Fela Kuti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fela Kuti
Fotografia di Fela Kuti
Nazionalità Nigeria Nigeria
Genere Afrobeat
Periodo di attività 1958-1997
Album pubblicati più di 20
Sito web

Fela Anikulapo Kuti o semplicemente Fela Kuti, nato Olufela Olusegun Oludotun Ransome-Kuti e anche noto con lo pseudonimo The Black President (Abeokuta, 15 ottobre 1938Lagos, 2 agosto 1997) è stato un rivoluzionario, musicista e attivista per i diritti umani nigeriano, inventore del genere musicale dell'afrobeat e considerato fra i più influenti artisti africani del XX secolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fela nacque ad Abeokuta in Nigeria nel 1938 in una colta famiglia della classe media. Suo padre, Israel Oludotun Ransome-Kuti, fu il primo presidente dell'Associazione degli insegnanti nigeriani, e sua madre Funmilayo Ransome-Kuti era un'attivista femminista nonché prima donna nigeriana ad avere la patente di guida. Dopo gli studi primari nel paese d'origine, Fela si trasferì a Londra nel 1958 con l'intenzione di studiare medicina. Si iscrisse però alla Trinity College of Music, dove si diplomò pochi anni dopo con la tromba. Durante la permanenza in Inghilterra, Fela si sposò nel 1961 con Remilekun (Remi) Taylor, dalla quale ebbe tre figli, e formò un primo gruppo musicale chiamato Koola Lobitos. Verso la fine degli anni sessanta compì un viaggio negli Stati Uniti, dove rimase affascinato dai movimenti di emancipazione afroamericani, primo tra tutti il Black Panther Party.

Nel 1960 nasce il figlio Femi Kuti, che ha seguito le sue orme di musicista e di attivista.

Tornato nel frattempo in Nigeria, Fela fondò nel 1970 assieme al suo gruppo, rinominato "Africa 70", la Repubblica di Kalakuta (che, etimologicamente, voleva richiamare la lettura africana della città di Calcutta in India), che era una comune, uno studio di registrazione e una casa per tutti coloro che nel frattempo avevano cominciato a ruotare attorno al musicista che ormai poteva contare su numerosi sostenitori.

La fama di cui cominciò a disporre (anche per il fatto che cantava in inglese, rendendo così accessibili i suoi testi politicamente roventi a tutti i popoli africani) lo rese presto inviso alle istituzioni governative nigeriane, che nel 1974 compirono la prima retata all'interno di Kalakuta, autoproclamatasi indipendente dal governo. Nel frattempo Fela stesso aveva cambiato il suo secondo nome da Ransome ad Anikulapo ("colui che dispone della propria morte ").

Nel 1975 uscì l'album Zombie, nel quale il musicista paragonava la polizia e l'esercito nigeriani a dei cadaveri senza volontà, addestrati per sparare a comando. Il disco ebbe un enorme successo in Nigeria e fece infuriare il governo, che attaccò la comune con più di mille soldati, incendiando gli studi, distruggendo le strutture e uccidendo numerose persone, tra cui la madre di Fela che venne gettata fuori da una finestra morendo qualche giorno dopo (più tardi Fela Kuti descrisse questo tragico evento nella sua canzone Coffin' for Head of State). Lo stesso musicista fu salvato appena in tempo da un pestaggio mortale a opera dei militari.

Nel 1978, nel primo anniversario della distruzione di Kalakuta, Fela sposò ventisette donne, molte delle quali erano sue coriste o danzatrici divorziando poco dopo da tutte dichiarando che nessun uomo può vantare dei diritti sulla vagina di una donna.

Nel 1979 entrò nella politica attiva, fondando un suo proprio partito a cui diede il nome di "Nigerian Movement of the People", candidandosi alle elezioni primarie ma vedendo bocciata la sua candidatura. Durante gli anni ottanta, Fela cambiò nome alla sua band che divenne gli Egypt '80 e cercò di proseguire, senza successo a causa delle persecuzioni della polizia nigeriana, la carriera politica.

A cavallo degli anni ottanta e novanta fece numerosi tour in Europa e negli Stati Uniti, suonando anche al Giants Stadium nel New Jersey nel 1986 al concerto di beneficenza per Amnesty International chiamato "Conspiracy of Hope" e dividendo il palco con Bono, Carlos Santana e i Neville Brothers.

Durante la prima metà degli anni novanta, Fela continuò a suonare in giro ma non ci furono nuovi album. Questo diede luogo a indiscrezioni sul fatto che potesse avere problemi di salute. Il 2 agosto del 1997 venne annunciata a Lagos la sua morte. Successivamente si scoprì che era malato di AIDS. Si calcola che al suo funerale abbiano preso parte più di un milione di persone.

La visione politica di Fela Kuti[modifica | modifica sorgente]

Il movimento americano "Potere Nero" influenzò molte delle idee politiche di Fela. Egli era un sostenitore del Panafricanismo e del socialismo, e credeva nell'idea di una repubblica africana unita e democratica. Era un fiero sostenitore dei diritti umani, e molte delle sue canzoni erano infatti attacchi alle dittature, in particolare (ovviamente) i governi militari della Nigeria negli anni settanta e ottanta. Allo stesso tempo, Fela osservava anche i comportamenti della gente comune, rea secondo lui (soprattutto le upper class) di piegarsi al volere della dittatura e di distruggere le antiche tradizioni africane. La cultura africana in cui credeva ammetteva anche la poligamia, e la stessa Repubblica di Kalakuta era stata fondata come luogo in cui la poligamia era in generale consentita. Pur non facendo prettamente parte della cultura africana, va notato come Fela fosse molto liberale in materia di sessualità, come ad esempio nella canzone Open and Close. Egli espresse anche alcune idee che potrebbero essere considerate sessiste, come la descrizione delle donne come delle "bambinaie".

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Letteratura su Fela Kuti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 46902663 LCCN: n83065529