Muršili II

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Muršili II (1343 a.C. ca – 1295) è stato un re ittita (nuovo regno), in carica dal 1321 a.C. al 1295 a.C.. Era il quinto e minore dei figli maschi di Šuppiluliuma I, uno dei più potenti regnanti ittiti. Prima della sua ascesa al trono, servì nell'esercito come Capo delle Guardie Reali durante il breve regno del fratello Arnuwanda II, succeduto al padre.

Un giovane Re sul trono di Hatti[modifica | modifica wikitesto]

Mursili II salì al trono dopo la prematura scomparsa del fratello Arnuwanda II che, come il padre, cadde vittima dell'epidemia di peste che a lungo flagellò il regno ittita a partire dal 1325 a.C. e portata ad Hatti dai prigionieri cananei deportati dopo la campagna di Suppiluliuma in quella regione[1]. Morto Arnuwanda e probabilmente anche il suo erede Tulpi-Lugal della stessa malattia (oppure troppo giovane per regnare), resta un mistero perché sia stato Mursili ad ascendere al trono, peraltro con il consenso degli altri due fratelli che gli erano maggiori ancora in vita: Sharri-Kushuh/Piyassili vicerè di Carchemish e Telipinu governatore di Aleppo. Verosimilmente, essendo Arnuwanda già ammalato nel breve periodo in cui aveva regnato, Mursili in qualità di Capo delle Guardie Reali aveva già svolto in qualche modo le veci del re, e così alla famiglia reale deve essere sembrato naturale che fosse lui a succedere al fratello.

Non appena si sparse la notizia dell'ascesa di un re ritenuto tanto inesperto e giovane, la periferia dell'impero si sollevò. Il re dovette affrontare subito la rivolta della tribù dei Kaska del Ponto anatolico, le cui incursioni periodicamente si ripetevano in un'area oltretutto troppo vicina alla capitale Ittita; Mursili, domate le rivolte, pensò di ripopolare le terre dell'estremo Nord, in modo da formare una sorta di cuscinetto tra i Kaska e Hattusa, rendendo così ancora più massiccia la pratica tipicamente Ittita della deportazione.[2]

La Rivolta di Arzawa[modifica | modifica wikitesto]

Ma la sfida più grande giunse a Mursili da Ovest: il variegato mondo Arzawa, domato da suo padre Suppiluliuma I con tanta determinazione, manifestò nuovi moti indipendentistici, vagheggiando evidentemente di ricostituire un passato glorioso ed unitario come alcuni decenni prima quando, sotto Tarhuna-Radu, aveva conquistato un ruolo di primo piano, confinando gli Ittiti nella loro terra d'origine.

Quando Mursili ascese al trono, l'area Arzawa era suddivisa in almeno cinque stati separati, tutti vassalli Ittiti, secondo la ripartizione regionale effettuata con ogni probabilità un ventennio prima da Suppiluliuma I; Wilusa, la Troia dei greci; Terra del fiume Seha, (su cui era appena asceso al trono Manhapa-Tarhunta, figlio del fedele vassallo ittita Muwa-Walwi); Mira-Kuwaliya su cui regnava Mashuiluwa, sposato a Muwatti, figlia di Suppiluliuma e sorella di Mursili; Hapalla sul cui trono era Targasnalli; e infine lo stato che gli studiosi hanno denominato "Arzawa Minor", il nucleo centrale dell'area sviluppato attorno alla capitale Apasa (l'attuale Efeso), su cui regnava l'anziano Uhha-Ziti, l'uomo che aveva patito il riscatto Ittita un ventennio prima, sconfitto e reso vassallo proprio da Suppiluliuma I[3].

A questi, sebbene probabilmente di etnia differente ma comunque collocati nell'area Occidentale dell'Anatolia e strettamente legati al mondi Arzawa, possono essere aggiunti gli stati di Masa e di Lukka, entrambi in orbita Ittita.

Diversa la situazione per il territorio attorno a Millawata/Mileto: la città, in passato spesso in orbita Ittita, era divenuta una sorta di avamposto regionale per la potenza Egea degli Ahhiyawa, un regno miceneo non meglio identificato ad oggi[4], che gli studiosi propongono alternativamente essere Micene (la maggioranza), il mondo miceneo in genere o Tebe. Non avendo verosimilmente la forza per una conquista armata, dalla metà del 14° secolo a.C., gli Ahhiyawa si erano spinti in Anatolia con evidenti scopi commerciali e politici, facendo leva su alcuni sobillatori o piccoli "signori" locali, per fomentare l'insofferenza e la ribellione verso l'impero Ittita che, con la sua presenza, impediva di fatto che Ahhiyawa potesse penetrare nell'area; Millawata, di fatto, era divenuta la loro base.

Convinto di aver di fronte un avversario debole e di poter contare sull'appoggio e la ricompensa di Ahhiyawa, Uhha-Ziti sfidò apertamente il nuovo re, ribellandosi ed incitando alla rivolta gli altri stati Arzawa; Muršili II registrò il disprezzo del rivale in un documento: "Tu sei solo un bimbo; non sai niente e non mi fai alcuna paura. Il tuo regno è in rovina, la tua fanteria e la tua cavalleria sono deboli. Contro la tua fanteria, ho una grande fanteria; contro la tua cavalleria, ho una gran cavalleria. Tuo padre aveva una grande fanteria e una grande cavalleria. Ma tu che sei un bimbo, come puoi essergli uguale?"

Ma se Muršili II era sì un giovane re, non disponeva affatto di un esercito in rovina, né mancava di capacità e coraggio, come Uhha-Ziti avrebbe imparato a proprie spese; sistemata la questione Kaska, il re mosse personalmente ad Ovest, invadendo il mondo Arzawa con le propri truppe a cui si erano unite quelle del fratello Sharri Kushuh, governatore di Carchemish. Uhha-Ziti, che poteva contare su un eccellente esercito le cui guarnigioni erano guidate dai figli Piyama-Kurunta e Tapalazunawali, riuscì ad avere l'appoggio dello stato del fiume Seha, mentre Mira, sebbene scossa verosimilmente da rivolte interne e divisa in fazioni, combatté con il proprio re Mashuiluwa al fianco Ittita; incerta la posizione di Wilusa ed Hapalla, che comunque devono essere rimaste neutrali. Mentre Mursili marcia verso Arzawa un meteorite cade sulla capitale Apasa e ferisce tra gli altri proprio Uhha-Ziti alle ginocchia; gli Ittiti interpretano il segno come un presagio divino, metre Uhha-Ziti non può guidare l'esercito in battaglia e lo affida al figlio Piyama-Kurunta; lo scontro avviene sul fiume Astarpa e Mursili sconfigge duramente l'esercito Arzawa (1319), distrugge Millawata stringe d'assedio Apasa e costringe Uhha-Ziti con i figli a fuggire nelle isole egee riparando ad Ahhiyawa, dove il re ribelle morirà in capo a pochi mesi la Primavera seguente[5]. Si prepara ad attaccare la Terra del fiume Seha, ma il giovane re ribelle Manhapa-Tarhunta gli invia in avanscoperta l'anziana madre ad invocare il perdono; Mursili glielo concede e lo riconferma re vassallo[6]. Gli altri stati Arzawa riconfermano la loro sottomissione agli Ittiti: Mursili cancella il territorio di Arzawa Minor, inglobandolo nello stato di Mira (1318) sotto Mashuiluwa[7], verosimilmente per la fedeltà dimostrata.

Nuove sfide, nuovi successi[modifica | modifica wikitesto]

Al rientro ad Hattusa, una nuova ondata di attacchi dei Kaska attendeva il re: infatti i barbari del Nord, per la prima volta, si erano radunati attorno ad un leader unico, tale Pihhuniya, che stava alimentando quell'idea di nazione unica che alla bellicose tribù del Ponto anatolico era sempre mancata in passato; Mursili intervenne con immediatezza e decisione, ed ancora una volta di persona: salì al Nord, ingaggiò battaglia, sconfisse e ridusse in schiavitù Pihhuniya (1317), cancellando l'idea di una nazione Kaska.

Tramontata intanto l'esperienza atoniana di Akhenaton, l'Egitto si stava risollevando, manifestando rinnovate ambizioni espansionistiche in Siria; il nuovo faraone, il generale Horemheb, stava fomentando rivolte tra gli stati vassalli Ittiti dell'area, inviando guarnigioni proprie in appoggio degli stati locali (1315); ma Mursili interviene e sconfigge gli Egizi, costringendoli a riparare a Sud, sebbene le rivolte ed il malcontento nell'area restino.

Di Mursili abbiamo una fonte immensa di notizie: infatti sono sopravvissuti gli Annali dei primi dieci anni di regno, addirittura in due stesure diverse (stringata e più ampia), una cronaca attenta, minuziosa e preziosissima di ogni accadimento della vita del sovrano, e del regno Ittita in genere.

L'anno più difficile del regno di Mursili, però, fu il 1313: per ragioni non del tutto chiare muoiono i due fratelli maggiori che regnano in Siria e sul cui appoggio il sovrano aveva fatto leva per tutto il suo mandato, ed in un momento in cui i principati siriani sono ancora in fermento; gli Assiri, approfittando del vuoto di potere, invadono Carchemish, proprio mentre a Nord le tribù Azzi-Hayasa invadono le "Terre Alte" Ittite. Per giunta, all'inizio del 1312, muore in circostanze misteriose l'amata moglie del re, Gassulawiya, che gli ha appena dato il secondogenito Hattusili; Mursili è accerchiato.

E ancora una volta il re dà il meglio di sé in un momento disperato: divide l'esercito in tre parti indipendenti e spedisce al Nord il primo troncone al comando del generale Nunanza, in Siria il secondo sotto il veterano Kurunta e guida a Carchemish il terzo in prima persona contro gli Assiri[8]. La reazione vigorosa ha successo, cogliendo probabilmente alla sprovvista i nemici: Nunanza scaccia gli invasori dalle Terre Alte (1313) e poi l'anno seguente, raggiunto dal re, invade e sottomette il territorio degli Azzi-Hayasa. Mursili scaccia gli Assiri che retrocedono ed abbandonano Carchemish, al cui governatorato pone il nipote Shahurunuwa; i principati siriani infine vengono di nuovo sottomessi, e la frontiera Ittita con l'Egitto torna a Kadesh, storico punto di contatto tra gli imperi. Su Aleppo Mursili appunta l'altro nipote Talmi-Sharrumma, ripristinando gli equilibri e le certezze familiari.

Nel frattempo l'epidemia di peste che ha colpito Hatti sotto Suppiluliuma I e che al re ed al suo erede era costata la vita, continua anche sotto il regno di Mursili; il sovrano, si legge in un'orazione, ritiene che la responsabilità sia da attribuirsi ai "fatti relativi alla morte di Tudhaliya il Giovane", il fratello maggiore di Suppiluliuma I eliminato cruentemente una volta asceso al trono proprio dal padre di Mursili, circostanza di cui l'orazione ci dà conferma indiretta.

Il sovrano affronta anche la questione della morte della moglie, mettendo sotto processo l'attuale Regina Regnante, Tawananna, l'ultima moglie di suo padre, accusandola di aver eliminato la moglie con la magia nera. In realtà tra i figli di Suppiluliuma e l'ultima consorte del padre non era mai corso buon sangue: questi rimproveravano alla principessa babilonese Malnigal (che poi era ascesa al ruolo di Regina Ittita con il nome di Tawananna) di aver introdotto a corte usi e costumi troppo diversi da quelli della tradizione di Hatti; è possibile che Mursili stesse pensando, dopo quasi un decennio di sopportazione, di sostituirla nel ruolo di Regina con la moglie Gassulawiya e che Tawananna, proprio per questo, abbia in qualche modo tramato per eliminare la rivale. Il processo si concluse con la condanna della Regina ma Mursili, contro il parere degli aruspici, le riasprmiò la vita, limitandosi ad esiliarla.[9]

Nuovi venti di rivolta però soffiavano ad Ovest: sobillato dal reggente della città di Maşa a ribellarsi agli Ittiti fu stavolta Mashuiluwa di Mira (1310); ancora una volta Mursili guidò personalmente il suo esercito in terra Arzawa ed ancora una volta con successo: Mashuiluwa, sconfitto, fu confinato ad Hattusa mentre sul trono di Mira venne posto suo figlio adottivo Kupanta-Kurunta membro della famiglia reale per parte di madre.

Mursili, riportano gli annali, era affetto da una non meglio identificata "malattia della parola", non è chiaro se sia stata una semplice balbuzie o difficoltà ad articolare suoni; pare che il re attribuisse tale circostanza allo spavento preso durante una forte tempesta; in realtà gli studiosi ritengono che potessero essere gli effetti di un piccolo ictus[10].

Verso la fine del regno (1300 ca), Mursili deve essersi quasi certamente risposato[11], e la nuova consorte deve essere stata Danuhepa, che troviamo associata come Regina Regnante anche ai due sovrani ittiti successivi, probabilmente perché molto giovane all'epoca delle nozze; è possibile che la coppia abbia avuto dei figli.

Della seconda metà del regno di questo sovrano abbiamo meno notizie, ma furono comunque anni più tranquilli, con le periferie dell'impero pacificate e la famiglia reale consolidata come poche volte nella storia Ittita; Mursili II morì dopo 27 anni di regno, nel 1295, risultando uno dei maggiori sovrani della storia del suo popolo.

Il suo tuhkanti designato ed effettivo successore fu il figlio maggiore avuto da Gassulawiya, il principe Muwatalli II.

L'eclissi[modifica | modifica wikitesto]

L'eclissi solare di Muršili è un evento di grande importanza per la datazione dell'Impero ittita entro i confini della cronologia del Medio Oriente. Ci sono difatti solo due possibili date per l'eclissi: 13 aprile 1308 a.C. o 24 giugno 1312 a.C. Molti storici concordano con la prima data, anche se quelli che concordano con la seconda affermano la plausibilità di essa in quanto gli effetti di un'eclissi totale sarebbero stati particolarmente drammatici nell'area del Peloponneso e in Anatolia, dove Muršili II stava ingaggiando guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bryce, p. 191
  2. ^ Bryce, p.211
  3. ^ Trevor Bryce, I troiani ed i popoli limitrofi.
  4. ^ Joachim Latacz, Troy and Homer.
  5. ^ Mursili, Annali dei dieci anni, anni 3-4. CTH 61.
  6. ^ Beckman, Bryce, Cline, The Ahhiyawa texts.
  7. ^ Come ipotizzato da Rehinold-Kramer e poi confermato dalla traduzione di Hawkins dei rilievi di Karabel.
  8. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.
  9. ^ Bryce, p.211
  10. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.
  11. ^ Vedi voce correlata "Danuhepa" in questo progetto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, New Edition, Oxford University Press, 2005.


Predecessore Re ittiti Successore
Arnuwanda II 1321-1295 a.C. Muwatalli

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