Giustizia amministrativa

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Col termine giustizia amministrativa si fa riferimento all’insieme di mezzi che l'ordinamento giuridico predispone a tutela delle situazioni giuridiche dei soggetti nei confronti della pubblica amministrazione.

I mezzi così predisposti sono detti garanzie giustiziali in quanto sono posti a tutela dei singoli ed operano per iniziativa dei medesimi. Questo li distingue dalle garanzie politiche, che comprendono i controlli esercitati dal parlamento sul potere esecutivo, e dalle garanzie amministrative, che comprendono i controlli esercitati d'ufficio sull'operato degli organi amministrativi da parte di altri organi amministrativi.[1]

L'esistenza di un sistema di giustizia amministrativa è una delle caratteristiche essenziali dello stato di diritto poiché, in questo modo, si rende effettiva la sottoposizione della pubblica amministrazione alla legge, secondo il principio di legalità.

I mezzi di tutela[modifica | modifica wikitesto]

La tutela delle situazioni giuridiche nei confronti della pubblica amministrazione può essere demandata ad un organo della stessa pubblica amministrazione, adito dal soggetto leso mediante un ricorso amministrativo, oppure ad un giudice investito della controversia a seguito dell'esercizio di un'azione da parte del soggetto leso.

Ricorsi amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

I ricorsi amministrativi possono essere rivolti allo stesso organo che ha emanato l'atto con il quale è stata lesa la situazione giuridica (opposizione), al suo superiore gerarchico (ricorso gerarchico) o ad altro organo. In particolare, rientrano in quest'ultima categoria i ricorsi agli organi del contenzioso amministrativo, presenti in alcuni ordinamenti: si tratta di organi amministrativi collegiali che, peraltro, possono unire alle competenze in materia di ricorsi anche altre competenze amministrative.[2]

Tutela giurisdizionale[modifica | modifica wikitesto]

Sede della Corte suprema amministrativa della Lituania
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giudice amministrativo.

È evidente che la tutela giurisdizionale offre maggiori garanzie al soggetto leso rispetto ai ricorsi amministrativi, per la posizione di terzietà e di indipendenza dal potere esecutivo in cui si trova il giudice. In certi ordinamenti, principalmente quelli di common law, la tutela nei confronti della pubblica amministrazione è demandata, in linea di principio, agli stessi giudici competenti per le controversie tra privati (cosiddetto sistema monistico), mentre in altri ordinamenti è demandata a giudici speciali (giudici amministrativi, che caratterizzano il cosiddetto sistema dualistico).[3] Vi sono anche ordinamenti (ad esempio, la Spagna) che adottano una soluzione intermedia, demandando tale tutela a sezioni specializzate degli organi giurisdizionali ordinari.

In alcuni degli ordinamenti dove c'è il giudice amministrativo (Francia, Germania, Austria ecc.) lo stesso ha competenza generale per i rapporti di cui è parte la pubblica amministrazione, essendo eccezioni i casi in cui è competente il giudice ordinario (ad esempio, i rapporti interamente disciplinati dal diritto privato). In altri ordinamenti (Belgio, Paesi Bassi ecc.), invece, sono devolute al giudice amministrativo determinate materie, mentre la competenza generale rimane al giudice ordinario. L'ordinamento italiano ha adottato un peculiare criterio di ripartizione della giurisdizione, imperniato sulla natura della situazione giuridica soggettiva lesa: se è un diritto soggettivo sussiste la giurisdizione ordinaria, se invece è un interesse legittimo sussiste la giurisdizione amministrativa; questo criterio generale è peraltro integrato da quello basato sulla materia, nei casi di giurisdizione esclusiva (si tratta di eccezioni che, però, sono andate espandendosi negli ultimi anni).

La giustizia amministrativa in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel sistema italiano di giustizia amministrativa sono presenti sia i ricorsi amministrativi, sia la tutela giurisdizionale.

I primi sono esperibili innanzi ad organi amministrativi non giurisdizionali e sono, di regola, il ricorso gerarchico proprio e il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica; sono, invece, esperibili nei soli casi previsti dalla legge il ricorso in opposizione e il ricorso ad altri organi amministrativi (detto ricorso gerarchico improprio).

La tutela giurisdizionale è ripartita, ai sensi dell'articolo 113 Costituzione, fra gli organi di giurisdizione ordinaria e quelli di giurisdizione amministrativa, secondo il criterio della natura della situazione giuridica tutelata, di cui si è detto. Sono giudici amministrativi con competenza generale i tribunali amministrativi regionali (TAR) e il Consiglio di Stato. In Sicilia, oltre al TAR con sede a Palermo e sezione distaccata a Catania, vi è il Consiglio di giustizia amministrativa (CGA), organo previsto dallo Statuto speciale che svolge nell'isola le funzioni proprie del Consiglio di Stato e che il D.Lgs. 24 dicembre 2003, n. 373, qualifica come sezione distaccata dello stesso.

Funzioni giurisdizionali amministrative con competenza per specifiche materie sono attribuite alla Corte dei conti, ai tribunali regionali delle acque pubbliche, al Tribunale superiore delle acque pubbliche, ai tribunali militari, alla Corte militare di appello e alle commissioni tributarie provinciali e regionali, le quali ultime ovviamente non decidono solo su questioni di legittimità amministrativa, ma anche e soprattutto su diritti soggettivi, cioè su somme da versare o non versare alla pubblica amministrazione per tasse, imposte, tributi, interessi, sovratasse e penalità.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianmario Palliggiano - Umberto G. Zingales, Il codice del nuovo processo amministrativo, II Ed., IPSOA, Milano, 2012.
  • Carlo Emanuele Gallo, Manuale di giustizia amministrativa, G. Giappichelli Editore, Torino, 2010.
  • Mario Nigro, Giustizia amministrativa, Il Mulino, Bologna, 1983
  • Roberto Garofoli - Giulia Ferrari, Codice del processo amministrativo, Neldiritto Editore, Roma, 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sono state anche proposte definizioni più ampie, che estendono il concetto di giustizia amministrativa alle garanzie politiche e a quelle amministrative
  2. ^ Possono essere fatti rientrare in questa categoria anche gli organi (variamente denominati: board, tribunal ecc.) istituiti negli ordinamenti di common law per decidere ricorsi riguardanti specifiche materie; sono, infatti, considerati organi amministrativi, non giurisdizionali
  3. ^ Va tenuto presente che alcuni autori considerano monistici i sistemi in cui la competenza per le liti con la pubblica amministrazione è tendenzialmente concentrata nel giudice ordinario oppure in quello amministrativo, dualistici quelli in cui è ripartita tra i due. Così intesì, però, tra i sistemi dualistici finisce per rientrare solo quello italiano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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