Lanfranco Frigeri

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« Il solo giovane di grande talento nella pittura italiana moderna. »

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Lanfranco Frigeri, in arte semplicemente Lanfranco (Quingentole, 1920), è un pittore e scultore italiano. È considerato uno dei padri del surrealismo in Italia.

Indice

[modifica] Biografia

Lanfranco Frigeri nasce a Quingentole, piccolo paese dell'Oltrepò mantovano, nel 1920, da uno scultore del luogo. Nella sua formazione iconografica hanno una grande importanza i temi fantascientifici incontrati già durante la fanciullezza, in particolare nelle strisce di Flash Gordon pubblicate sul periodico L'avventuroso. Compie gli studi al liceo artistico e all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1940, con l'entrata in guerra dell'Italia, è chiamato alle armi e combatte sul fronte greco, finendo prigioniero. Alla fine del conflitto torna a frequentare l'Accademia a Milano, sotto la direzione di Giacomo Manzù.

Nei primi anni cinquanta è la scultura a dargli le soddisfazioni maggiori: nel 1950 vince il concorso per una formella bronzea per una porta del Duomo di Milano e per la realizzazione della statua del beato Michele da Carcano, da porre su una guglia della facciata. Nel 1951 la sua scultura Il sabbiaiolo del Po partecipa al Premio Suzzara d'arte contemporanea e viene scelta come simbolo dell'esposizione. Nel 1955-56 realizza la statua di San Giovanni dell'Apocalisse per il Cimitero Monumentale di Milano, e riceve elogi dallo scultore britannico Henry Moore. Le critiche provenienti dall'Italia non sempre sono positive[1], ma all'artista arrivano molti inviti ad esporre anche all'estero.

Le opere degli anni sessanta sono prevalentemente pittoriche: i temi indagati sono in gran parte quelli della femminiltà, dell'eros e della caducità del mondo sensibile. Il suo stile appare molto influenzato da quello di Salvador Dalí, che dichiara il suo apprezzamento per l'artista mantovano, come anche altri esponenti del gruppo storico dei surrealisti, tra i quali René Magritte. In questo periodo ritrae anche molti importanti personaggi, tra cui lo scrittore Dino Buzzati e l'industriale Vittorio Valletta: sono i cosiddetti ritratti psichedelici.[2]. Non manca l'interesse per i temi sacri della religione cristiana: una sala del Museo Diocesano "Francesco Gonzaga" di Mantova è interamente dedicato ad opere di Lanfranco. Altri dipinti si trovano in molti edifici religiosi della diocesi, come la Crocefissione nella chiesa parrocchiale di Ostiglia e il Ritratto di Matilde di Canossa nell'abbazia di Polirone a San Benedetto Po.

Nel 1970 l'autore di fantascienza Brian W. Aldiss utilizza il dipinto di Lanfranco I grandi maestri del sogno per la copertina del suo libro A Romance of the Equator. Un altro suo quadro diventa la copertina dell'album Felona e Sorona del gruppo progressive Le Orme.

A partire dagli ultimi anni settanta, per porre un freno ai pettegolezzi sulla sua vita privata, l'artista dirada le uscite pubbliche e le interviste non strettamente professionali.

Il nuovo secolo vede un nuovo fiorire di mostre e iniziative che presentano al pubblico i suoi ultimi lavori, che continuano ad uscire dal suo studio nel paese natale.

[modifica] Mostre ed esposizioni

[modifica] Note

  1. ^ [1]
  2. ^ Comunicato stampa sulla mostra Lanfranco surrealista. Il tempo della scultura

[modifica] Altri progetti

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