Nicolò Pollari

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Nicolò Pollari (Caltanissetta, 3 maggio 1943) è un generale italiano della Guardia di Finanza ed ex direttore del SISMI.

Indice

Biografia [modifica]

Nominato sottotenente della GdF nel 1964. Ha conseguito le lauree in giurisprudenza, economia e commercio e scienze politiche. Ha inoltre conseguito la specializzazione in Giustizia Amministrativa presso l'Università di Bologna e le lauree specialistiche in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria e in Scienze Internazionali e Diplomatiche.

Nominato Generale della Guardia di Finanza, dall'aprile 1993 all'agosto 1997 è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza. [1]

Il 15 ottobre 2001 è stato chiamato a dirigere il SISMI dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed investito di ampi poteri, trovandosi ad operare nel periodo immediatamente successivo ai fatti dell'11 settembre 2001. Ha conservato la carica sino al 20 novembre 2006, quando è stato sostituito da Bruno Branciforte.

Il 25 gennaio 2007 Pollari è stato nominato dal governo Consigliere di Stato a Palazzo Chigi (incarico ricoperto a partire dal 9 febbraio), con il "conferimento di un importante incarico speciale alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio". Attualmente è membro della IIa sezione consultiva del consiglio di stato.

È docente di Diritto Tributario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, e presso la libera università mediterranea (LUM) Jean Monnet di Bari - Casamassima.

Processi in corso [modifica]

Il rapimento di Abu Omar [modifica]

Dal gennaio 2007 Pollari è sotto processo a Milano (insieme ad altre 34 persone) per il rapimento dell'imam egiziano Abu Omar (extraordinary rendition), operazione organizzata dalla CIA ed eseguita a Milano il 17 febbraio 2003 con la presunta collaborazione del SISMI. È stato il primo caso di processo aperto sulle extraordinary rendition.

Il 16 febbraio Pollari, Marco Mancini (allora capo del controspionaggio) e 26 agenti della CIA (tra cui Robert Seldon Lady, l'ex capocentro della CIA a Milano, e Jeff Castelli, responsabile del servizio segreto americano in Italia, oltre a ad una decina di funzionari del SISMI) sono stati rinviati a giudizio per concorso in sequestro di persona riguardo al rapimento di Abu Omar.

Nel frattempo, la Corte costituzionale è stata chiamata in causa dal Governo Prodi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, perché si ritiene che l'attività dei pubblici ministeri e lo stesso rinvio a giudizio abbiano violato la legge sul segreto di stato, avendo attinto a materiale classificato che comprenderebbe anche i nominativi di vari dipendenti del SISMI.

Il processo ha avuto inizio l'8 giugno 2007 a Milano.

Processo di primo grado [modifica]

Iniziato praticamente con l'udienza del 22 ottobre 2008, presso la IV sezione penale del Tribunale di Milano, giudice Oscar Magi, si giunge alla requisitoria il 30 settembre 2009, al termine della quale il pubblico ministero Armando Spataro chiede 13 anni per l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari. Pene varianti dai 13 ai 10 anni per gli altri imputati (tra cui l'ex capo del controspionaggio militare italiano, Marco Mancini e 26 agenti della Cia coinvolti nel rapimento) e tre richieste di proscioglimento per tre funzionari minori del Sismi.[2]

Il 4 novembre 2009 si giunge alla sentenza di primo grado, che delibera il non luogo a procedere per Mancini e Pollari, mentre condanna a 8 anni Robert Seldon Lady, a 3 anni Pio Pompa e Luciano Seno, entrambi funzionari del Sismi e mediamente a 5 anni gli altri agenti CIA[3].

Processo d'appello [modifica]

Il 28 ottobre 2010 il sostituto procuratore generale di Milano Piero De Petris ha chiesto, per Pollari, la condanna a 12 anni di reclusione[4]. Il 15 Dicembre 2010 La Corte d'Appello di Milano dichiara il non luogo a procedere per Pollari e Mancini, ex vertici del Sismi, per via del Segreto di Stato,condannando invece gli agenti americani della Cia per pene dai sette ai nove anni e Pio Pompa e Luciano Seno pena di 2 anni e otto mesi. Il 19 Settembre 2012 la Suprema Corte Italiana annulla con rinvio la sentenza di non luogo a procedere pronunciata dai giudici d'appello nei confronti di Nicolò Pollari e Marco Mancini disponendo quindi un nuovo giudizio di secondo grado per gli ex vertici del Sismi al fine di rivalutare le prove non coperte da segreto di stato, condanna invece definitivamente gli agenti americani Cia, Pio Pompa e Luciano Seno tutti per il reato di Sequestro di persona. Il 12 febbraio 2013 la Corte d'Appello condanna Pollari a 10 anni e Mancini a 9 anni di reclusione[5].

La vicenda dell'Archivio segreto del Sismi [modifica]

Dal giugno 2007 Pollari e l'ex funzionario del SISMI Pio Pompa sono indagati dalla procura di Roma con l'accusa di peculato e possesso abusivo di informazioni riservate. La vicenda è relativa alla presunta attività di dossieraggio illecito ed organizzazione di campagne di discredito a mezzo stampa effettuata con il coordinamento da Pompa contro presunti nemici del governo Berlusconi (numerosi esponenti del centrosinistra, magistrati italiani e stranieri, giornalisti). Per tale accusa è stato prosciolto in data 01 febbraio 2013.

Note [modifica]

  1. ^ Nicolo' Pollari − archiviostampa.it
  2. ^ Fonte: La Repubblica, 30.09.2009, "Abu Omar, chiesti 13 anni per Pollari e condanne per 26 agenti della Cia"
  3. ^ Fonte: La Repubblica, 04.11.2009, "Abu Omar, «Per il segreto di Stato Pollari e Mancini non giudicabili»
  4. ^ Sequestro Abu Omar, chiesti 12 anni per Pollari - Difesa: "Solo una vittima del segreto di Stato", la Repubblica, 28 10 2010. URL consultato in data 28-10-2010.
  5. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/12/abu-omar-condannati-ex-vertici-sismi-10-anni-per-pollari-9-per-mancini/496479/

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