Pania della Croce

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Pania della Croce
Pania della Croce.JPG
La Pania vista dal paese di Volegno, in alta Versilia
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Toscana
Provincia stemma Lucca
Altezza 1858 m s.l.m.
Catena Alpi Apuane (nel Subappennino toscano)
Coordinate 44°02′05″N 10°19′27″E / 44.03465°N 10.32428°E / 44.03465; 10.32428
Mappa di localizzazione
Pania della Croce è posizionata in Italia
Pania della Croce

Coordinate: 44°02′05″N 10°19′27″E / 44.03465°N 10.32428°E / 44.03465; 10.32428 La Pania della Croce è la quarta cima più alta delle Alpi Apuane e la più alta del Gruppo delle Panie, gruppo di notevole interesse paesaggistico, alpinistico e geologico, che sorge al centro della catena Apuana a pochi chilometri dalla costa tirrenica. È tra le vette apuane più famose e per le sue linee eleganti e la posizione dominante viene spesso chiamata "La Regina delle Apuane".

Il nome Pania viene da "Pietrapana", come veniva chiamata un tempo, che deriva a sua volta da "Pietrae Apuanae" ovvero monti degli Apuani, una antica popolazione ligure che per nove secoli ha abitato questa zona.

Separate da profonde valli dal resto delle Apuane e strapiombanti nel versante sud con una bastionata calcarea, le Panie, sono visibili nelle giornate limpide da tutta la Toscana Nord-Occidentale (da Firenze all'Isola d'Elba). Il versante più pittoresco e fotogenico è quello che guarda verso la Garfagnana (versante Nord) dove sotto il curioso "Puntone di Mezzo al Prato" (per i Garfagnini "Naso dell'Omo Morto"), cima prativa antropomorfa che separa la Pania Secca dalla Pania della Croce, sorge un rifugio alpino del CAI di Lucca.

Notevole il panorama a 360 gradi che si può osservare dalla cima della Pania della Croce, vero e proprio balcone sulla Garfagnana e sulla costa tirrenica. Nelle giornate terse si spazia dal Monviso alla Corsica fino all'Isola d'Elba e al monte Amiata e all'interno con un buon binocolo si può scorgere il campanile di Giotto a Firenze.

[modifica] Citazioni

Dante Alighieri nella Divina Commedia all'interno del canto XXXII dell'Inferno dal versetto 22 al 28 cita il Monte Pania e il Monte Tambura, altro massiccio delle Alpi Apuane.

« E sotto i piedi un lago che, per gielo, / avea di vetro e non d'acqua sembiante, / [...] Che se Tambernicchi / vi fosse caduto o Pietrapana, / non avria pur dall’orlo fatto cricchi. »

Dante infatti si trova nell’ottava cerchia dell'Inferno (Cogito) e, per indicare lo spessore dello strato di ghiaccio nel quale sono rinchiusi fino alla testa i traditori, afferma che il ghiaccio non si sarebbe spezzato nemmeno facendoci precipitare sopra il Monte Tambura ("Tambernicchi") e la Pania ("Pietrapana").

Anche il Boccaccio, nel "De Montibus", ricorda la Pania come "Pietra Apuana Mons".

Infine Ludovico Ariosto, che fu governatore della Garfagnana per conto degli Estensi dal 1522 al 1525, afferma: "La nuda Pania tra l'Aurora e il Noto, da l'altre parti il giogo mi circonda che fa d'un Pellegrin la gloria noto".

[modifica] Galleria fotografica

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