Neisseria gonorrhoeae
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Prokaryota |
| Regno | Bacteria |
| Phylum | Proteobacteria |
| Ordine | Neisseriales |
| Famiglia | Neisseriaceae |
| Genere | Neisseria |
| Specie | gonorrhoeae |
| Nomenclatura binomiale | |
| Neisseria gonorrhoeae | |
Il gonococco di Neisser, agente eziologico della gonorrea (o blenorragia) è un batterio Gram-negativo della famiglia delle Neisserie, molto simile alla Neisseria meningitidis, con cui condivide anche la relativa fragilità al di fuori dell'organismo umano.
Indice |
[modifica] Ciclo vitale
La Neisseria si trova nel maschio a livello dell'epitelio uretrale e sul collo uterino nelle donne. Nelle donne o negli uomini omosessuali è possibile riscontrare la presenza del batterio anche su ano e retto. Inoltre è possibile una contaminazione anche a livello oro-faringeo (in caso di rapporti sessuali di tipo orale). Si estende per contiguità a strutture limitrofe e per via sistemica a articolazioni, endocardio, meningi e cute.
[modifica] Modalità di trasmissione
L'unico ospite naturale è l'uomo. Nell'uomo, la Neisseria entra attraverso l'epitelio stratificato colonnare dell'uretra anteriore, raggiungendo il connettivo subepiteliale. In questa sede, la risposta infiammatoria contro il batterio provoca un afflusso di neutrofili che fagocitano i batteri, e si portano poi nel lume uretrale, provocando la caratteristica fuoruscita di liquido purulento della malattia.
Questo microbo può essere facilmente identificato da un reperto prelevato da un essudato purulento di una forma infiammatoria acuta che si è sviluppata nelle tipiche sedi dell'infezione, ovvero i genitali maschili e femminili. Si trasmette quasi esclusivamente per via sessuale. Oltre al contagio sessuale, nel momento del parto può esserci anche il contagio verticale da madre a figlio. In questo caso la Neisseria può infettare l'occhio dando luogo ad una congiuntivite.
[modifica] Esami
Uno striscio della secrezione uretrale, colorato con la colorazione di Gram, permette una rapida identificazione della Neisseria nel 90% dei soggetti di sesso maschile. I prelievi delle secrezioni dalla cervice uterina sono positivi solo nel 60% dei casi. In caso di interessamento del retto, la rettoscopia può mostrare placche di mucopus sulle pareti.
A una visione microscopica, i gonococchi appaiono come piccoli chicchi di caffè. Inoltre è possibile identificarli se riscontrabili all'interno di leucociti polimorfonucleati neutrofili. La superficie esterna del gonococco di Neisser non è ricoperta da una vera capsula glicidica, presente invece in Neisseria meningitidis.
Essenziale è la presenza di pili (composti da subunità proteiche ripetute note come piline) che si estendono dalla membrana citoplasmatica attraverso la membrana esterna: essi mediano l'attacco a cellule epiteliali non cigliate e conferiscono resistenza all'aggressione da parte di leucociti polimorfonucleati neutrofili. I pili sono inoltre correlati al mancato sviluppo di immunità; infatti, in caso di reinfezione, l'elevata variabilità antigenica di queste strutture permette al gonococco di Neisser di infettare l'uomo senza una risposta immunitaria di tipo anticorpale.
In tutte le donne e negli uomini con striscio negativo o dubbio, è necessario identificare il germe mediante esame colturale. Nella raccolta del campione bisogna evitare la disidratazione e le basse temperature, poiché letali per il batterio. Inoltre è opportuno inoculare il campione subito dopo la raccolta su un terreno preriscaldato.
Il gonococco di Neisser richiede particolari terreni colturali come il terreno selettivo di Thayer-Martin, oppure può crescere su terreno agar cioccolato (ovvero non selettivo, poiché alcuni ceppi di gonococchi possono essere inibiti dalla vancomicina, antibiotico usato in un terreno selettivo per uccidere altri microorganismi; questo terreno è appunto usato affinché non si escluda un contagio da gonococco di Neisser se la coltura su terreno selettivo risultasse negativa). La coltura va incubata a 35-36 °C per 48 ore in un'atmosfera contenente il 3-10% di anidride carbonica.
È possibile anche eseguire test rapidi basati sulla ricerca dell'RNA gonococcico.
[modifica] Sintomi e complicanze
- maschi: uretrite gonococcica (entro 2-7 giorni), disuria, stranguria, arrossamento del meato uretrale esterno con fuoriuscita di materiale purulento. In caso di contagio omosessuale, l'infezione oltre che in uretra, può localizzarsi nella mucosa ano-rettale, nel canale anale e nella faringe.
- femmine: l'infezione in uretra è solo transitoria, il batterio si localizza a livello della cervice uterina, delle ghiandole di Skene e delle ghiandole di Bartolini. Anche in questo caso, l'infezione può localizzarsi alla mucosa anale e al faringe. L'infezione decorre anche a lungo in maniera asintomatica, passando inosservata. Spesso l'infezione nella donna viene pertanto rilevata solo in seguito alla diagnosi di uretrite gonococcica nel partner sessuale.
Le complicanze sono: bartolinite, endometrite, peritonite, particolarmente importanti sono le complicanze dell'orchite nell'uomo e della salpingo-ooforite nella donna, che portano a sterilità.
[modifica] Trattamento
La Neisseria Gonorrhoeae si dimostra in buona parte resistente ai sulfamidici, mentre le penicilline sono una terapia utile, anche se sono stati segnalati degli stipiti resistenti. Utile anche il Ceftriaxone.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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