Phyllobates terribilis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Rana dorata
Goldenergiftfrosch1cele4.jpg
Phyllobates terribilis
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Amphibia
Sottoclasse Lissamphibia
Ordine Anura
Famiglia Dendrobatidae
Sottofamiglia Dendrobatinae
Genere Phyllobates
Specie P. terribilis
Nomenclatura binomiale
Phyllobates terribilis
Myers, Daly, and Malkin, 1978

La rana dorata o rana freccia (Phyllobates terribilis Myers, Daly, e Malkin, 1978) è un piccolo anfibio anuro, vivacemente colorato, appartenente alla famiglia Dendrobatidae, diffuso nelle foreste pluviali delle Ande occidentali colombiane.[2]
Il suo aspetto viene considerata un classico esempio di aposematismo, essendo l'anfibio estremamente tossico.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La rana dorata è un anfibio di piccolissime dimensioni, ma P. terribilis è considerato una delle più grandi specie della famiglia dei Dendrobatidae. C'è poco dimorfismo sessuale tra maschi e femmine, ad eccezione di una leggera differenza di dimensioni, con le femmine che sono leggermente più grandi in media. Per esemplari adulti, i maschi, con una lunghezza media di 45 mm, sono infatti generalmente più piccoli delle femmine, che sono mediamente 47 mm. I maschi raggiungono la maturità sessuale quando raggiungono i 37 mm, mentre per le femmine, questa dimensione è 40-41 mm. Come tutti Dendrobatidae il corpo del Phyllobates terribilis adulto ha colori vivaci, ma non le macchie scure presenti su molte altre specie di questa famiglia.

La pelle è di colore generalmente giallo vivo, una colorazione aposematica che serve come avvertimento agli eventuali predatori e i vari colori possibili della pelle sembrano dipendere da micro-variazioni geografiche. Talvolta la cute è leggermente maculata di nero nella zona cefalica. Gli occhi sono neri e piuttosto grandi. Anche le palpebre sono nere, in modo tale da far apparire l'animale con gli occhi sempre aperti. Le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori, in modo da consentire di saltare agilmente. Il colore uniforme della pelle può essere giallo oro, arancio dorato pallido o metallo verde. la cresta rostrale è arrotondata mentre la parte loreale è verticale e leggermente concava. L'iride dell'occhio, la cui pupilla è orizzontale, il naso, le dita, il bordo inferiore della membrana timpanica ed i bordi della bocca sono neri. Ugualmente per le pieghe della pelle sotto le ascelle e inguine. P. terribilis ha quattro dita sulle zampe anteriori, il terzo è il più grande, quando misurato in piano e ha cinque dita l'estremità posteriore, il quarto è il più lungo. Ventose di piccola taglia sono situate all'estremità digitali. I denti sono presenti sul mascellare orale. Le rane giovani di questa specie sono di colore nero con strisce oro sul lato dorsale.

Durante il corteggiamento, il maschio attira la femmina con richiami forti e rumorosi, e la porta ad un sito adatto alla riproduzione, zona pulita, liscia e umida come una foglia o una pietra. Il potenziale riproduttivo, con 20 uova per accoppiamento, è più basso rispetto ad altri anuri, anche se può riprodursi ogni mese. Dopo che la femmina ha deposto le uova, esse vengono fecondate dal maschio. Se si esclude la sostanza gelatinosa che le circonda, misurano tra 2,4 e 2,6 millimetri di diametro. Si schiudono a circa il tredicesimo giorno e le larve vengono poste dal maschio sulla schiena. I girini sono di solito portati dal maschio per un giorno e poi sono collocati in un piccolo specchio d'acqua per nuotare e svilupparsi. I girini che emergono dalle acque circa 55 giorni dopo la schiusa, modificano il loro aspetto durante tutta la metamorfosi. Alla nascita, il corpo è in media 4,1 mm e lunghezza totale (compresa la coda) è 11,1 millimetri. Successivamente, raggiungono una lunghezza totale di 35,4 mm.

Tossicità[modifica | modifica sorgente]

La pelle della rana è densamente ricoperta di un velenoso alcaloide, uno di una serie di veleni comuni nelle rane freccia, le batrachotossine, molecole che impediscono ai nervi di trasmettere impulsi, lasciando i muscoli in uno stato inattivo di contrazione ovvero tetanizzati, per analogia con gli effetti della tetanospasmina la tossina peptidica prodotta da C.tetani agente del tetano. Questo può portare ad insufficienza respiratoria, insufficienza cardiaca o fibrillazione. Alcuni nativi utilizzano questo veleno per cacciare con freccette ricoperte con il veleno. L'alcaloide può essere conservato dalle rane per anni dopo che esse siano state private di un alimento base per la sintesi del veleno, e le tossine di tal genere non si deteriorano facilmente, anche quando vengono trasferite ad un'altra superficie.

È considerata l'animale più tossico tra quelli attualmente studiati, con un LD50 di 0,002mg/Kg, nonostante perda di tossicità se allevata in cattività; pare infatti che gran parte del veleno secreto sia sintetizzato dalle foglie di media velenosità delle quali si nutrono alcune delle sue prede. Gli scienziati hanno suggerito che l'insetto cruciale possa essere un piccolo coleottero della famiglia Melyridae (Cleroidea). Almeno una specie di questi coleotteri produce la stessa tossina trovata in P. terribilis. Le Melyridae sono cosmopolite. I loro parenti nelle foreste pluviali colombiane potrebbe essere la fonte delle batrachotossine trovate nelle rane che rendono altamente tossici i Phyllobates di quella regione.

Le batracotossine (BTX) sono alcaloidi steroidei cardiotossici e neurotossici estremamente potenti che si trovano in alcune specie di rane (Poison Dart Frog), coleotteri melyridi, e uccelli (Pitohui, Ifrita kowaldi, Colluricincla megarhyncha). È la più potente neurotossina non peptidica conosciuta, quindici volte più attiva degli alcaloidi da Chondrodendron e Strychnos, utilizzati per produrre il curaro.
Gli indios sono soliti avvelenare le loro frecce strofinandole sul dorso della rana e stuzzicandola con un bastone affinché si senta in pericolo e produca veleno.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questo anfibio vive esclusivamente in Colombia. Il suo habitat prevalente sono le foreste pluviali tra i cento e duecento metri di altitudine, con elevata umidità (80-90%) e temperature non inferiori ai 26 gradi centigradi. Si tratta di un animale sociale che vive in gruppi composti da quattro a dieci individui, anche se in cattività si formano comunità ben più numerose. [3]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

L'alimentazione della rana dorata consiste di piccoli insetti, perlopiù di termiti e formiche, il cui contributo potrebbe servire a ricavare le tossine. Come altre rane, per catturare gli insetti utilizza la sua lingua appiccicosa. È considerata la più vorace della sua specie [3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Wilmar Bolívar, Stefan Lötters, 2004, Phyllobates terribilis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ Phyllobates terribilis in Amphibian Species of the World. URL consultato il 26 luglio 2013.
  3. ^ a b Rana Freccia (Phyllobates terribilis) | Natura Letale

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]