Bektashi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I Bektashi sono una confraternita islamica (taríqa, ordine) di derivazione sufi, fondata nel XIII secolo da Hajji Bektash Veli.

Da alcuni storici i bektashi sono considerato il braccio spirituale dei giannizzeri ottomani. Nel XVI secolo la comunità bektashi turca venne guidata dal sufi Balim Sultan, che riorganizzò la comunità in una vera e propria tariqah ed edificò la tekke principale (scuola-convento), la Pirevi, ad Hacıbekaş nell'Anatolia centrale.

Con l'abolizione dell'ordine dei giannizzeri, nel 1826 i bektashi vennero banditi dall'Impero Ottomano ed i leader della comunità si spostarono in buona parte a Tirana in Albania. A Tirana i capi bektashi dichiararono la propria non appartenenza alla comunità sunnita, avvicinandosi, così, alla componente sufi sciita. I bektashi hanno in comune con gli aleviti e gli sciiti duodecimani il culto verso l'Imam Ali, genero di Maometto.

I bektashi fanno propria la dottrina della Wahdat al-Shuhud o "apparentismo" di Ibn Arabi. Tale dottrina è, però, criticata dagli sciiti come "panteista". Ruolo importante nelle comunità bektashi è svolta dal dede, sorta di guida spirituale. uno dei riti, infatti, che caratterizza i bektashi rispetto agli altri islamici è il magfirat-i zunub, sorta di ammissione dei peccati innanzi al proprio dede. I rituali bektashi non sono, del resto, dettagliatamente codificati e variano, pertanto, da regione a regione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]