Arzawa

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Localizzazione dei principali siti nell'Anatolia ittita

L'Arzawa (forma antica Arzawiya) fu un regno e una regione dell'Anatolia occidentale del II millennio a.C. La sua storia viene attinta unicamente da fonti esterne, provenienti essenzialmente dal vicino regno degli ittiti, che combatterono spesso in questa regione. La localizzazione esatta del territorio dell'Arzawa è ancora dibattuta, venendo comunque a trovarsi a sud-ovest dell'Anatolia, tra la Licia e la Lidia posteriori, possibilmente esteso fino al Mar Egeo. L'Arzawa è senza dubbio un regno di cultura luvia, come viene attestato dai nomi delle persone originarie di questi luoghi e dal fatto che si veneravano delle divinità luvie, come Arma (la Luna) e Tarhunda (il dio della tempesta).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima attestazione storica del regno d'Arzawa risale al regno di Hattushili I, verso il 1650 a.C. Un conflitto l'oppone al suo vicino occidentale, ormai già una grande potenza. Approfittando dell'indebolimento del regno ittita sotto il regno di Zidanta I (1550 a.C. ca.), i re d'Arzawa estesero il loro territorio. Quando il regno ittita diventa nuovamente una grande potenza a partire dal regno di Tudhaliya I, l'Arzawa diventa una fonte di grande preoccupazione, come tutta la regione dell'Anatolia occidentale, dove gli ahhiyawa (gli achei ?), iniziarono a mettervi piede. Si sa che un sovrano locale vassallo degli ittiti, Madduwatta, sfidando il re d'Arzawa, Kupanta-Kurunta, viene da questi vinto. I due finiranno più tardi per fare la pace, uno scacco per Tudhaliya I che vede di cattivo occhio l'alleanza del suo vassalo con il suo nemico. Tudhaliya II combatte a sua volta nell'Arzawa, senza troppo successo. Questo regno era allora al suo apogeo, quando Hatti invece si indeboliva nelle lotte dinastiche.

Il nuovo re d'Arzawa, Tarhundaradu, ne approfitta per prendere le regioni ittite di Bas, per poi mettersi in contatto con il faraone Akhenaton, al quale scrisse due lettere in ittito, nelle quali esplicava la prossima scomparsa del regno ittita, in contrasto con la sua nuova potenza, chiedendo un'alleanza matrimoniale con l'Egitto. Ma gli ittiti erano ben lungi dall'aver detto la loro ultima parola: Suppiluliuma I ristabilsce la situazione presso gli ittiti, riportando una vittoria contro l'Arzawa, il cui nuovo re, Utta-ziti, riuscì a formare una coalizione contro Hatti con l'aiuto degli Ahhiyawa. Allora il re ittita Mursili II, figlio di Suppiluliuma, intraprese una grande spedizione che nel giro di due anni riuscì ad abbattere l'Arzawa, prendendone la sua capitale, Apasa (Efeso ?), sottomettendo tutte le province circostanti. Secondo quanto si dice di Mursili, 65.000 abitanti dell'Arzawa vennero deportati verso i paesi ittiti. Le regioni d'Arzawa vennero divise fra gli antichi vassalli di Utta-ziti, i regni di Hapalla, Mira-Kuwaliya e i paesi del fiume Seha, che entrarono nell'orbita ittita firmando trattati di vassallaggio con Mursili. Non si sa esattamente cosa successe alla stessa Arzawa; il regno di Mira potrebbe forse avere recuperato le regioni che ne costituivano il suo cuore.

Alcune rivolte scoppiarono in seguito nel regno di Arzawa, particolarmente sotto il regno di Muwatalli II, che fronteggiò le ambizioni degli Ahhiyawa, e sotto quello di Tudhaliya IV, che reprimette la rivolta del regno del fiume Seha. Fin d'allora la regione vide stabilirsi alcuni dei cosiddetti popoli del mare che devastarono in seguito il Vicino Oriente, come i lukka (lici). L'ultima menzione riguardo all'Arzawa viene fatta dal faraone Ramesse III, che riferisce la distruzione di paesi da parte dei popoli del mare.

Re[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) C. Melchert & H. Craig (curatori), I luvi, Leiden, 2003;
  • (EN) T.Bryce, Il regno degli ittiti, Oxford, 1998;
  • (EN) G.Beckman, Testi diplomatici ittiti, Atlanta, 1996;
  • (EN) J. D. Hawkins,« Tarkasnawa King of Mira 'Tarkondemos', Boğazköy Sealings and Karabel », in Studi antolici 48, 1998, p. 1-31.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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