Leó Szilárd

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Leo Szilard

Leo Szilard (Budapest, 11 febbraio 1898La Jolla, 30 maggio 1964) è stato un fisico, inventore e scrittore ungherese naturalizzato statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era nato a Budapest ai tempi dell'Impero Austro-Ungarico da una famiglia di origine ebraica. Suo padre era un ingegnere civile. Szilard fu il primo, nel 1933, ad avere l'idea di una reazione nucleare a catena. Diresse insieme ad Enrico Fermi la costruzione del primo reattore nucleare e successivamente partecipò al Progetto Manhattan. Nel 1947 Szilard cambiò completamente il campo di studi passando dalla fisica alla biologia molecolare.

Szilard era noto ai suoi colleghi per la sua personalità eccentrica, ed era inoltre molto abile nel predire eventi politici. Disse di avere predetto lo scoppio della Prima guerra mondiale quando aveva 16 anni. Quando nacque il Partito Nazista in Germania disse che un giorno avrebbe controllato l'Europa, e nel 1934 anticipò alcuni dettagli della Seconda guerra mondiale.

Nel 1930 brevettò, assieme ad Albert Einstein, un tipo di frigorifero che non aveva bisogno di elettricità per funzionare[1]. L'introduzione alla fine degli anni '30 del freon portò al suo uso nei frigoriferi commerciali e il brevetto Einstein-Szilard non venne mai utilizzato in pratica. I problemi di inquinamento dovuti al freon stanno portando recentemente a riesaminare la possibilità di costruire frigoriferi basati sul brevetto Einstein-Szilard del 1930.[2] Il-frigorifero-di-einstein-ad-assorbimento-la-sua-rinascita-racconta-da-tiziano-luoni-della-eurofridge

Era solito risiedere in stanze d'albergo, con una valigia sempre a portata di mano.

Come scrittore fu autore di alcune opere di fantascienza.

L'idea della reazione a catena[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1932 Szilard lesse il libro di H. G. Wells La liberazione del mondo. Nel libro si parlava dell'utilizzo dell'energia atomica per la fabbricazione di armi e quest'idea spinse lo scienziato ad analizzare con attenzione la possibilità di utilizzare in modo pratico l'energia nucleare.[3] Nel 1933 Szilard si recò a Londra, per scappare alle persecuzioni naziste nei confronti degli ebrei. Qui ebbe l'occasione di leggere un articolo di Ernest Rutherford su The Times nel quale si giudicava impossibile l'utilizzo dell'energia atomica a scopi bellici. Sebbene a quel tempo la fissione nucleare non fosse ancora stata scoperta, Szilard, ripensando a ciò che aveva letto, ebbe l'intuizione della possibilità di una reazione nucleare a catena, mentre attendeva ad un semaforo in Southampton Row, a Bloomsbury (Londra). L'anno successivo richiese un brevetto per questa idea.[4]

I primi tentativi di Szilard di identificare un elemento chimico che potesse dare luogo ad una reazione a catena si concentrarono sul berillio e sull'indio ma questi elementi non si dimostrarono adatti. Nel 1935 consegnò il suo brevetto sulla reazione nucleare a catena, all'Ammiragliato Britannico affinché lo secretasse (Brevetto UK n° 630726).

Nel 1938 Szilard accettò un incarico di ricerca presso la Columbia University a New York dove si trasferì e cominciò a collaborare con Enrico Fermi. Szilard entrò così a far parte del famoso gruppo di scienziati ebrei di nascita ungherese, cresciuti a Budapest all'inizio del XX secolo che erano stati costretti a trasferirsi negli USA all'avvento del nazismo, gruppo comprendente anche Paul Erdős, Edward Teller, John von Neumann e Eugene Wigner.

Nel 1939 dopo aver appreso della scoperta fatta in Germania da Otto Hahn della fissione dell'uranio, concluse che quello era l'elemento adatto a sostenere una reazione a catena.

Szilard ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo iniziale del Progetto Manhattan che avrebbe portato alla produzione delle prime bombe atomiche. Fu Szilard a proporre ad Albert Einstein di inviare al presidente americano Franklin D. Roosevelt una lettera confidenziale (la cosiddetta Lettera Einstein-Szilárd) che spiegasse la possibilità di sviluppo di un'arma nucleare a fissione e che incoraggiasse la creazione di un programma per lo sviluppo di tale arma, prima che lo facessero i nazisti in Germania.

La collaborazione con Fermi continuò all'interno del Progetto Manhattan e portò alla creazione, a Chicago della prima reazione nucleare controllata della storia, che fu innescata il 2 dicembre 1942 in una "pila" atomica moderata con grafite (Chicago Pile-1).

Il Team della Chicago Pile-1, Leo Szilard è il penultimo a destra in basso, il primo a sinistra in basso è Enrico Fermi. Per gli altri membri vedi descrizione della foto

Dopo la guerra Szilard e Fermi ottennero il riconoscimento del loro brevetto del reattore nucleare (brevetto USA n° 2708656).

Durante la guerra Szilard divenne sempre più insofferente al fatto che gli scienziati stessero perdendo il controllo del progetto a favore dei militari ed ebbe numerose schermaglie col generale Leslie Groves che era il direttore militare del Progetto Manhattan, tanto che fu costantemente pedinato dall'esercito nel timore che Szilard fosse causa di una fuga di notizie segrete. Il suo risentimento verso il governo statunitense fu esacerbato dal fallito tentativo di evitare l'uso della bomba atomica in guerra. Szilard, infatti, fu uno dei pochi scienziati del progetto Manhattan, che anche di fronte ad un verdetto quasi unanime dei suoi colleghi (tra cui lo stesso Fermi), si oppose al lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Dopo la guerra, nel 1947, Szilard cambiò campo di studi e inizio a lavorare nell'ambito della biologia molecolare in collaborazione con Aaron Novick.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ U.S. Patent N. 1.781.541
  2. ^ Einstein's Refrigerator
  3. ^ Donald Williams, The Birth of the Bomb: Leo Szilard in The Jung Page. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  4. ^ The Ascent of Man: Knowledge or Certainty, 39.01 min.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Testi

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