Mutisioideae

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Mutisioideae
Mutisia clematis 137-8391.jpg
Mutisia orbignyana
Classificazione Cronquist
Deletion icon.svg taxon non contemplato
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Mutisioideae
(Cass.) Lindl., 1829
Tribù

Mutisioideae (Cass.) Lindl., 1829 è una sottofamiglia di piante angiosperme dicotiledoni appartenente alla famiglia delle Asteraceae. [1][2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della sottofamiglia deriva dal suo genere tipo (Mutisia L. f.) che a sua volta è stato denominato in onore del botanico spagnolo José Celestino Bruno Mutis y Bosio (1732–1808).[3]
Il nome scientifico della sottofamiglia è stato definito prima dal botanico e naturalista francese Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781 – 1832) e successivamente dal botanico inglese John Lindley (Catton, 8 febbraio 1799 – Turnham Green, 1º novembre 1865) in una pubblicazione del 1829.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questa sottofamiglia hanno un habitus erbaceo annuale o perenne o arbustivo; alcune specie sono arrampicanti e altre arboree. Sono presenti anche specie dioiche. Tutte le piante di questo gruppo sono prive di lattice.[5][6]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato; possono formare anche una rosetta basale oppure sono densamente raggruppate su rami brachiblasti (rami corti con corti internodi). La lamina può essere intera o dentata a forma lineare-spatolata; in alcune specie ha delle forme sagittate o astate. In alcuni casi i bordi sono dentati o appena lobati.

Le infiorescenze possono essere di vario tipo: piccole all'ascella delle foglie; oppure sottoforma di densi corimbi terminali con pochi o tanti capolini; oppure possono essere dei glomeruli di capolini densamente aggregati; o formate da capolini semplicemente scapiformi. I capolini di tipo radiato o disciforme o discoide e sono formati da un involucro composto da diverse squame (o brattee) al cui interno un ricettacolo fa da base a fiori tubulosi (del disco) e quelli ligulati (fiori del raggio). Le dimensioni dei capolini sono da medie a grandi. L'involucro ha la forma da campanulata a emisferica o cilindrica con brattee disposte su 3 - 5 serie in modo embricato. Il ricettacolo può essere privo di pagliette a protezione della base dei fiori oppure può esserne provvisto; a volte è alveolato.

I fiori sono tetraciclici (a cinque verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e in genere pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). Le corolle sono rosse, arancio, purpuree, rosa, bianche o bicolorate (bianco/purpureo). Le corolle dei fiori del raggio sono bilabiate con tre denti sul labbro esterno e 1 - 2 denti su quello interno; questi fiori sono normalmente femminili. Le corolle dei fiori del disco hanno 2 - 5 denti; i lobi possono essere da corti a lunghi, uguali o ineguali in lunghezza; questi fiori sono ermafroditi e fertili (oppure funzionalmente maschili).

L'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo.[7] Le appendici apicali delle antere sono acute o troncate. Le teche sono prive di speroni in Mutisieae e calcarate (provviste di speroni) nelle altre tribù; le teche sono inoltre sempre provviste di code.

Il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[7]. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi sono rotondi o troncati ed eventualmente papillosi sulla parte abassiale.

I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è fusiforme o cilindrica (raramente è compressa); le pareti sono ricoperte da coste (raramente sono presenti dei rostri) e sono glabre (o eventualmente setolose). Il carpoforo è uno stretto anello o corto cilindro oppure è assente. Il pappo (raramente è assente) è formato da setole disposte su 2 - 4 serie (in alcuni casi sono uniseriate), sono barbate o piumose del tutto o a volte sono subpiumose solo nella parte apicale.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La sottofamiglia è distribuita prevalentemente in Sud America, con l'eccezione di 4 generi (Chaptalia, Gerbera, Trichocline e Adenocaulon) che hanno un areale pressoché cosmopolita (assenti solo in Europa).[1]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della sottofamiglia (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[8] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[9]). La sottofamiglia Mutisioideae è una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae.
Il carattere più importante del gruppo sono le sue corolle profondamente sezionate in lobi (in alcune specie i lobi risultano bilabiati). Altri caratteri importanti sono: gli involucri con brattee embricate, le antere con speroni, code e con appendici fortemente sclerificate, stili ben evidenti (sporgenti dalla corolla) e sostanzialmente glabri.[10]
Le prime descrizioni di alcuni componenti di questa sottofamiglia (le tribù Mutisieae e Nassauvieae) risalgono al 1816 per opera del botanico francese Cassini. Il nome della sottofamiglia (Mutisioideae) appare per la prima volta con il botanico inglese John Lindley nel 1829 suddivisa in due tribù (Archetypae e Gerberieae) contenenti alcuni generi come Chaetanthera, Gerbera e Perdicium. Separatamente Lindley definisce anche la sottofamiglia Nassauvioideae con le tribù Archetypae e Trixideae contenenti tra gli altri i generi Triptilion, Jungia e Trixis. Questi ranghi sono stati utilizzati da vari Autori fino ai tempi moderni: David Don (1830), Christian Friedrich Lessing (1832), Augustin Pyrame de Candolle (1838), George Bentham & William Jackson Hooker (1873) e Hoffmann (1894).[11] In epoca più recente la classificazione più seguita è stata per lungo tempo quella proposta da Cabrera che contemplava la raccolta delle varie specie della sottofamiglia nella tribù Mutisieae suddivisa a sua volta in 4 sottotribù: Barnadesiinae, Gochnatiinae, Mutisiinae (qui erano comprese anche le specie ora assegnate alla tribù Onoserideae[12]) e Nassauviinae.[13] Moderni studi filogenetici hanno evidenziato il carattere polifiletico del raggruppamento proposto da Cabrera e hanno ridisegnato i confini della tribù, trasformandola nell'attuale sottofamiglia con le tre tribù descritte più sotto. Dalla tribù "sensu" Cabrera sono state ricavate anche due nuove sottofamiglie: Barnadesioideae (D.Don) Bremer & Jansen e Gochnatioideae (Betng. & Hook. f.) Panero & V.A. Funk. Ultimamente dalla sottofamiglia Mutisioideae è stata anche esclusa la tribù Stifftieae, per formare anche questa una nuova sottofamiglia (Stifftioideae (D. Don) Panero); tribù inserita nel frattempo nella sottofamiglia su proposta di Katinas et al. (2008). [14] [15]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma della sottofamiglia

La sottofamiglia nell'attuale struttura filogenetica si presenta monofileica. In particolare Onoserideae risulta “gruppo fratello” del clade Mutisieae/Nassauvieae. Delle relazioni interne delle tre stirpi solamente la tribù Mutisieae non è stata risolta completamente. Al suo interno certamente monofiletico è il gruppo di infiorescenze scapose formato dai generi Brachyclados, Trichocline, Chaptalia e Gerbera, mentre Mutisia è “gruppo fratello” Pachylaena. Nella tribù Nassauvieae una posizione particolare hanno i generi Lophopappus e Proustia caratterizzati da specie con corolle attinomorfi e bilabiate e risultano quindi “gruppo fratello” del resto della tribù con specie con corolle solamente bilabiate.[10] Il cladogramma a lato, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra la struttura interna della sottofamiglia (sono indicate solamente alcuni generi).

Composizione della sottofamiglia[modifica | modifica wikitesto]

Tribù Mutisieae[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mutisieae .

Comprende 14 generi e circa 253 specie.[16][17]

Tribù Nassauvieae[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nassauvieae .

Comprende 26 generi e 319 specie.[16][18]

Tribù Onoserideae[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Onoserideae .

Comprende 6 generi e circa 53 specie.[16]

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Panero J.L. and Funk V.A, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  2. ^ Funk et al. 2009, p.176
  3. ^ Liliana Katinas & John Pruski & Gisela Sancho & María Cristina Tellería, The Subfamily Mutisioideae (Asteraceae) in Bot. Rev. (2008) 74:469–716.
  4. ^ (EN) Mutisioideae in Universal Protein Resource (UniProt) Taxonomy Database. URL consultato il 26 maggio 2013.
  5. ^ Funk & Susanna, pag. 178
  6. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 100-116
  7. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  8. ^ Judd 2007, pag. 520
  9. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  10. ^ a b Jose L. Paneroa & V.A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: Major clades of the Asteraceae revealed in Molecular Phylogenetics and Evolution 47 (2008) 757-782.
  11. ^ Katinas2008, pag. 470-1
  12. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 108
  13. ^ Cabrera A.L., Mutisieae-systematic review in Heywood, V.H., Harborne, J.B. & Turner, B.L. (eds.), The Biology and Chemistry of the Compositae, vol. 2, Londra, Academic Press, 1977, pp. 1039–1066.
  14. ^ Katinas2008, pag. 500
  15. ^ Funk & Susanna, pag. 199
  16. ^ a b c Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Mutisieae sensu stricto - Chapter 14 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, p.232.
  17. ^ Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 100-116, Berlin, Heidelberg, 2007.
  18. ^ Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 100-108, Berlin, Heidelberg, 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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