Salvatore Pincherle

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Salvatore Pincherle

Salvatore Pincherle (Trieste, 11 febbraio 1853Bologna, 19 luglio 1936) è stato un matematico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce in una famiglia ebraica di Trieste e dopo aver svolto gli studi di base a Marsiglia, si iscrive nel 1869 all'Università di Pisa dove, tra i suoi docenti, ha Ulisse Dini ed Enrico Betti. Laureatosi cinque anni più tardi, intraprende la carriera di professore presso il Liceo di Pavia. Nel 1877-78 vince una borsa di studio e trascorre un anno decisivo a Berlino con Karl Weierstrass, uno dei padri dell'analisi matematica moderna.

Al ritorno in Italia svolge opera di divulgazione della teoria delle funzioni analitiche secondo Weierstrass, riuscendo a farne comprendere l'importanza. Appena ventisettenne vince la cattedra di Calcolo infinitesimale all'Università di Palermo; l'anno successivo è chiamato a Bologna dove rimane fino al termine della carriera (1928).

Salvatore Pincherle è stato il padre, assieme a Vito Volterra, dell'analisi funzionale, una delle più importanti branche della matematica moderna. Tuttavia egli restò troppo ancorato allo schema impostato da Weierstrass e non approfondì quelli che sono ora considerati i più interessanti aspetti del nuovo ramo di analisi, limitandosi a considerarne degli aspetti meno fecondi; fu però tra i primi a studiare in dettaglio la trasformata di Laplace.

Grazie alla sua prolifica attività scientifica e didattica, Pincherle contribuì a portare l'Italia all'avanguardia nel campo delle scienze matematiche. Nonostante non amasse incarichi che lo avrebbero potuto distogliere dalle sue occupazioni, fondò l'Unione Matematica Italiana (1922) e ne fu il primo presidente. Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da Giovanni Gentile.

Presidente del comitato organizzatore del Terzo Congresso internazionale dei matematici tenutosi a Bologna nel 1928[1], si adoperò con successo al riavvicinamento fra matematici francesi e tedeschi e alla riammissione di questi ultimi al consesso internazionale della ricerca matematica, dal quale erano stati allontanati dopo la Prima guerra mondiale.

Fu socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei (dal 1904) e di numerose altre accademie scientifiche, fra cui la Bayerische Akademie der Wissenschaften (dal 1930). L'Istituto matematico di Bologna è a lui intitolato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lettera di Pincherle a Mussolini sul successo dell'iniziativa

Opere[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 54893612 LCCN: n87801240