Campo di grano con volo di corvi

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Campo di grano con volo di corvi
Campo di grano con volo di corvi
Autore Vincent Van Gogh
Data luglio 1890
Tecnica olio su tela
Dimensioni 50,3 cm × 103 cm 
Ubicazione Van Gogh Museum, Amsterdam

Campo di grano con volo di corvi è un dipinto a olio su tela (50,5x103 cm) realizzato nel luglio del 1890 dal pittore olandese Vincent van Gogh. È conservato nel Van Gogh Museum di Amsterdam.

Comunemente, ma probabilmente erroneamente,si ritiene che questo sia stato l'ultimo quadro dipinto da Van Gogh prima di morire. Gli storici dell'arte sono infatti incerti su quale sia l'ultimo dipinto di Van Gogh, dal momento che non esistono fonti documentate al riguardo[1][2].

Generalmente critici e storici dell'arte vedono in questo quadro una rappresentazione dello stato d'animo tormentato e angosciato dell'artista: la tela è uno straziante grido di dolore, accentuato dal ritmo vorticoso delle pennellate [3], mediante le quali egli proietta il proprio stato d'animo e la propria dimensione di sofferenza sulla realtà circostante.

Una tempesta, quasi come un presentimento di lutto, si sta per abbattere su un campo di grano attraversato da tre sentieri dai quali si leva, cupo e tenebroso, uno stormo di corvi neri in un basso volo disordinato.[4]

È noto che l'artista nutriva un profondo rispetto nei confronti delle forze della natura, e questo spiega perché dipinse cieli agitati in molte delle sue opere: egli infatti riteneva che il soggetto fosse dotato di un incalcolabile potenziale artistico se riprodotto su di una tela[5].

Il campo di grano, sconquassato senza pietà dal vento, è stato realizzato mediante vere e proprie frustate di giallo, mentre il cielo, inizialmente terso, è offuscato dall'intenso colore nero delle nubi che piano piano si calano ostili e minacciose. La luminosità del dipinto, data dal cielo azzurro e dal grano dorato, sta per soccombere, vinta dall'oscurità del colore nero che, inesorabile, la avvolgerà completamente. All'artista non rimane altro da fare che contemplare, impotente, l'evento che si sta compiendo sotto i suoi stessi occhi, proprio come l'uccellino in gabbia che descrive in una lettera a Theo nel 1880: «a guardare fuori il cielo turgido, carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità».[4]

Infatti, nonostante la sua anima continuasse ad ardere di quel fuoco divoratore che da sempre lo aveva caratterizzato, l'artista non vedeva un futuro per la propria esistenza[3]:

«Ritornato qui mi sono sentito molto triste, e ho continuato a sentire pesare su di me la tempesta che vi minaccia. Che farci - vedete, di solito cerco di essere di buon umore, ma anche la mia vita è attaccata a un filo, anche il mio passo vacilla. Ho temuto - non completamente, ma però un pochino - di avervi spaventato di essere a vostro carico ma la lettera di Jo mi dimostra chiaramente che voi capite che per parte mia sono in travaglio e in pena come voi. Ecco - ritornato qui mi sono rimesso al lavoro - però il pennello mi cadeva quasi di mano - sapendo bene ciò che volevo ho ancora dipinto ancora tre grandi quadri. Sono delle immense distese di grano sotto cieli nuvolosi e non mi sento assolutamente imbarazzato nel tentare di esprimere tristezza, e un'estrema solitudine. Spero che li vedrete fra poco - perché spero di portarveli a Parigi il più presto possibile, perché ho persino fiducia che tutti questi quadri vi potranno dire, ciò che non riesco a dire a parole, ciò che io vedo di sano e di rinfrancante nella campagna.» (Lettera 649) [6]

Numerose sono le interpretazioni simboliche e metaforiche che sono sorte dalla rappresentazione dello stormo di corvi nel corso degli anni. Se lo spettatore decide di captare i corvi come in volo verso di sé, di conseguenza dall'opera scaturiscono brutti presentimenti. Se, al contrario, si addotta l'interpretazione per la quale i corvi si stanno allontanando, si percepisce un singolare senso di sollievo.[5]

Il dipinto è percorso da tre sentieri: il primo nell'angolo in basso a sinistra, il secondo al centro e il terzo nell'angolo in basso a destra. In particolare i due sentieri presenti ai lati sembrano non avere né un punto d'origine né tanto meno sembrano condurre ad un punto preciso del quadro. Probabilmente questa scelta di Van Gogh è da ricondurre alla confusione personale che lo tormentava incessantemente circa le direzioni che lui stesso aveva intrapreso (o che si stava accingendo a intraprendere) nel corso della sua vita, rappresentate metaforicamente dai sentieri nel quadro. Il viottolo al centro, che nel corso degli anni è risultato essere il più florido di interpretazioni, rappresenta una strada senza via d'uscita, potenzialmente percorsa da chi non ha alcuna meta ove andare e non sa nemmeno cosa cercare e che proprio per questo rappresenta al meglio la forte angoscia esistenziale che inquieta il pittore. Così egli stesso la descriverà in una delle lettere al fratello Theo: «Sono campi estesi di grano sotto cieli agitati e non avevo bisogno di uscire dalla mia condizione per esprimere tristezza e solitudine estrema.» [3]

Note e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Campo di grano con volo di corvi, 1890, Museo Van Gogh. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  2. ^ (EN) Auvers-sur-Oise: May - July 1890 (75 quadri), vggallery.com. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  3. ^ a b c http://www.homolaicus.com/arte/campo_grano_corvi.htm
  4. ^ a b Giorgio Cricco, Francesco P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte - Dal Barocco al Postimpressionismo, Zanichelli, 2009.
  5. ^ a b Vincent van Gogh: Dipinti (Campo di grano con corvi)
  6. ^ Anniversario della nascita di Vincent van Gogh

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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