Saintes-Maries-de-la-Mer

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Saintes-Maries-de-la-Mer
comune
Saintes-Maries-de-la-Mer – Stemma
(dettagli)
Dati amministrativi
Stato bandiera Francia
Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra – stemma Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Bocche del Rodano – stemma Bocche del Rodano
Arrondissement Arles
Cantone Saintes-Maries-de-la-Mer
Territorio
Coordinate 43°27′00″N 4°25′00″E / 43.45°N 4.433333°E / 43.45; 4.433333 (Saintes-Maries-de-la-Mer)Coordinate: 43°27′00″N 4°25′00″E / 43.45°N 4.433333°E / 43.45; 4.433333 (Saintes-Maries-de-la-Mer)
Superficie 372 km²
Abitanti 2 478 (1999)
Densità 6,66 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 13460
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 13096
Localizzazione
Saintes-Maries-de-la-Mer è posizionata in Francia
Saintes-Maries-de-la-Mer
Sito istituzionale

Saintes-Maries-de-la-Mer, (in occitano provenzale Lei Santas / Lei Santei Marias de la Mar secondo la norma classica o Li Santo / Li Sànti Marìo de la Mar secondo la norma mistraliana, in occitano medievale La Vila de la Mar / Nòstra Dòna de la Mar) è un comune francese situato nel dipartimento delle Bocche del Rodano della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. È anche un luogo di pellegrinaggio e una stazione balneare.
Gli abitanti son detti Saintois.

Indice

[modifica] Storia

La prima citazione relativa all'abitato risale al IV secolo, da parte del poeta e geografo Festus Avienus, che segnalava un oppidum priscum Ra, un'antica fortezza dedicata a Ra, dio egizio, forse su un'isola del delta paludoso del Rodano. In era cristiana si sarebbe corrotto in ratis, cioè "battello" o "isolotto". Da qui l'antico nome di Notre Dame de Ratis, poi Notre Dame de Radeau (isolotto) e infine Notre Dame de la Mer.

Il nome attuale risale al 1838. Le "Marie" che danno il nome al paese sono Maria Salomé e Maria Jacobé, che secondo la leggenda sarebbero arrivate in questi luoghi assieme alla serva Sara. Le statue delle tre donne si trovano nella chiesa del paese: le due Marie raffigurate sulla barca, scultura che viene portata in processione nella ricorrenza dello sbarco, mentre a Sara, diventata la patrona dei gitani, è dedicata la statua nella cripta.

Diverse leggende, spesso contraddittorie, narrano che una barca sulla quale si trovavano molti seguaci di Gesù di Nazaret in fuga dalla Palestina (Maria Maddalena, Maria Salomé, Maria Jacobé, Marta, Lazzaro, Massimino, la serva Sara) approdasse su questi lidi dopo le prime persecuzioni in patria e che qui questi personaggi portassero il credo cristiano. Accadde, questo, nel 48. Mentre Maddalena si sarebbe diretta verso Sainte Beaume, Lazzaro a Marsiglia, Marta a Tarascon, Maria Salomé, Maria Jacobé e Sara si sarebbero stabilite vicino all'oppidum evangelizzando la regione. Una famosa versione di questa storia è contenuta nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze (sec. XIII).

La leggenda vuole anche che le paludi della Camargue fossero abitate da un terribile mostro, la tarasque che passava il tempo a terrorizzare la popolazione. Santa Marta, con la sola preghiera, lo fece rimpicciolire in dimensioni, così tanto da renderlo innocuo, e lo condusse nella città di Tarascon. Qui però i cittadini terrorizzati uccisero la creatura.

[modifica] La chiesa

Monumento principale del paese, la chiesa ha da sempre avuto un importante funzione strategica ancor prima che religiosa. Costruita tra i secoli IX e XI come una vera e propria fortezza serviva come torre di avvistamento e per proteggere gli abitanti dai pirati saraceni che allora imperversavano nella regione.
È composta da un'unica navata dritta, priva di ornamenti, ed è alta 15 metri. Sul tetto c'è un passaggio per la ronda con feritoie e merli. Le feritoie sono presenti anche sui muri perimetrali.
All'interno è presente anche un pozzo di acqua dolce.

Sul fondo dell'attuale cripta vennero rinvenute, nel 1448, dei resti considerati reliquie delle due sante che furono poi bruciate durante la Rivoluzione Francese.

[modifica] Turismo

Nota località turistica situata nel cuore della Camargue, è conosciuta per le sue bellezze naturali ed architettoniche. A maggio vi si tiene uno fra i più importanti raduni di popolazioni nomadi provenienti da ogni parte d'Europa e che si ritrovano attorno all'arena (la locale plaza de toro) nella quale si tengono ancor oggi corride non cruente (Course à la cocarde).

È punto di partenza per safari fotografici nelle acque paludose del delta del Rodano. Numerosi sono i possibili itinerari naturalistici in bicicletta e a cavallo.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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