Assemblea Consultiva Islamica

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Il Majles dell'Iran (persiano مجلس), ufficialmente chiamato Assemblea Consultiva Islamica, definito anche come parlamento iraniano, è l'organismo legislativo della Repubblica Islamica dell'Iran. Si compone di 290 seggi, assegnati durante le elezioni politiche. L'attuale presidente dell'Assemblea è Ali Larijanil (dal 14 marzo 2008).

Sotto gli Scià[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, il Majles era una camera legislativa creata nel 1906, per concessione dello scià Mozaffar ad-Din Shah Qajar a seguito alla rivoluzione costituzionale iraniana, condotta in maniera non violenta con un sit-in presso l'ambasciata inglese ed alcuni Santuari dai più politicizzati tra i capi del clero sciita (in particolare Tabatabai e Behbahan), in alleanza con i grandi mercanti di Teheran e con gli attivisti delle anjoman, associazioni laiche di intellettuali e funzionari governativi create sul modello occidentale per tentare di modernizzare l'Iran. I costituzionalisti furono tuttavia ben presto abbandonati al loro destino dagli inglesi che, nel 1907, si accordarono per la spartizione della Persia in zone d'influenza con i russi. Questo permise l'intervento militare zarista a favore della restaurazione assolutista ed il Parlamento di Teheran fu bombardato dai russi nel 1908. I costituzionalisti resistettero tuttavia a Tabriz e nel Sud e riconquistarono la capitale nel 1909. Il Parlamento assunse allora un consulente americano, il banchiere di New York Morgan Shuster, per risanare le finanze pubbliche.

Quando questi cercò di esigere il pagamento delle imposte anche alla grande nobiltà Qajar, questa chiese nuovamente aiuto alla Russia e le truppe zariste intervennero una seconda volta per schiacciare i costituzionalisti ed imporre l'assolutismo. Dopo qualche anno i persiani tornarono tuttavia ad eleggere un nuovo Majlis (il terzo) ed il sistema parlamentare sopravvisse quindi alla repressione. Nel 1925 il Parlamento votò per il cambio di Dinastia dai Qajar ai Pahlavi, il nuovo Scià Reza Pahlavi avviò ben presto un regime autoritario in cui il ruolo del Majlis era sostanzialmente solo formale. Chi si oppose, come l'Ayatollah Modarres e Mohammad Mossadeq fu perseguitato.

La Camera entrò in funzione in modo effettivo solo sotto durante la seconda guerra mondiale, con l'occupazione alleata e l'ascesa al trono dello scià Mohammad Reza Pahlavi. Negli anni Cinquanta tornò alla politica attiva Mohammad Mossadeq che divenne Primo Ministro e fece approvare la nazionalizzazione del petrolio nel 1951 e per altri provvedimenti minori. Nel 1953 Mossadeq abolì il Majlis per governare con poteri eccezionali, ma fu deposto da un colpo di Stato (Operazione Ajax). Da allora i poteri del Parlamento furono limitati ed il governo tornò ad essere autocratico. Nel 1963, con un "mezzo consenso" dello scià, vennero ammesse anche le donne (attualmente, nella Repubblica Islamica, esse hanno gli stessi diritti). Allora, il Majles si chiamava Assemblea Nazionale Consultiva (مجلس شورای ملی).

La Repubblica Islamica[modifica | modifica wikitesto]

Con la Rivoluzione iraniana, i grandi sconvolgimenti politici portarono all'abolizione del Senato e, nel 1989, alla formazione dell'Assemblea Consultiva Islamica. L'Iran diventava una repubblica con un Parlamento monocamerale.

Quale organismo legislativo, il Majles ha il compito di discutere, approvare o respingere le leggi. Differentemente da molti altri paesi del mondo, esso non elegge il presidente della Repubblica, i cui candidati vengono presentati dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione e successivamente uno di loro viene scelto dal popolo tramite elezione a suffragio universale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Abrahamian, "Iran between two Revolutions" Princeton 1982.
  • Stefano Beltrame, "Mossadeq, l'Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della rivoluzione islamica", Soveria Rubbettino 2009.
  • Marcella Emiliani, Marco Ranuzzi de' Bianchi, Erika Atzori, Nel nome di Omar. Rivoluzione, clero e potere in Iran, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-000-8.

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