Ibuki (incrociatore)

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Ibuki
Japanese aircraft carrier Ibuki.jpg
L'incrociatore dopo la conversione a portaerei
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipoincrociatore, poi portaerei
ClasseUnico
ProprietàMarina imperiale giapponese
CantiereKure
Impostazione24 aprile 1942
Varo21 maggio 1943
CompletamentoMai
Destino finaleRottamato all'arsenale navale di Sasebo tra il 1946 e il 1947
Caratteristiche generali
Dislocamento12 220 tonnellate
Lunghezza200,6 m
Larghezza20,2 m
Pescaggio6,04 m
Propulsione8 caldaie Kampon e 4 turbine a ingranaggi a vapore; 4 alberi motore con elica (152 000 shp)
Velocità35 nodi (65 km/h)
Autonomia6 300 miglia a 18 nodi
Equipaggio876
Armamento
Armamentocome incrociatore
  • 10 cannoni Type 3 da 203 mm
  • 8 cannoni Type 89 da 127 mm
  • 16 tubi lanciasiluri da 610 mm
  • 8 cannoni Type 96 da 25 mm
  • 4 mitragliatrici Type 93 da 13,2 mm
Note
Dati riferiti all'incrociatore

Fonti citate nel corpo del testo

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Lo Ibuki è stato un incrociatore pesante appartenente alla Marina imperiale giapponese, esemplare unico della classe omonima la cui costruzione non venne mai ultimata. Il suo nome viene ripreso dall'incrociatore da battaglia Ibuki, unità immessa in servizio nel 1907 originariamente quale incrociatore corazzato.

Impostato nell'aprile 1942 come primo esemplare di una versione rivista e migliorata della classe Mogami, ne fu decisa la conversione in portaerei dopo la disfatta delle Midway. Lo scafo fu varato e cominciò lentamente la trasformazione, ma le pressanti priorità di ogni genere e poi il dirottamento di riorse alla costruzione di sommergibili fecero sì che lo Ibuki rimanesse incompleto sino al termine delle ostilità nel settembre 1945. Lasciato in disparte, fu infine rottamato all'arsenale navale di Sasebo, nel bacino di carenaggio No. 7, dal 22 novembre 1946 al 1º agosto 1947.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lacroix, Wells, p. 540.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eric Lacroix e Linton Wells, Japanese Cruisers of the Pacific War, Annapolis, Maryland, Naval Institute Press, 1997, ISBN 0-87021-311-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]