Neisseria

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Neisseria
Neisseria gonorrhoeae
Classificazione scientifica
Dominio Prokaryota
Regno Bacteria
Phylum Proteobacteria
Ordine Neisseriales
Famiglia Neisseriaceae
Genere Neisseria
Specie

Le neisserie sono cocchi Gram-negativi.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il genere Neisseria prende il nome dal batteriologo tedesco Albert Neisser che ne scoprì il primo esemplare, la Neisseria gonorrheae, l'agente patogeno della gonorrea.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Hanno una forma reniforme e le cellule si dispongono in coppie assumendo un tipico aspetto "a chicco di caffè". Sono batteri aerobi-anaerobi facoltativi, immobili, asporigeni, capsulati. Sono tutte catalasi-positive e ossidasi-positive. Le specie patogene per l'uomo sono Neisseria meningitidis (meningite cerebrospinale epidemica) e Neisseria gonorrhoeae (blenorragia).

Specie non patogene[modifica | modifica sorgente]

Le neisserie commensali non patogene per l'uomo sono:

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Generalmente in diplococchi, in cui le cellule si legano dalla parte piano-concava, simulando l’aspetto a chicco di caffè. Sono cocchi Gram-negativi, immobili, asporigeni, spesso capsulati (la capsula in realtà è composta da uno strato di mucosa, non è quindi una vera e propria capsula). Sono inoltre provvisti di fimbrie.

Metabolismo[modifica | modifica sorgente]

Sono aerobi-anaerobi facoltativi anche se necessitano per crescere di una percentuale di CO2 pari al 5 %.

Neisseria meningitidis[modifica | modifica sorgente]

La manifestazione di una infezione da N.meningitidis è caratterizzata da un’infiammazione delle meningi, accompagnata da lesioni infiammatorie all’encefalo e al midollo. La malattia è caratterizzata da rigidità nucale, cefalea, febbre, disturbi mentali e può spesso portare a morte. Colpisce prevalentemente adulti sopra i 45 e bambini. L’infezione si contrae per inalazione dai portatori, e il meningococco si deposita a livello del naso-faringe, dove diffonde per via ematica, giungendo al sistema nervoso centrale.

Strutture superficiali e caratteri antigenici[modifica | modifica sorgente]

Presentano l'endotossina nella membrana esterna, che non è l'LPS ma il LOS (lipoligosaccaride, privo dell'antigene O). Nelle colture sono state identificate, nella capsula di natura polisacaridica, antigeni diversi, attraverso i quali i meningococchi possono essere divisi in dieci gruppi diversi (A, B, C1+, C1-, D, W-135, X, Y, Z, Z'). Gli antigeni capsulari dei meningococchi possono essere correlati a antigeni di specie diversa, specialmente di Escherichia coli.

Meccanismo dell’azione patogena[modifica | modifica sorgente]

Sono generalmente extracellulari in quanto non sopravvivono all’interno dei fagociti. Importante per questa funzione diventa quindi la capsula, con la sua azione antifagocitaria. Oltre questa, l’attività patogena è data dalle endotossine prodotte dalla cellula, che provocano danno vascolare, trombosi, e infiammazioni localizzate e generalizzate. Oltre questo le fimbrie, che consentono la colonizzazione della mucosa faringea.

Manifestazioni cliniche[modifica | modifica sorgente]

La situazione di infezione da meningococco peggiora quando il batterio passa in circolo. Le manifestazioni sono: meningite cerebrospinale epidemica (iperestensione nucale); coagulazione intravascolare con emorragia delle ghiandole surenali (sindrome di Waterhouse-Friderichsen) e CID (coagulazione intravascolare disseminata); polmonite. L’evoluzione dell’infezione da meningococco comincia a livello della mucosa naso-faringea, con l’invasione locale, batteriemia, lesione dell’endotelio e invasione delle meningi. L’infezione si sposta quindi negli spazi sub-aracnoidei, aumenta la pressione intracranica diminuendo così il flusso ematico cerebrale. L’infiammazione scatenata dal sistema immunitario contribuisce poi allo sviluppo della malattia.

Diagnosi di laboratorio[modifica | modifica sorgente]

Si effettua attraverso:

  • Esame microscopico diretto, anche se alcuni bacilli che non causano meningite simulano l’aspetto dei meningococchi.
  • Esame colturale, attraverso l’uso di agar-sangue cotto; oppure attraverso un terreno Thayer-Martin.
  • Ricerca di antigeni polisaccaridici nel liquor, e agglutinazione al lattice che consente di identificare anche il tipo capsulare.

Le colonie di meningococco sono tondeggianti, traslucide e mucose. In aerobiosi trasformano per ossidazione alcuni composti aromatici incolori in prodotti colorati, sottolineando la loro presenza nella coltura. Per l’identificazione dei portatori nel nasofaringe non basta l’esame microscopico, a causa della presenza di neisseire commensali che non causano meningiti. È necessario quindi un esame colturale, utilizzando terreni arricchiti.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Penicillina (rischio di resistenza), sulfamidici (usato per la cura e per la profilassi). Vengono usati nella cura della meningite cerebrospinale epidemica. Il gruppo A di N.menigitidis è il più resistente, specialmente ai sulfamidici.

Profilassi[modifica | modifica sorgente]

Chemioprofilassi: sulfamidici, tetracicline Vaccinoprofilassi: somministrazione di antigeni capsulari con conseguente comparsa di anticorpi specifici per quell’antigene. Vaccini polivalenti, contenenti polisaccaridi capsulari purificati del gruppo A, C, Y e W-135 somministrato in un'unica dose, solamente dopo i 2 anni di età. Il polisaccaride di gruppo B non è incluso, in quanto non ha potere immunogeno. Vaccino anti-meningiococco C coniugato, somministrato sotto al primo anno d’età.

Neisseria gonorrhoeae[modifica | modifica sorgente]

Agente etiologico della gonorrea. Ha gli stessi caratteri dei N.meningitidis, particolarmente fragile al di fuori dell’organismo. È un parassita esclusivo delle specie umana, trasferendosi a livello dell’apparato genitale ed è trasferibile solo attraverso rapporti sessuali. Dall’epitelio stratificato colonnare dell’uretra, il gonococco si trasferisce nel connettivo sub-epiteliale, consentendo l’afflusso di numerosi leucociti neutrofili, alcuni che fagocitano i gonococchi, che poi li trasportano nel lume. Giunti nel lume vengono secreti con la tipica secrezione purulenta che caratterizza l’uretra gonococcica. L’infezione giunge poi nel connettivo sottoepiteliale per poi, attraverso i vasi linfatici e quelli ematici, causare una serie di complicazioni. Queste generalmente sono artriti, orchiti, endocarditi e meningiti. Nell’uomo è raramente asintomatica, caratterizzata da blenorragia, epididimite, orchite, cistite e prostatite. Nella donna la sede dell’infezione primaria è rappresentata dalle ghiandole della cervice uterina, dalle ghiandole di Bartolini e dalle ghiandole di Skene, provoca cistite, salpingite (infiammazione delle tube di Falloppio) e malattia infiammatoria pelvica (PID).

Strutture superficiali, caratteri antigenici e meccanismo dell’azione patogena[modifica | modifica sorgente]

N. gonorrhoeae contiene un antigene capsulare, detto antigene K, che si perde rapidamente nelle colture. Gli stipiti patogenici di N. gonorrhoeae sono provvisti di pili, che sono assenti negli stipiti apatologici, la cui presenza favorisce l’adesione del batterio alla mucosa genitale permettendone la localizzazione.

  • La capsula dei meningococchi ha funzione antifagocitaria
  • Le fimbrie sono soggette alla variazione di fase, ossia la variazione dei geni espressi per le fimbrie, per riuscire a sfuggire agli anticorpi specifici.
  • Proteina I (Por), porina (v. bacteria e membrane del mitocondrio), impedisce la fusione e la formazione del fagolisosoma (v. fagosoma e lisosoma).
  • Proteina II (opa), opacity factor, responsabili dell’adesione alle cellule epiteliali
  • Proteina III (Rmp), protegge gli antigeni superficiali dal riconoscimento da parte di anticorpi specifici.
  • Tbp1 e Tbp2, proteine leganti la transferrina
  • Lipooligosaccaride (Los)
  • Proteasi, inattiva le IgAsecretorie.

Diagnosi di laboratorio[modifica | modifica sorgente]

L’apparato genito-urinario rappresenta una sede di deposizione di numerosi batteri, incluso il N. gonorrhoeae. Per tale ragione per l’identificazione di tale batterio basta un esame microscopico, con l’individuazione di diplococchi a chicco di caffè. Se l’esame risulta negativo si applicano l’uso di terreni di coltura, utilizzando gli stessi terreni del N. meningitidis, oppure utilizzando meccanismi di ricerca di antigeni specifici del materiale patologico.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Penicillina: sempre più frequenti i ceppi resistenti; tetraciclina, in caso di resistenza alla penicillina, ma esistono anche in questo caso ceppi resistenti; chinoloni.

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