Aḥmad al-ʿAlawī
Shaykh Aḥmad ibn Muṣṭafā al-ʿAlawī (1869–14 luglio 1934), (arabo: أحمد بن مصطفى العلاوي), fu il fondatore della confraternita islamica della Darqawiyya Alawiyya, un ramo della Shadhiliyya.
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[modifica] Biografia
Lo Shaykh Aḥmad al-ʿAlawī è nato a Mostaganem, Algeria, nel 1869. La sua prima educazione gli fu impartita da suo padre. Dalla morte del padre nel 1886 fino al 1894, lavorò a Mostaganem seguendo la confraternita 'Isawiyya.
Nel 1894, viaggiò in Marocco, divenendo seguace per 15 anni dello shaykh darqawi Muḥammad al-Būzīdī. Dopo la morte di al-Būzīdī nel 1909, Shaykh al-ʿAlawī tornò a Mostaganem, dove diede vita alla Darqawiyya. Quindi (nel 1914) stabilì il suo ordine, chiamato ʿAlawiyya in onore di ʿAlī, cugino e genero del Profeta, che gli sarebbe apparso in una visione, trasmettendogli il nome per il suo nuovo ordine.
[modifica] Diffusione della ʿAlawiyya
La ʿAlawiyya si diffuse in tutta l'Algeria e in altre parti del Nordafrica grazie ai viaggi dello Shaykh al-ʿAlawī, alle sue preghiere e ai suoi scritti, e attraverso l'attività dei suoi muqaddam (rappresentanti). All'epoca della morte di Shaykh al-ʿAlawī nel 1934, questi era diventato uno dei più conosciuti e celebrati shaykh del secolo, incontrato da moltissimi che ne mantennero sempre vivo il ricordo.
La ʿAlawiyya è stata una delle prime confraternite sufi a diffondersi in Europa, soprattutto attraverso gli algerini in Francia e gli yemeniti in Galles. Lo stesso Shaykh al-ʿAlawī viaggiò in Francia nel 1926, dove guidò la prima preghiera comune nell'appena inaugurata Moschea di Parigi, alla presenza del presidente francese. Shaykh al-ʿAlawī capiva bene il francese, nonostante fosse riluttante a parlarlo.
Un ramo della ʿAlawiyya si diffuse anche a Damasco (Siria), dove fu dato a Muḥammad al-Hāshimī il compito di diffonderlo nelle terre del Levante. Nell'anno 1930, lo Shaykh al-ʿAlawī incontrò lo Shaykh Sīdī Abū Madyan, dell'ordine Qadiri Boutchichi a Mostaganem.
Un altro ramo dell ʿAlawiyya si diffuse in Tunisia attraverso Lo Shaykh Muhammad ibn Khalifa al-Madani, quindi grazie a Isma'il Hedfi Madani, fondatore della Shadhiliyya-‘Alawiyya-Isma‘iliyya.
[modifica] Insegnamenti dello Shaykh al-ʿAlawī
Lo Shaykh al-ʿAlawī fu uno shaykh nella tradizione classica dei Darqawī-Shādhilī, nonostante il suo ordine differisse leggermente dalla norma nell'uso sistematico della pratica della khalwa e nel dare speciale enfasi all'invocazione del Nome Divino.
Oltre ad essere un classico shaykh sufi, lo Shaykh al-ʿAlawī affrontò i problemi degli algerini nell'utilizzo di metodi moderni. Scrisse libri e poemi sui tipici topoi sufi, ma oltre a questo fondò e diresse due settimanali, il Lisān al-Dīn (Linguaggio della religione) nel 1912, che ebbe vita breve, e l'al-balagh al-jazāʾirī (Messaggero Algerino) nel 1926, che fu distribuito a lungo.
Nelle sua preghiere e nei suoi scritti, lo Shaykh al-ʿAlawī tentò di conciliare Islam e modernità. Da una parte, criticò l'occidentalizzazione, sia a livello simbolico (scoraggiando quelle abitudini occidentali che portino a un'esaltazione dell'ego) sia a livello pratico (attaccando il crescente consumo di alcool fra i musulmani algerini). D'altro canto, incoraggiò i suoi seguaci a mandare i loro figli a scuola per imparare il francese, approvando anche la traduzione del Corano in francese e berbero per renderlo più accessibile: una posizione questa che, all'epoca, era molto controversa.
Inoltre lo Shaykh al-ʿAlawī mostrò un inconsueto rispetto nei confronti dei cristiani e fu in qualche modo un anticipatore del dialogo inter-religioso. Il punto principale del suo messaggio ai cristiani consisteva nell'affermare che, se solo questi avessero abbandonato la dottrina della Trinità e dell'incarnazione, "nulla li separerebbe da noi".
Gran parte del suo seguito può essere spiegato come una combinazione di Sufismo classico, con un occhio aperto sulle problematiche contemporanee, e di suo personale carisma, attestato da molte fonti, sia francesi che algerine. Il dottore francese dello Shaykh al-ʿAlawī, Marcel Carret, disse che al suo primo incontro con lui "quello che immediatamente mi colpì fu la sua somiglianza col volto che generalmente è usato per rappresentare Cristo".
[modifica] Libri su e di Shaykh al-ʿAlawī
- Due Illuminati: Santi sufi del ventesimo secolo: Shaykh Ahmad al-'Alawi & Fatima al-Yashrutiyya, Selezioni tradotte da La Divina Grazia di Shaykh Ahmad al-ʿAlawī e Trattato sull'Invocazione, ISBN 1887752692 di Leslie Cadavid (traduttore) e Seyyed Hossein Nasr (introduzione), ed. Fons Vitae (2006)
- Sull'Unico Nome e sul 'Tesoro delle Verità' di Shaykh Muhammad Ibn al-Habib, ISBN 978-9799668806, IB Madinah Press (31 gennaio 2001)
- Martin Lings, Un Santo Sufi del ventesimo secolo (Edizioni Mediterranee) Contiene un'antologia breve della poesia di Ahmad al-'Alawi nell'ultimo capitolo (12), oltre che una biografia dello Shayk e un sunto della sua dottrina ISBN 0-946621-50-0
- Munajat di Shaykh Ahmad al-'Alawi: Tradotto da Abdul-Majid Bhurgri. eBook edition, contiene il testo originale arabo e una resa in inglese, può essere consultato su http://www.bhurgri.com/bhurgri/munajatpdf.php
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Edizioni orientamento [1]
- Website of Association Internationale Soufie Alawiya
- Website of the Alawiyya Order (in English and Arabic)
- Sheikh Nuh Keller's website of the Shadhili (Darqawi, Alawi) Tariqa (EN)
- Les Amis du Cheikh Ahmed al-Alawi (FR)
- Life of al-Alawi (in Arabic)
- "Layla," poem (EN)
- Tariqa Shadiliya Darqawiya Alawiya (ES)
- Editions La Caravane (FR)
- Sito italiano della tariqah Shadhiliyya- ‘Alawiyya-Isma‘iliyya