai urtò il fondo dello scafo contro una barriera corallina, e dovette rientrare a Singapore per le riparazioni. Tornata operativa nell'aprile seguente, la nave prese parte all'incursione giapponese nell'Oceano Indiano: dopo avers scortato un contingente dell'esercito a catturare le isole Andamane, prese parte alla caccia dei mercantili Alleati nel golfo del Bengala, affondando un cargo americano e due britannici. Rientrata a Yokosuka il 22 aprile, prese parte alla battaglia delle Midway come parte della forza di copertura del viceammiraglio Nobutake Kondō, ma non partecipò ad alcuna azione[3].

Alla metà del luglio del 1942 il Chōkai venne designata come nave ammiraglia dell'8ª Flotta giapponese del vice ammiraglio Gun'ichi Mikawa, di base a Rabaul; in questa veste prese parte alla campagna di Guadalcanal, partecipando il 9 agosto alla battaglia dell'isola di Savo dove venne leggermente danneggiata dal fuoco delle navi americane. Riparata a Rabaul, per i successivi sei mesi prese parte a diverse azioni navali al largo di Guadalcanal (tra cui la battaglia navale di Guadalcanal del 12 - 15 novembre 1942, dove subì altri danni lievi), fino all'evacuazione delle restanti forze giapponesi nel febbraio del 1943; rientrata in Giappone per le riparazioni, la nave venne di nuovo inviata nel teatro delle isole Salomone sul finire del 1943, partecipando a varie azioni minori fino alla metà del 1944.

Nel giugno del 1944 fu ridislocata nelle Filippine e prese parte alla battaglia del Mare delle Filippine il 19 - 20 giugno; il 3 agosto venne designata come nave ammiraglia della 4ª Divisione incrociatori, ed in questa veste nell'ottobre seguente fu assegnata all'operazione Shō-Gō 1, il piano della marina giapponese per contrastare gli sbarchi alleati a Leyte. Sopravvissuto all'attacco di un sommergibile nemico al largo di Palawan la mattina del 23 ottobre, il 25 ottobre seguente il Chōkai prese quindi parte alla battaglia del Golfo di Leyte, attaccando una formazione di portaerei leggere americane al largo di Samar: durante l'attacco l'incrociatore venne colpito a mezzanave da un siluro lanciato dal cacciatorpediniere USS Samuel B. Roberts, che riuscì anche a piazzare diversi colpi di cannone sul ponte della nave, e fu così costretto a ritirarsi dall'azione separandosi dal resto della squadra giapponese. Mentre si stava allontanando, intorno alle 09:05 il Chōkai fu attaccato da bombardieri in picchiata nemici e una bomba lo centrò, immobilizzandolo completamente[4]. I superstiti dell'equipaggio vennero recuperati dal cacciatorpediniere giapponese Fujinami, che poco dopo finì il relitto immobile con un siluro. Il 27 ottobre lo stesso cacciatorpediniere colò a picco conn la perdita di tutto l'equipaggio imbarcato, ivi compresi i superstiti del Chōkai.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b B. Millot, La Guerra del Pacifico, pag. 99
  2. ^ a b B. Millot, La Guerra del Pacifico
  3. ^ Mark Healy, Midway 1942, Osprey Publishing, 1998, p. 25. ISBN 84-8372-000-0
  4. ^ Bernard Ireland, La più grande battaglia aeronavale della storia, Osprey Publishing, 2009, p. 64. ISNN 1974-9414

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Andrieu D'Albas, Death of a Navy: Japanese Naval Action in World War II, Devin-Adair Pub, 1965, ISBN 0-8159-5302-X.
  • (EN) Paul S. Dull, A Battle History of the Imperial Japanese Navy, 1941-1945, Naval Institute Press, 1978, ISBN 0-87021-097-1.
  • (EN) Eric Lacroix, Linton Wells, Japanese Cruisers of the Pacific War, Naval Institute Press, 1997, ISBN 0-87021-311-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]