Progetto:WikiAfrica/Istituzioni/Chimurenga

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Collaborazione tra Chimurenga e Wikipedia
Questa pagina ha lo scopo di presentare una sintesi dei risultati di uno dei casi di collaborazione con Wikipedia, quello svolto con Chimurenga, rivista di Città del Capo in Sudafrica, come esempio di progetto di collaborazione tra enti culturali e l'enciclopedia libera. In particolare, questa pagina mostra i risultati della collaborazione con uno dei primissimi enti che hanno dato la loro adesione, che contribuisce al Progetto:WikiAfrica soprattutto producendo voci africane sulla Wikipedia anglofona sulle pubblicazioni che hanno influenzato saperi e idee in Africa.
Chimurenga
Tipologia rivista
Data inizio 2007
Data fine 2012
Referente Ntone Edjabe
Indirizzo Città del Capo, Sudafrica
Lingue inglese
Progetti Wikipedia
Licenza CC BY-SA sui testi del suo sito http://www.chimurengalibrary.co.za/
Sito http://www.chimurengalibrary.co.za/ e http://www.chimurenga.co.za/
Template {{Share Your Knowledge|Chimurenga}}
Caso studio Wikipedia Revisione Erica Litrenta, luglio 2012


L'ente[modifica | modifica sorgente]

Ntone Edjabe, fondatore di Chimurenga.

Chimurenga è una rivista di arte, cultura e politica fondata da Ntone Edjabe nel 2002 con sede a Città del Capo in Sudafrica. Con il tempo Chimurenga amplia le sue attività producendo anche serie di pubblicazioni, una web radio, eventi e progetti specifici. Il titolo chimurenga è una parola Shona dello Zimbabwe ed è un'espressione usata per indicare la lotta per la liberazione.

Storia della collaborazione[modifica | modifica sorgente]

La rivista Chimurenga contribuisce a Wikipedia dal 2007 all'interno del progetto WikiAfrica grazie all'iniziativa Chimurenga Library, una biblioteca online che raccoglie una selezione di riviste panafricane storiche e contemporanee. Il progetto d'archivio prevede una ricerca sulle pubblicazioni che grazie alla loro natura indipendente e in controtendenza hanno profondamente influenzato la consapevolezza politica, culturale e ideologica di intere generazioni fuori e dentro al continente africano.

Chimurenga Library[modifica | modifica sorgente]

Chimurenga Library studia e valorizza le riviste culturali e politiche del continente africano. Il progetto comprende:

  • una ricerca di base sulle riviste culturali e politiche africane selezionate dalla redazione della rivista sudafricana Chimurenga;
  • dei testi di approfondimento su alcune pubblicazioni e situazioni nazionali;
  • la realizzazione di autoritratti in videoclip su una selezione di testate;
  • l'archiviazione della documentazione inedita raccolta sul sito Chimurenga Library. Nell'ambito di WikiAfrica Chimurenga si è impegnata nella redazione delle voci relative alle riviste d'interesse sulla Wikipedia in inglese.
Visitatori nello stand Chimurenga alla Cape Town Book Fair 2008

I contenuti e gli argomenti di Chimurenga Library, documentazione inedita capace di raccontare la forza e la contemporaneità di queste storiche pubblicazioni e stimolare dibattiti, approfondimenti e nuovi contenuti per Wikipedia, sono stati presentati alla Fiera del Libro di Cape Town dal 14 al 17 giugno 2008 e sul numero 14 di Chimurenga.

Chimurenga Library ha inoltre partecipato alla seconda edizione di CAPE Not Another Biennale, presentando i periodici culturali e politici che hanno influenzato idee e scritture in Africa, arricchiti di nuovi contributi e di interi numeri di riviste da scaricare dal sito. CAPE Not Another Biennale si è svolto a Cape Town dal 2 maggio al 21 giugno 2009, organizzata da Cape Africa Platform (una piattaforma per l'arte del continente e della diaspora).

A giugno 2009 sono stati organizzati dei workshop da Chimurenga Library nella biblioteca pubblica di Six District (Central Library, Drill Hall, Darling St, Cape Town, Sud Africa) in collaborazione con Chimurenga, Cape Africa Platform, le scuole locali e lettera27. I workshop hanno rappresentato un modo per essere introdotti alla scrittura partecipativa e alla condivisione di contenuti e di saperi. Inoltre sono stati promossi eventi serali e esposizioni all'interno della biblioteca stessa. Riviste, libri, video, musica, audio, performance e Wikipedia hanno animato la biblioteca per raccontare connessioni e interferenze che si nascondono tra gli scaffali. Dal titolo evocativo Trovare sé stessi, l'evento ha invitato il pubblico ad immergersi nelle storie raccontate da scrittori, lettori e appassionati, e a produrne di nuove su Wikipedia.

Partecipanti[modifica | modifica sorgente]

List-all-participants.svg

Riviste[modifica | modifica sorgente]

Globe and books mgx.svg

Queste riviste sono state scelte e fanno parte del progetto di archivio. Mentre la maggior parte non è ancora presente nella Wikipedia in italiano, molte sono quelle rinvenibili in quella anglofona, dalla quale si potrebbe dunque attingere per un lavoro di traduzione.

Video[modifica | modifica sorgente]

Euforie video generic.png

La biblioteca è anche composta da video d'autore commissionati e raccolti da Chimurenga magazine:

Chimurenga Library: molto più che una collezione di riviste[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2009 Iolanda Pensa, direttore scientifico di Share Your Knowledge, così descriveva e spiegava l'ambiziosa iniziativa[1]:

Il sito Internet creato appositamente per il progetto presenta una descrizione delle riviste, una specie di albero genealogico di queste pubblicazioni e una bibliografia. Ma c‘è di più. Chimurenga Library ha commissionato a intellettuali, artisti e editori un contributo su queste pubblicazioni. Nella Chimurenga Library emerge non solo un ritratto delle riviste ma anche una specie di mappa affettiva dei legami, del significato e dell’impatto che questi periodici sono riusciti a produrre nel corso della loro storia. Sono pubblicazioni in corso, estinte, a volte sono meteore con un solo numero zero; sono pubblicazioni prodotte in Africa ma non solo e non necessariamente. Chimurenga Library non è interessata ad offrire un panorama del settore dell’editoria africana; il suo è un paesaggio di connessioni e interferenze che producono pensieri e cultura avvicinando luoghi e stili anche molto lontani. È interessante come questo approccio soggettivo e affettivo abbia immediatamente stimolato una grande partecipazione. Il progetto prevedeva 8 riviste e 8 contributi; in 6 mesi Chimurenga Library ha presentato sul suo sito 26 riviste e ha raccolto 21 testi e video. Il suo stand alla Fiera del Libro di Cape Town del 2008 ha emozionato e incuriosito i visitatori, il progetto ha ottenuto subito articoli e recensioni nella stampa internazionale ed è stato presentato a New York nello spazio culturale The Kitchen. I responsabili del progetto hanno trasferito su Wikipedia gran parte del materiale raccolto durante la ricerca e questi nuovi articoli hanno subito suscitato interesse e attivato nuove persone.

[...] Le riviste sono una rete straordinaria: collegano intellettuali di tutto il mondo su un progetto comune, sperimentano stili e linguaggi e sono tracce della storia, oggetti preziosi “that we read and admire”, come dice Ntone Edjabe direttore di “Chimurenga”. Per lettera27 sostenere un progetto sulle riviste significa appoggiarsi a reti di persone che già condividono la missione della fondazione: condivisione delle conoscenze, accesso ai saperi, partecipazione. Chimurenga Library – oltre a produrre e rendere accessibile documentazione inedita su periodici ben poco noti – affronta i temi centrali di lettera27 in un modo estremamente stimolante. Chi sono i lettori? chi sono gli scrittori? chi produce le informazioni? “Chimurenga” punta il dito su questa ambiguità che ha profondamente segnato la storia dei periodici. Le riviste influenzano le riviste, i lettori scrivono alle riviste, gli editori sono interessati a modi sempre nuovi per coinvolgere il pubblico, gli scrittori intervistano i lettori, chi scrive legge e chi legge spesso scrive. Analizzare la storia dei periodici permette di analizzare i tanti modi in cui le riviste si sono interessate alla condivisione delle conoscenze, all’accesso ai saperi e agli strumenti di partecipazione. Non è una storia recente, sono questioni che hanno sempre investito i redattori dei periodici. Basta pensare a quante energie sono state spese per inventate nuovi sistemi di distribuzione e vendita al pubblico, modalità di abbonamento, sondaggi, spazi per la corrispondenza. Negli ultimi anni, Internet ha aperto altre strade, ma non ha distrutto le vecchie. Analogico e digitale convivono offrendo cose diverse. Online si possono acquistare prodotti, commentare articoli, leggere le notizie, trovare approfondimenti, ma – anche in molte nazioni dell’Africa dove spesso è particolarmente costoso o difficile pubblicare e distribuire carta – il piacere di sfogliare una rivista continua a produrre nuove pubblicazioni.

[...] L’interesse della rivista “Chimurenga” e del suo network per il progetto stanno facendo proseguire le iniziative e, al di là delle difficoltà incontrate nei rapporti con Wikipedia, Chimurenga Library ha dimostrato di essere una fonte primaria su argomenti poco documentati, ha lanciato una ricerca che è internazionale sia nel materiale prodotto che nella metodologia adottata e ha spostato il punto luce in Africa mostrando come “la prospettiva africana” sia vasta, cangiante e multiforme, creando voci di Wikipedia che hanno a loro volta innescato contributi e suscitato partecipazione.

Inserimento dei contenuti sui siti della Wikimedia Foundation, reazioni, analisi dei contenuti[modifica | modifica sorgente]

Le voci sulle singole riviste sono state inserite sulla Wikipedia in inglese soprattutto da en:User:Jones Argus e en:User:Un8chimu tra il 2008 e il 2009. Nonostante molte di queste pagine fossero state proposte per la cancellazione (soprattutto perché i contenuti erano già disponibili sotto licenze libere ma questo aspetto non sembrava segnalato adeguatamente una volta trasferiti sull'enciclopedia), a luglio 2012 sono pressoché tutte presenti. In almeno un paio di casi[2] le relative obiezioni di "non enciclopedicità" non sono state accolte. In seguito all'intervento della comunità persistono in alcune dei problemi minori, ad esempio non sono linkate da alcuna altra voce, mancano di note puntuali, o il punto di vista neutrale non è completamente rispettato, ma altre sono di un certo spessore, non contengono alcun avviso sulla necessità di miglioramenti, sono dotate di apparato bibliografico rilevante e in qualche caso anche di un'immagine di copertina. Sono pertanto particolarmente degne di nota Revue Noire, Savacou, Staffrider, Third Text, Civil Lines, Wietie. E non si può certo dire che queste voci non interessino a nessuno, dato che solo nei primi cinque mesi del 2012 hanno totalizzato circa tredicimila visite. Anche altre Wikipedia hanno poi col tempo creato voci sulle medesime riviste, in particolare si segnalano Glendora in italiano, Lamalif in arabo ed in gallese e Revue Noire in francese.

Voci prodotte in inglese[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi la pagina di discussione per crediti e link alle fonti.
  2. ^ Mfumu'eto; Y-Mag

Rassegna stampa, presentazioni ed eventi correlati[modifica | modifica sorgente]

Versione in altre lingue[modifica | modifica sorgente]

Pagine correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]