Ritratto del dottor Gachet

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Ritratto del dottor Gachet
Ritratto del dottor Gachet
Autore Vincent Van Gogh
Data 1890
Tecnica olio su tela
Dimensioni 68 cm × 57 cm 
Ubicazione Collezione privata

Il Ritratto del dottor Gachet è un'opera pittorica di Vincent Van Gogh eseguita nel 1890.

Paul Gachet era un medico omeopata, amante dell'arte: incontrò Vincent Van Gogh tramite il fratello di lui Theo e immediatamente i due si trovarono in sintonia nella analoga visione dell'arte. Il dottore si rese disponibile a posare per Vincent, che da tanto tempo cercava un modello da ritrarre dal vero.

Lavorando in comunione alla realizzazione dell'opera i due ottennero un risultato straordinario. Il dottore ne fu talmente compiaciuto che ne volle la realizzazione di una copia.

Il dipinto è estremamente innovativo: Van Gogh abbandonò le pose statiche e convenzionali dei precedenti dipinti. Il triste volto del dottore è « l'espressione disillusa del nostro tempo» ebbe modo di affermare Van Gogh in una lettera indirizzata al collega ed amico Paul Gauguin (lettera n. 643 del giugno 1890).

In un altro messaggio al fratello Theo in cui descrive l'ultimo frutto della sua passione, il pittore dichiarò: «la testa con un berretto bianco, molto bionda, molto chiara; anche la carnagione delle mani molto bianca, un frac blu e uno sfondo blu cobalto. Le mani sono mani da ostetrico, più chiare del volto.» (lettera n. 638, datata 4 giugno 1890).

Nel ritratto l'artista attua un forte contrasto cromatico. In primo piano, sul tavolo, accanto ai libri una pianta di digitale. Diverse inclinazioni del pennello sono abbinate nell'insieme; dense e marcate pennellate che animano la giacca del dottore e lo sfondo, omogeneamente accompagnano le dritte e piatte linee del tavolo. Infine la parte superiore dell'opera è separata da una linea ondulata.

Dal 1998 si sono perse le tracce di quest'opera. Fino al 1991, l'opera era appartenuta al Kramarsky Found di New York, che l'aveva lasciato in prestito permanente al Metropolitan Museum of Art; quando i proprietari decisero di venderlo da Christie's, il quadro fu aggiudicato, per la cifra-record di 82,5 milioni di dollari, al miliardario giapponese Saito. L'allora settantacinquenne Saito espresse la volontà, una volta morto, di cremato insieme alle cose più preziose che possedeva, tra le quali il quadro di Van Gogh. L'affermazione suscitò un certo scandalo, mai i suoi collaboratori sostennero che le affermazioni di Saito derivavano solo da un intenso affetto nei confronti del quadro, e non aveva intenzioni di far seguire i fatti alle parole. Dopo la sua morte, nel 1996, si persero le tracce del dipinto. Alcuni documenti emersi nel 2007 rivelarono che l'opera fu venduta circa un decennio prima al finanziere austriaco Wolfgang Flöttl.[1] Flöttl dichiarò che per problemi finanziari fu costretto a vendere il quadro, ma non rivelò gli acquirenti.

La seconda versione del dipinto[modifica | modifica sorgente]

La seconda versione del ritratto, conservata al Museo d'Orsay di Parigi

Fu eseguita nel 1890, poco dopo il primo.

In questa versione del dipinto, donata al Museo d'Orsay di Parigi dai figli del dottor Gachet, Van Gogh ha eliminato (a differenza del primo ritratto) il bicchiere e i libri, lasciando risaltare la pianta di digitale sul fondo rosso, trattando in modo più sommario lo sfondo.

Alcuni critici, pur con fondamenti debolissimi, hanno recentemente sostenuto che questa seconda versione non sarebbe opera di Van Gogh, ma dello stesso Gachet, pittore dilettante, che innamoratissimo di quest'opera, ne avrebbe eseguito una versione personale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) "Dr. Gachet" Sighting: It WAS Flöttl!. URL consultato il 21 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federica Armiraglio, Van Gogh, Milano, Skira, 2003.
  • Cynthia Saltzman, Ritratto del Dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh, Torino, Einaudi, 2009.
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