Storia del Sufismo
Generalmente si crede che il Sufismo si sia originato presso i musulmani nella regione dove ora sorge la città di Bàssora, dove si trova una history of Sufism in Transoxania la cui datazione parte da poco dopo l'epoca di Maometto. Alcuni studiosi credono che il primo Sufismo fosse essenzialmente l'evoluzione dell'Islam in senso mistico, nonostante alcune di queste convinzioni manchino di evidenza storica.
Annemarie Schimmel ipotizza che il Sufismo nelle sue prime manifestazioni altro non sia che l'interiorizzazione dell'Islam. Louis Massignon dichiara: "È dal Corano, costantemente recitato, meditato, messo in pratica, che deriva l'origine e lo sviluppo del Sufismo."
Secondo una teoria il Sufismo ha un'origine nelle tradizioni mistiche preislamiche adattatesi poi alla nuova religione. Il Sufismo sarebbe perciò cominciato non come una singola setta, ma come un termine neutro atto a descrivere metodi differenti.
Le seguenti sezioni descrivono la storia del sufismo divisa per aree geografiche
Sufismo nella penisola arabica [modifica]
Sufismo in Egitto [modifica]
Sufismo in Persia [modifica]
Sufismo in Turchia [modifica]
Il Sufismo raggiunse l'Anatolia durante l'impero selgiuchide, quando le tribù turche attaccavano l'impero bizantino. Prima di allora, i Bizantini erano stati già scacciati quasi completamente dall'Anatolia e diversi capi delle tribù turche ne controllavano il territorio. Pochi secoli prima della fondazione dell'impero ottomano, i dervisci Sufi andavano di villaggio in villaggio, insegnando a leggere e a scrivere e convertendo i paesani all'Islam.
Sufismo in Asia Centrale [modifica]
Il Sufismo si diffuse sin da principio in Transoxania e in Khorasan. Alcuni dei più grandi e rinomati Sufi erano originari di queste regioni, compreso al-Farabi (IX secolo), al-Ghazali (XII secolo), Jalāl-ad-Dīn Rūmī (XIII secolo), e Nūr ud-Dīn Jāmī (XV secolo).
I due lavori principali di Rūmī, Dīwān-e Šams e Maṭnawīye Ma'nawī, sono considerati come le principali opere di letteratura mistica sufi.
Sufismo in Asia Meridionale [modifica]
| Per approfondire, vedi Sufismo in India. |
I musulmani dell'Asia meridionale seguono principalmente gli ordini Chistiyya, Naqshbandiyya, Qadiriyya e Suhrawardiyya. L'ordine Chishti è il più presente. Khwaja Mo'inoddin Chishti, discepolo di Khwaja Abu Abdal Chishti, fondatore dell'ordine, lo introdusse in India. Venne in India dall'Afghanistan con l'esercito di Shihab-ud-Din Ghuri nel 1192 e cominciò nel 1195 a vivere permanentemente ad Ajmer. Secoli dopo col supporto dei governanti Mughal il suo tempio divenne meta di pellegrinaggio. Akbar lo visitava ogni anno.[1]
Le conquiste turche in Asia meridionale portarono là anche quattro mistici sufi dell'ordine Chishtiyya dall'Afghanistan: Moinuddin (m. 1233 ad Ajmer), Qutbuddin (m. 1236 a Delhi), Nizamuddin (m.1335 a Delhi) e Fariduddin (m.1265 a Pakpattan ora in Pakistan) [2]. Sotto il regno di Muhammad bin Tughluq, che spinse il sultanato di Delhi verso il sud, la Chistiyya mise le sue radici in tutta l'India.[2] La scintilla dei Sufi brillò ad Ajmer in Rajasthan e a quest'ordine appartenne anche Nizamuddin Auliya a Delhi.
Alcuni Sufi della Chishtiyya non erano contrari all'idea di assorbire elementi del movimento Hindu Bhakti e usarono perfino la lingua Hindi per le canzoni devozionali. Però gli Ulama ortodossi richiesero col supporto del re che i sufi "tornassero alla Sharia". Anche se gli Ulama avevano alcune differenze mistico/teologiche coi Sufi, la Shariat rimase come una forza cementante fra di loro.[1]
L'ordine Suharawardy fu cominciato da Shahab al-Din Suhrawardi di Baghdad e portato in India da Baha-ud-din Zakariya di Multan. La Suhrawardiyyah divenne popolare nel Bengala[3]. L'ordine Qadiriyyah fu fondato da Abdul Qadir Gilani la cui tomba di trova a Baghdad. E' popolare fra i musulmani dell'India meridionale.
Baha-ud-Din Naqshband (1318-1389) del Turkestan fondò l'ordine Naqshbandi. Khwaja Mohhammad Baqi Billah Berang la cui tomba si trova a Delhi (E.I.Rose ) portò l'ordine Naqshbandi in India. L'essenza di quest'ordine insisteva molto su una rigida adesione alla Sharia e sull'amore per il Profeta. La sua diffusione fu incoraggiata dai governanti Mughal, dal momento che il suo fondatore era il loro antico 'Pir' (guida spirituale). "La conquista dell'India che Babur compì nel 1526 diede una notevole spinta alla Naqshbandiyya" [4]. I suoi discepoli rimasero leali al trono per via delle comuni origini turche. Con l'appoggio di molti dei Mughal, l'ordine Naqshbandi poté rivitalizzare l'Islam nella sua pura forma.
Sufismo in Nord Africa [modifica]
Gli ordini sufi prevalenti in Africa sono Qadriyyah, Sanusiyyah, Tijaniyyah.
Sufismo in Africa Occidentale [modifica]
| Per approfondire, vedi Fratellanza musulmana del Senegal. |
Sufismo nella Spagna Musulmana [modifica]
Sufismo in Asia Orientale [modifica]
Sufismo in Occidente [modifica]
Note [modifica]
- ^ a b Titus, Murray T., Indian Islam, 1979, Page 117.
- ^ a b Markovitz, Claude (ed), A History of Modern India, Anthen Press, 2002, Page 30
- ^ Contemporary Relevance of Sufism, 1993, published by Indian Council for Cultural Relations.
- ^ Rizvi, Saiyied Athar Abbas, History of Sufism in India, Volume 2, 1992, Page 180