Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo
| Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo |
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| Tipo di area | Riserva regionale |
| Codifica EUAP | EUAP 0249 |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Comuni | Morino |
| Superficie a terra | 1.025 ha |
| Provvedimenti istitutivi | L.R. 24, 29.05.87 |
| Gestore | Comune di Morino in collaborazione con Legambiente |
| Direttore | Arch. Rita Rufo |
| Sito istituzionale | |
La Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1987.
Indice |
[modifica] Il territorio
Comprende un'area di circa 1.025 ha, situata interamente nel territorio del comune di Morino, provincia dell'Aquila all'interno della Comunità montana Valle Roveto.
La cascata di Zompo lo Schioppo, situata nel territorio del comune di Morino, rappresenta la cascata più alta di tutto l'appennino centrale; le acque precipitano da un'altezza di circa 80 metri per poi confluire a valle verso l'abitato di Morino.
Il territorio, è composto da rocce calcaree e, come avviene nella maggior parte delle rocce che si trovano in zona, comprende molte doline e inghiottitoi. La portata della cascata originandosi da fenomeni carsici, dipende dalla quantita di precipitazioni che si hanno durante l'anno ed in anni siccitosi essa si dirama in tre cascate, quella principale e quelle delle "monache", più piccole. Le cascate minori sono sempre presenti, creando un luogo pieno di acqua, quella principale ha carattere intermittente. Il motivo e' da ritrovarsi nel bacino carsico che le origina i cosiddetti "fori" che danno luogo alle cascate poste ad altezze diverse, più in alto quello della cascata principale e più in basso quelle minori: con scarse precpitazioni il livello dell'acqua si abbassa e permette all'acqua di uscire solo da quelle più piccole, poste più in basso.
[modifica] Flora
Possiamo dividere la flora di questa riserva in base all'altitudine, infatti sulla parte più alta si trova la flora tipica dei pascoli di alta montagna, mentre tra i 900 ed i 1800 metri abbondano i boschi a Fagus sylvatica, che nella riserva a causa del microclima fresco delle forre e delle valli è possibile trovare con sporadici esemplari già dai 500 metri s.l.m., non distanti da elementi tipicamente mediterranei come il leccio e il corbezzolo. Tracce di mediterranea inoltre raggiungono anche vette più alte, che a causa dell'esposizione solare e dell'aridità possono ospitare piante tipiche della gariga calda: in alcuni ghiaioni particolarmente aridi e con microclima caldo, in località "Le Scalelle", infatti è stata da poco rilevata una piccola stazione di terebinto (Pistacia terebinthus), mentre sulle rupi della cascata c'è una popolazione, relitto dell'ultima glaciazione, di pino nero (Pinus nigra ). Fra le specie più rare si segnala nella faggeta la presenza frequente di Taxus baccata, pregevole per la dimensione e lo stato di conservazione degli esemplari, in una associazione vegetale con faggio e agrifoglio, molto rara in Italia. Sono presenti anche molte orchidee rare o endemiche dell'Abruzzo. Altra specie degna di nota è la carnivora Pinguicula vulgaris L. subsp. ernica.
Al di sotto dei 900 metri il paesaggio vegetale è caratterizzato prevalentemente dal bosco misto a cerro, roverella, carpino bianco e nero, castagno, tiglio, varie specie di acero e il raro farnetto; tali specie, un tempo sottoposte a ceduazione, stanno assumendo aspetto di fustaia grazie ai provvedimenti imposti dalla riserva.
[modifica] Fauna
La contiguità con il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, fa sì che parecchie specie passino da una riserva all'altra, comunque tra le specie caratteristiche ricordiamo: invertebrati, da segnalare, plecotteri e tricotteri, indicatori di acque pulite e ossigenate e della planaria alpina, relitto dell'ultima glaciazione
- Avifauna: in questa riserva si possono trovare quasi tutte le specie di picchi presenti in Italia, oltre alla rarissima aquila reale, lo sparviere, il falco pellegrinoe il gracchio alpino. Tra i rapaci notturni, l'imponente e raro gufo reale, il barbagianni e la civetta
- Mammiferi: si possono avvistare il raro orso bruno marsicano, ma anche i lupi appenninici, le martore ed caprioli, oltre ai comunissimi cinghiali, moscardini, faine e volpi.
- Rettili: la biscia dal collare,la lucertola campestre, l'orbettino, il ramarro;
- Anfibi: la Salamandrina dagli occhiali specie endemica italiana, rara nel resto dell'Italia, ma in pratica presente in quasi tutte le riserve abruzzesi, ricche di corsi d'acqua.
[modifica] Etimologia
Il nome deriva dall'aspetto di una delle cascate della riserva: Alexandre Dumas attraversando la Valle Roveto, quando vide per la prima volta il potente getto dello Schioppo, registrò i nomi locali di zompo (ovvero salto) per la potenza con cui le acque si gettano nel vuoto, e schioppo (ovvero colpo, botto) per il fragore che la cascata emette precipitando sulle rocce sottostanti.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti
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