Abbazia di Chaise-Dieu

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Abbazia di Chaise-Dieu
La-Chaise-Dieu JPG0 (7).JPG
L'abbazia de La Chaise Dieu
Stato Francia Francia
Regione Flag of Auvergne.svg Alvernia
Località La Chaise-Dieu
Religione Cattolicesimo
Stile architettonico gotico
Inizio costruzione 1043
Completamento 1400

Coordinate: 45°19′N 3°42′E / 45.316667°N 3.7°E45.316667; 3.7

L'abbazia la Chaise-Dieu è un'abbazia benedettina che si trova nel territorio del comune francese di La Chaise-Dieu nel dipartimento dell'Alta Loira. Dal 1840 è classificata come Monumento storico di Francia.

L'abbazia è famosa per la sua architettura romanica, il dipinto murale interno raffigurante una Danza macabra, la sua curiosa sala delle eco, i 25 arazzi sulla vita di Cristo, dall'Annunciazione all'Ascensione e la Pentecoste, l'incoronazione di Maria Vergine ed il Giudizio Universale, ed il festival annuale della musica, fondato nel 1966 da Georges Cziffra.

Fondazione e storia[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia fu fondata nel 1043 da Roberto di Turlande insieme ad alcuni suoi discepoli, Stefano di Chaliers ed un certo Delmas. Denominata inizialmente in latino Casa Dei ("Casa di Dio") e trasformatasi con il tempo in Chaise-Dieu[1]

Lo sviluppo dell'abbazia e del borgo che si era creato vicino fu molto rapido a causa dell'affluenza dei monaci (trecento fra l'XI ed il XIII secolo, di artigiani, contadini commercianti e di uomini deputati a far rispettare la legge. San Roberto di Turlande, il fondatore, era figlio di un ricco cavaliere alverniate. Egli costruì un ospedale nel proprio paese, Brioude, attingendo al proprio patrimonio e successivamente decise di fondare l'abbazia sull'altipiano tra i monti del Livradois e quelli del Velay, ad oltre 1.000 metri s.l.m. Il successo della sua iniziativa permise la fondazione di numerose dipendenze in tutta Europa: i monaci casadensi si installarono a Reims, Saintonge, Burgos, nel Sud Italia e nella Svizzera romanda.[1]

Alla morte del fondatore l'abbazia contava più di trecento monaci e beneficiava di donazioni delle grandi famiglie della regione: i Mercoeur de La Voûte-Chilhac, i conti d'Auvergne de Vodable, i Polignac di Puy.

Molti papi passarono dall'abbazia: Urbano II, Callisto II, Innocenzo II, che nel 1132 dovette fuggire da Roma per i contrasti sorti a seguito della sua elezione.[2]

Il 19 maggio 1342 il cardinale francese Pierre Rogier, che all'età di dieci anni aveva iniziato la sua carriera ecclesiastica nell'abbazia, fu eletto papa con il nome di Clemente VI (sepolto poi in quest'abbazia). Egli finanziò una nuova ricostruzione dell'abbazia, chiamando all'esecuzione dei progetti i tre maggiori architetti del momento: Hugues Morel, Pierre de Cébazat e Pierre Falciat. I lavori terminarono sotto il pontificato del nipote di Clemente VI, Gregorio XI, al secolo Pietro Roger di Beaufort.

Nel 1516, dopo il concordato stipulato tra Francesco I e papa Leone X, il sistema delle commende si estese e numerosi abati commendatari furono insigniti del titolo senza che poi si preoccupassero di farsi vedere in abbazia: il cardinale Adrien Gouffier de Boissy, un Angoulême, due Valois, i cardinali Richelieu e Mazarino, il nipote di quest'ultimo, cardinal Francesco Maria Mancini, due La Rochefoucauld, i cardinali Armand I de Rohan-Soubise e Armand II de Rohan-Soubise, pronipote del precedente, e un Rohan-Guéménée.

Il 2 agosto 1562 le truppe ugonotte che saccheggiano tutte le abbazie dell'Alvernia e del Rouergue, occupano l'abbazia di Chaise-Dieu, e ne saccheggiano i tesori prima di attaccare quelle di Vabres (1568) e di Aurillac (1569).

Nel 1640 il cardinale Richelieu, contrariato dalla permanente insubordinazione dei monaci, assegnò l'abbazia alla Congregazione di San Mauro, il che provocò un benefico rinnovamento del fervore e della fama dell'abbazia.

Nel 1695 un incendio distrusse la parte maggiore degli edifici conventuali, che saranno ricostruiti nel XVII e nel XVIII secolo.

Nel 1786 il cardinale di Rohan-Guéménée, coinvolto nell'affare della collana della regina Maria Antonietta, vi fu esiliato.

Con la rivoluzione francese i monaci furono dispersi, la parte conventuale andò praticamente distrutta e si salvò solo la chiesa, intitolata al fondatore dell'abbazia, San Roberto, che divenne, non appena fu possibile riprendere il culto, una chiesa parrocchiale.

Dal 1975 una piccola comunità di religiosi della Comunità di San Giovanni si è stabilita a La Chaise-Dieu nel tentativo di condurvi una vita monastica e di apostolato locale.

Le opere d'arte dell'abbazia[modifica | modifica wikitesto]

La struttura conventuale è andata distrutta, tuttavia rimangono:

  • a nord:
    • la Chiesa abbaziale, oggi chiesa parrocchiale
    • due gallerie del chiostro
  • a sud:
    • l'antico refettorio, trasformato in cappella (XV secolo, cappella dei Penitenti)
    • due ali ad est del chiostro, che proteggevano le celle monastiche e la sala capitolare e che circondano l'attuale piazza della Eco (originariamente un cortile interno all'abbazia)[3]

La chiesa abbaziale[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa abbaziale di La Chaise-Dieu

Dedicata a San Roberto di Turlande, a tre navate con jubé centrale, fu costruita in stile gotico ribassato (24 m x 18 m), a partire dal 1344, su progetto dell'architetto Hugues Morel e su disposizione di Papa Clemente VI. Alla morte di quest'ultimo il nipote, futuro Papa Gregorio XI fece aggiungere le ultime tre arcate ed erigere una torre alta 40 m detta "Torre Clementina". Le chiavi delle crociere delle ogive ripetono spesso lo stemma dei Roger, la famiglia di Papa Clemente VI e di Gregorio XI (sei rose rosse). Il coro, chiuso da un jubé del XV secolo, è composto da 144 stalli lignei (quercia) risalenti al XIV secolo ed è sormontato da una croce del XVII secolo.

Gli arazzi del coro[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della chiesa abbaziale, sospesi ai muri che circondano il coro, sopra gli stalli, vi sono 21 arazzi provenienti dalle Fiandre ed ordinati dall'abate di Saint-Nectaire.[4] Furono installati la prima volta il 17 aprile 1518 in occasione della festa di San Roberto di Turlande. Si estendono per una lunghezza di 65 m e sono alti 2 m. ciascuno. Sono scampati due volte alla distruzione: nel 1562, durante il sacco dell'abbazia da parte degli ugonotti ed alla furia della Rivoluzione francese (furono allora nascosti sotto balle di paglia[5]).

Tessuti in lana, con aggiunta di fili in seta, lino, oro ed argento illustrano episodi salienti del Vangelo, copie abbellite della famosa Biblia pauperum (Bibbia dei poveri).

Sono organizzate secondo registri costanti: un trittico con al centro l'episodio del Nuovo Testamento, ai lati due rettangoli di minor larghezza rappresentano episodi dell'Antico Testamento che lo prefigurano.[6] Nella parte superiore, al centro, l'arme dell'abate di Saint-Nectaire (5 fusi d'argento in campo azzurro) e quella dell'abbazia di Chaise-Dieu (rose rosse e gigli dorati). A destra e a sinistra in alto due immagini o personaggi biblici su cartigli con frasi relative alle scene del trittico. Analogamente sulla striscia inferiore. Le illustrazioni riguardano:

Parte dell'arazzo rappresentante il Giudizio Finale

La Danza macabra[modifica | modifica wikitesto]

Frammento dell'affresco della Danse macabre (XV secolo) sito su una parete interna dell'abbazia di Chaise-Dieu.

Sulla parete esterna al coro, ma ancora interna alla chiesa, dal lato nord, vi è un affresco di autore ignoto, databile intorno al 1470. Esso si compone di tre pannelli, estendendosi per 26 m di lunghezza e circa 1,4 m di altezza[7] e raffigura una Danza macabra. Le figure stilizzate emergono da un fondo rossastro. Come in quasi tutte queste rappresentazioni, si alternano scheletri moventisi a personaggi di tutti i ceti sociali, cosicché si possono individuare, dalle vesti con le quali sono rappresentati: un papa, un imperatore, un re, un cardinale, un vescovo, un cavaliere, un connestabile, un borghese, un canonico, un mercante, una monaca, un dotto, una damigella, un bambino, un militare, un lavoratore, tutti accompagnati, si direbbe trascinati, da scheletri.

Elenco degli Abati di Chaise-Dieu[modifica | modifica wikitesto]

Abati eletti[modifica | modifica wikitesto]

Abati commendatari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b P. Marie-Bernard Callier, La Chaise-Dieu, p. 3
  2. ^ Innocenzo II, al secolo Gregorio Papareschi, dovette fronteggiare l'opposizione di numerosi cardinali, che avevano eletto un antipapa: Anacleto II, al secolo cardinale Pietro Pierleoni. Attorno ai due si formaro due schieramenti: Anacleto era sostenuto da gran parte dei romani e da Ruggero II di Sicilia. Lo scisma durò otto anni e fu determinante per Innocenzo l'intervento a suo favore di Bernardo di Chiaravalle. (John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Edizioni Piemme S.p.A., 1989, Casale Monferrato (AL), ISBN 88-384-1326-6, pp.439-440)
  3. ^ Il nome deriva dalla particolare acustica della piazza, ove, ponendosi a due angoli opposti, si può conversare parlando con voce normale.
  4. ^ La chiesa di Saint-Nectaire fu eretta dai monaci di La Chaise-Dieu.
  5. ^ P. Marie-Bernard Callier, La Chaise-Dieu, p. 8
  6. ^ Ad esempio, ai lati dell'episodio del Battesimo di Cristo sono raffigurati: a sinistra, Mosé che attraversa il Mar Rosso (Esodo, 14, 21) e a destra il generale Naaman, affetto dalla lebbra, che si bagna nelle acque del Giordano su ordine del profeta Eliseo e guarisce (2° Libro dei Re, 5, 14)
  7. ^ P. Marie-Bernard Callier, La Chaise-Dieu, p. 42
  8. ^ Jourdan era fratello di Pietro il Venerabile
  9. ^ Pierre d'Aigrefeuille sarebbe stato abate di Chaise-Dieu solamente 3 mesi e vescovo di Clermont dal 1349 al 1357, ma avrebbe potuto essere anche vescovo di Uzés (1357-1365), di Mende (1366-1368), di Vabres (1347-1349), d'Avignone (1368-1371 o 1373) e/o de Tulle (1347-1348), ma Gardon indica una data di decesso nel 1372, per cui il Pietro I d'Aigrefeuille, vescovo di Uzès sarebbe morto verso il 1365.
  10. ^ Henri Achille era figlio del più noto François de La Rochefoucauld
  11. ^ Henri de La Rochefoucauld era fratello di François de La Rochefoucauld

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) François Gardon, Histoire de l'Abbaye de La Chaize Dieu. écrit au XVIIe siècle, édition anotée par Antoine Jacotin et Charles Jacotin de Rosières de 1912, numérisée par Gallica
  • (FR) P. Marie-Bernard Callier, La Chaise-Dieu, Éditions La goélette, St-Ouen, ISBN 2-906880-19-1

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