Muwatalli II

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Muwattalish, o Muwatalli (... – ...), è stato un sovrano ittita che regnò dal 1295 al 1272 a.C., succedendo al padre Mursili II.

Figlio maggiore ed erede designato del re Mursili II e della regina Gassulawiya, Muwatalli ascese al trono alla morte del padre avvenuta nel 1295 a.C. Quasi simultaneamente Seti I sale al trono d'Egitto, l'altra superpotenza del tempo, e le sue prime azioni chiariscono l'intenzione di riprendere la politica espansionistica nella ricca area siriana, punto di contatto e di frizione da tempo dei due imperi.

Così Muwatalli capisce che presto sarà chiamato ad uno scontro epocale, e tutti i suoi primi atti da sovrano vanno in tal senso: prima cerca di ripopolare il Nord, da sempre vittima delle devastanti incursioni delle tribù barbare dei Kaska, che spesso dai monti del Ponto anatolico si spingevano fino alla capitale Hattusa; compreso come il territorio fosse troppo difficilmente controllabile, e temendo di essere colpito alle spalle durante il probabile scontro con gli Egizi (che presumibilmente sarebbe avvenuto in Siria) Muwatalli prese una decisione senza precedenti: spostò la capitale da Hattusa a Tarhuntassa, nell'Anatolia sud-orientale (nei pressi dell'odierna Hatip) in una zona molto più tranquilla e controllabile, ed assai più prossima al fronte siriano.

Tale azione tuttavia, per quanto strategica, fu percepita quasi come una profanazione dalla nobiltà ittita, legatissima a doppio filo ad Hattusa, insediamento storico, capitale e punto di riferimento degli Ittiti.[1]. Muwatalli di fatto divise così il regno in due parti, nominando suo fratello Hattusili III governatore del Nord, ed installandolo sulla città di Hakpis.

Seti I dette inizio alle ostilità attorno al 1290-1288, attaccando con successo la città di Amurru , sottratta all'Egitto da Suppiluliuma I solo pochi decenni prima; Muwatalli, non sentendosi ancora pronto per il grande scontro, sottoscrisse un trattato col faraone, una tregua momentanea tra i due imperi[2].

Nel frattempo sul fronte occidentale dell'impero l'attività espansionistica del regno miceneo di Ahhiyawa era al suo apice: per mezzo di avventurieri locali e sobillatori il non meglio identificato regno Egeo tentava di alimentare moti indipendentistici da parte del mondo Arzawa, nel chiaro intento di espandere se non il proprio dominio almeno la propria influenza commerciale in un'area che difficilmente, stante l'apparato bellico e politico degli Ittiti, avrebbe potuto diversamente penetrare. Particolarmente attivo era un tale Piyama-Radu, per diversi decenni autentica spina nel fianco di sovrani Ittiti, a tal punto da essere perfino citato in orazioni ed aruspici di sovrani e regine come una piaga da cui esser liberati.[3]

Proprio Piyama-Radu, con un colpo di mano improvviso ed il supporto di suo genero Atpa, reggente di Millawata/Mileto per conto Ahhiyawa, umilia il re-vassallo ittita della "Terra del fiume Seha", Manhapa-Tarhunta, e poi marcia indisturbato attraverso le sue terre sull'altro regno vassallo ittita, Wilusa/Troia, che conquista, rimuovendo il sovrano filo ittita (1285-80 a.C. ca). E' molto probabile che un contingente di Ahhiyawa guidato da Piyama-Radu abbia dunque presidiato Wilusa/Troia, sottraendola al controllo Ittita, episodio narrato nella cosiddetta "Lettera di Manhapa-Tarhunta", una tavoletta in Ittita giunta quasi intatta sino a noi. L'episodio narrato, per coincidenza cronologica quasi assoluta con i testi classici e per lo svolgimento dei fatti, potrebbe essere alla base della leggenda omerica, o almeno è l'episodio storico più vicino alla leggendaria guerra di Troia.

La reazione di Muwatalli non si fece attendere: il sovrano inviò immediatamente un contingente che riconquistò Wilusa, reinstallando un nuovo re-vassallo, Alaksandu, il trattato di pace stipulato con il quale è giunto fino ai giorni nostri (1280 a.C.)[4] Il sovrano ittita rimosse ed esiliò anche l'inetto Manhapa-Tarhunta, sostituendolo sul trono della Terra del fiume Seha con il figlio Mashturi, cui dette in sposa la propria sorella Massunazzi[5].

E così, pacificati gli instabili confini, Muwatalli poté dedicarsi allo scontro epocale con gli Egizi, al cui trono era nel frattempo asceso uno dei più longevi faraoni della storia, il figlio di Seti I, il grande Ramses II.

Dopo alcune scaramucce in area siriana provocate dal faraone (1275 a.C.), Muwatalli scese con il fratello Hattusili per lo scontro finale, che avvenne l'anno seguente a Kadesh, punto di contatto dei due imperi.

Seconda battaglia di Kadesh (verso il 1274 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Kadesh.

Muwatalli, affiancato dal fratello Hattušili (il futuro Hattušili III), decise nuovamente di riprendere la guerra contro gli egizi, già portata avanti dal padre Muršili II e riuscì a formare una coalizione composta da un gran numero di tribù locali. Secondo fonti egizie, gli alleati formavano un esercito composto da 30.000 soldati e 3.000 carri, mentre l'esercito egizio era invece formato da 20.000 fanti e 2.500 carri da guerra.

Muwatalli mandò incontro all'esercito egizio 2 persone a lui fedeli, che, dopo essere state catturate, comunicarono agli egiziani che l'esercito ittita era lontano da Kadesh. Ramses, credendo a quanto raccontato, divise le sue forze: l'armata di Amon si accampò vicino a un bosco, l'armata di Seth, invece, vicino al primo guado lontano da Kadesh, quelle di Ra e Ptah al secondo guado vicino alla roccaforte.

Muwatalli allora fece scattare la sua trappola: i soldati nascosti nel bosco attaccarono l'accampamento, decimando l'armata di Seth e indebolendo quella di Amon. Nei documenti egiziani - le uniche fonti pervenuteci che riferiscono dettagliatamente della battaglia - ben poco imparziali nella loro caratteristica autocelebrazione, si narra che, mentre l'esercito egizio era in fuga, Ramses da solo andò all'attacco, risollevando gli animi dei soldati e riuscendo a sconfiggere le forze ittite, per conseguire una vittoria che fino a poco prima sembrava del tutto impossibile. Volendo cercare di indagare l'esito finale della battaglia in un modo che sia maggiormente vicino alla realtà, si osserverà che lo scontro (peraltro il più grande dell'antichità fino alle Guerre Persiane) si risolse in sostanza senza vincitori né vinti. È probabile che Ramses, al di là di quanto ci riferisce nei suoi documenti autocelebrativi, riuscì a contenere l'esercito avversario grazie al tempestivo arrivo della terza divisione (la quarta quasi sicuramente neppure arrivò in tempo per prendere parte alla battaglia) e di un contingente proveniente dal paese alleato di Amurru, il cui re Benteshina aveva tradito gli Ittiti ed era passato dalla parte degli Egiziani. Lo scontro pare essersi concluso con perdite enormi su ambo i fronti e senza un netto vincitore. Resta, comunque, il dato di fatto che Kadesh restò sotto il dominio ittita ed Amurru e Aba (Damasco) vi ritornarono, come dato dirimente su chi debba essere considerato il vincitore dello scontro; Benteshina fu deposto e portato a Hattusha e sostituito con un nuovo sovrano, il cui nome è Shapili.

Sul finire del regno il sovrano vide fiorire alcuni intrighi di palazzo, con la Regina e sua matrigna Danuhepa che tentò secondo alcuni studiosi[6] di avvantaggiare i propri figli (avuti dal padre di Muwatalli, il re Mursili II, e quindi anch'essi con legittime pretese sul trono) rispetto a quelli del sovrano attuale. Non ci è giunto il nome della consorte principale di Muwatalli, ma sappiamo che il suo erede designato (e poi effettivo successore Urhi-Teshub poi re col nome di Mursili III) non era "di primo rango", ma di una consorte secondaria o concubina; quindi il sovrano, probabilmente temendo per la propria progenie, decise di tenere a corte con sé iltukhanti designato, Urhi-Teshub appunto, ed inviò invece il proprio secondogenito Kurunta ad Hakpis, lontano da corte, laddove il fratello Hattusili regnava sul Nord.

Muwatalli riuscì comunque a domare le lotte dinastiche interne: mise sotto processo Danuhepa per atti profanatori, condannata la rimosse da Regina Regnante e la allontanò da corte.

Entrambi i figli di Muwatalli svolgeranno un ruolo importante nella storia Ittita: Urhi-Teshub diverrà re alla sua morte con il nome di Mursili III e che regnerà per 7 anni tra il 1272 e il 1265, prima di essere deposto, al termine di una autentica guerra civile, proprio dallo zio Hattusili III; Kurunta sarà sovrano di Tarhuntassa, mantenendo una posizione di primissimo piano sia durante il regno di Hattusili III sia durante il regno del figlio e successore di quest'ultimo, Tudhaliya IV.

Forte, rude e astuto, Muwatalli fu uno dei grandi sovrani dell'impero ittita: morì in seguito a cause sconosciute, pochi anni dopo la seconda battaglia di Kadesh.

E' il destinatario della famosa Lettera di Manhapa-Tarhunta, fonte di importanti notizie sulla realtà ed il contesto storico della omerica Guerra di Troia.


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia sul testo di Anitta[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Neu, StBoT 18; H. Otten, MDOG 76 (1938); F. Starke, in ZA 69 (1979); O. Carruba, Anittae Res Gestae, 2001.
  • Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, Oxford (1999).
  • C. W. Ceram, The Secret of the Hittites: The Discovery of an Ancient Empire, Phoenix Press (2001), ISBN 1-84212-295-9.
  • CARRUBA O., Anitta res gestae: paralipomena I, in «Akten des IV Kongresses fur Hethitologie» (Würzburg, Okt. 1999), Harrassowitz, Wiesbaden, pp.51-72, in memoriam E. Neu (2001).
Predecessore Re ittiti Successore
Mursili II 1295-1272 a.C. Mursili III
  1. ^ Trevor Bryce, The empire of the Hittites, 2005.
  2. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.
  3. ^ Beckman, Bryce, Cline, The ahhiyawa texts. CTH 590
  4. ^ Joachim Latacz, Troy and Homer.
  5. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.
  6. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.