Principato di Pleß

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Ducato→Principato di Pleß
Ducato→Principato di Pleß - Stemma
Dati amministrativi
Nome completo Herzogtum Pleß
Księstwo Pszczyńskie
Lingue parlate tedesco
Capitale Pless
Dipendente da Sacro Romano Impero, Anhalt-Köthen
Politica
Forma di governo ducato poi principato
Nascita 1177 con Mieszko I di Slesia
Causa Assegnazione ad opera del re di Polonia
Fine 1918 con Hans Heinrich XV di Pless
Causa Fine della monarchia in Germania e annessione alla Polonia
Territorio e popolazione
Economia
Valuta tallero di Pless
Commerci con Sacro Romano Impero, Anhalt
Religione e società
Religioni preminenti chiesa evangelica
Religione di Stato evangelismo
Religioni minoritarie cattolicesimo, ebraismo
Classi sociali patrizi, clero, cittadini, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Choragiew Krakowska.png Regno di Polonia
Succeduto da Flag of Poland.svg Polonia

Il Ducato di Pless (o Principato di Pless o Ducato di Pszczyna,[1] in tedesco: Herzogtum Pleß), (in polacco: Księstwo Pszczyńskie) fu uno dei ducati della Slesia, con capitale appunto Pless (attuale Pszczyna, Polonia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pszczyna

Dopo la frammentazione del Regno di Polonia nel 1138 secondo il Testamento di Boleslao III Krzywousty le terre attorno alla castellania di Pszczyna passarono alla Provincia del Signorato della Bassa Polonia (Małopolska), sino al 1177 quando il re Casimiro II di Polonia la garantì al duca Mieszko I di Slesia. Mieszko unì Pszczyna al suo Ducato di Racibórz. La linea di Racibórz dei Piast di Slesia si estinse nel 1336 con la morte del duca Leszek in 1336.

Prima della sua morte, Leszek assieme ad altri duchi della Slesia aveva accettato la vassalizzazione al re Giovanni di Boemia avvenuta nel 1327 che aveva posto il suo ducato sotto la tutela della corona boema, acquisita da Casimiro III di Polonia nel 1335 con il Trattato di Trentschin. Nel 1336, re Giovanni assegnò il ducato di Racibórz e quello di Pszczyna al duca Nicola II di Opava, membro della famiglia dei Presmilidi, il quale aveva sposato la moglie dell'ultimo duca Leszek, Anna di Racibórz e governò entrambi i ducati in unione personale. Nel 1407 il nipote di Nicola, il duca Giovanni II di Opava e Racibórz diede i territori di Pszczyna, Bieruń, Mysłowice e Mikołów come dote personale per la moglie Helena, nipote del re di Polonia Jogaila. Dopo l'acquisizione di molti villaggi a sud di Żory nel 1412, Helena alla morte del marito nel 1424 resse lo stato come duchessa di Pless, succeduta nel 1452 dalla nuora Barbara Rockenberg, moglie del figlio di Helena, il duca Nicola V di Ratibor-Jägerndorf, e il ducato tornò sotto le terre della corona boema.

Dal 1462, Pless passò ai figli del re boemo Giorgio Poděbrady, sin quando il duca Vittorio di Münsterberg nel 1480 non lo vendette al genero duca Casimiro II di Cieszyn. Nel 1517 il ducato venne acquisito da un magnate ungherese della famiglia Thurzó, il quale nuovamente lo vendette (con l'approvazione dell'imperatore Ferdinando I d'Asburgo, re di Boemia) nel 1548 al principe vescovo di Varsavia, Balthasar von Promnitz, la cui famiglia mantenne il ducato come possedimento personale sino al 1765.

Principato di Pless[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Guerra di Successione austriaca gran parte della Slesia venne conquistata dal Regno di Prussia; ma i duchi, e poi i principi, di Pless rimasero a governare i loro territori indipendentemente rimanendo solo formalmente sottoposti al Brandeburgo a partire dal 1742.

I duchi di Anhalt-Köthen-Pless ereditarono il principato di Pless nel 1765 (discendenti dalla prima linea di duchi per linea femminile), sino a quando l'ultimo della famiglia non morì nel 1847 e venne succeduto da suo nipote, Hans Heinrich X, conte di Hochberg. Gli Hochberg, originari di Fürstenstein presso Waldenburg (in Bassa Slesia), si succedettero alla reggenza dello stato[2] come una delle famiglie più ricche di tutto l'Impero, in parte per via delle grandi miniere presenti a Pless.

Gli Hochberg, ad ogni modo, non ebbero l'occasione di governare direttamente lo stato in quanto dal 1830 la Prussia aveva posto come condizione per la continuazione nell'esistenza del principato l'assoluto controllo dell'amministrazione statale ad eccezione della supervisione religiosa, delle opere di carità, dell'educazione delle scuole e della giurisdizione minore, che rimasero in mano alla famiglia reggente.

Tombe della famiglia di Anhalt-Köthen-Pless

I principi di Pless anche nell'Ottocento si dimostrarono dei signori attenti e benevolenti nei confronti del loro popolo. Hans Heinrich XI introdusse nel 1879 un moderno schema pensionistico prima della politica sociale di Bismarck e prendendo altre misure sociali a favore della popolazione più povera. Sotto il governo del figlio, ad ogni modo, i lavoratori si dimostrarono più scontenti al punto di elevare una petizione pubblica al Reichstag imperiale.[3]

Alessandro II di Russia decise di donare a quell'epoca alla famiglia Hochberg una mandria di bisonti che sopravvisse alla caccia ed al bracconaggio sino alla Prima guerra mondiale.[4]

Gli Hochberg detenevano il titolo di principi di Pless nella parìa di Prussia, ma nel 1905 Hans Heinrich XI venne creato duca di Pless, titolo per lui valido unicamente a vita (il titolo fu motivato essenzialmente per il fatto che egli era stato principe per i cinquant'anni precedenti).[5]

Hans Heinrich XV succedette al padre nel 1907, ed aveva sposato Mary Theresa Cornwallis-West, meglio conosciuta col nome di principessa Daisy Cornwallis-West. Hans Heinrich fu uno degli aiutanti dell'imperatore Guglielmo II di Germania durante la Prima guerra mondiale e fu una figura rilevante nella preparazione delle conferenze di pace che si tennero proprio a Pless durante la guerra; e quando le potenze centrali decisero di ricreare il Regno di Polonia nel 1916 come un protettorato austro-germanico, Hans Heinrich fu tra quanti vennero considerati alla possibile successione di quel trono vacante, per via dei propri antenati di ascendenza polacca.

Il governo prussiano tentò di assimilare o meglio "germanizzare" i polacchi su questi territori conquistati, culminando nell'atto di espropriazione polacca del 1908, a quale Hans Heinrich XV si oppose.[6] I maggiori sforzi per difendersi dalla germanizzazione vennero portati avanti sul giornale locale "Tygodnik Polski Poświęcony Włościanom" ("Settimanae polacco per proprietari terrieri"), che fu il primo giornale stampato in lingua polacca presente nell'Alta Slesia.[7] e la città di Pless che già dal 1829 vantava il 94.3% di popolazione di etnia polacca, si era ridotta già dal 1867 all'86%.[8] Dopo il 1918, con la fine della monarchia in Germania, i privilegi principeschi vennero aboliti e con essi nel 1919 i titoli nobiliari. Col plebiscito del 20 marzo 1921, secondo gli accordi del Trattato di Versailles, il 75% dei votanti nelle terre del principato di Pless si dichiararono favorevoli all'unione con la Polonia;[9] ed il principato terminò di esistere e confluì nella Seconda Repubblica di Polonia nel 1922.

Reggenti di Pless[modifica | modifica wikitesto]

Duchi di Pless[modifica | modifica wikitesto]

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Declassamento del ducato a principato e passaggio prima alla casata di Thurzo 1517-1548 e poi alla casata di Promnitz

Principi di Pless[modifica | modifica wikitesto]

Passaggio del principato alla casata di Anhalt-Köthen
Passaggio del principato alla casata di Hochberg
Il principato passa alla Polonia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Julian Janczak, "Duchy of Pszczyna" (in) Zarys dziejów kartografii śląskiej do końca XVIII wieku (An outline for the History of Cartography till the End of the 18th century), Opole: 1976, Accademia polacca delle scienze, Varsavia: Institute of History of Science, Education and Technology, 1993, ISBN 83-86062-00-2. This contains sections in several European languages, including (EN) ; Accessed 2008-13-01.
    ^ Tadeusz Walichnowski, Territorial Provenance of Archival Documents in International Relations (Przynaleznosc terytorialna archiwaliow Panstwa Polskiego w stosunkach miedzynarodowych), Polish Scientific Publishers, Warsaw, 1977. Polish State Archives.
    ^Nagel's Encyclopedia Guide, Polonia di Nagel Publishers, 1989, 399 pagg., ISBN 2-8263-0818-1. Accesso 2008-13-01.
  2. ^ Il numero dinastico elevato posto dopo il nome è dovuto al fatto che, come in altre famiglie aristocratiche tedesche, ogni maschio all'interno della stessa famiglia aveva il medesimo nome e si distingueva unicamente per il numero dinastico.
  3. ^ Koch, pp. 99, 105,109
  4. ^ Ahrens, p.61.
  5. ^ Daisy, Princess of Pless, Better Left Unsaid, p.177
  6. ^ 'Princess Daisy of Pless. pp. 147-151, e note a pagina 151; Koch, p. 154; seppur non ebbe grande fortuna come opposizione in quanto fortemente voluta dal parlamento berlinese. - Imanuel Geiss Die Polnische Grenzstreifen, 1914-18, Lübeck, 1960, p.20.
  7. ^ About Polish-Silesian "Tygodnik Polski Poświęcony Włościanom" ("Settimanale polacco per proprietari terrieri"), Università di Bielsko-Biała. Accesso 18-01-2008.
  8. ^ Historia Krajów Słowiańskich (in polacco)
  9. ^ Koch, p.279

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]