Magnifica ossessione

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Magnifica ossessione
Titolo originale Magnificent Obsession
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1954
Durata 108 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Douglas Sirk
Soggetto Lloyd C. Douglas (romanzo omonimo) e adattamento di Robert Blees di un testo di Sarah Y. Mason e Victor Heerman
Sceneggiatura Robert Blees
Produttore Ross Hunter per Universal Pictures
Fotografia Russell Metty
Effetti speciali David S. Harsley
Musiche Frank Skinner, Joseph Gersherson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Magnifica ossessione è un film del 1954 diretto da Douglas Sirk.

Il film, tratto dall'omonimo romanzo del pastore luterano Lloyd C. Douglas pubblicato nel 1929, è un remake del film Magnificent Obsession (Al di là delle tenebre, 1935) di John M. Stahl.

Trama[modifica]

Bob Merrick, erede nullafacente di una ricchissima famiglia, ha interrotto gli studi di medicina per inseguire le sue conquiste erotiche e sportive. In una delle sue sfrenate corse sulle acque di un lago con il suo velocissimo motoscafo, rimane vittima di un incidente e il personale medico, per salvarlo, gli porta il respiratore di un malato di cuore, il dottor Phillips. Phillips, chirurgo generoso e amato da tutti, si sente male e muore, mentre il giovane riesce a salvarsi. Ricoverato proprio nella clinica fondata dal dottor Phillips, Bob si comporta con arroganza nei confronti del personale e fugge di nascosto prima della dimissione facendo l'autostop. A caricarlo in auto è proprio la vedova del defunto: Bob la corteggia sfacciatamente fino a irritarla ma, colto da un malore, viene riaccompagnato in clinica. Qui la signora apprende che è stato proprio lui a causare, involontariamente, la morte di suo marito.

Quando Bob esce dalla clinica, insiste nuovamente nel corteggiare la vedova, ma questa lo respinge indignata, tanto che un giorno, per allontanarsi in fretta da lui, viene investita da un'automobile, diventando cieca in seguito al colpo. Bob ha intanto scoperto che il dottor Phillips era un filantropo il cui ideale consisteva nel rendersi utile al prossimo senza volere nulla in cambio. Così viene a sua volta divorato da questa «magnifica ossessione», e inizia ad occuparsi, senza voler essere riconosciuto, della donna che ha reso prima vedova e poi cieca. Bob decide inoltre di riprendere gli studi che aveva interrotto, volendo fare tutto il possibile perché Helen, la sua amata, riacquisti la vista. Helen, anche dopo aver riconosciuto l'identità di Bob, ne ricambia l'amore e ritrova grazie a lui la gioia di vivere.

Critica[modifica]

Morando Morandini, nel suo Dizionario dei film, ha scritto: «Attori, messinscena, fotografia impeccabili».

Collegamenti esterni[modifica]

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